Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Ambr. E 99 sup.

Nachweis: Italien, Mailand, Biblioteca Ambrosiana, Ambr. E 099 sup. (306 Martini–Bassi)
Datierung:

Sec. XIII–XIV.

Beschreibstoff: Carta araba orientale, spessa e di colore giallastro, senza vergelle (ff. 165) o con vergelle appena rilevabili (ff. 66187); carta italiana (ff. IIVV, I’II’); pergamena (ff. III’VI’V).
Format: 253/260 × 170/174 mm (ff. 1187: le misure variabili dipendono dal non omogeneo stato di conservazione dei fogli); ca. 200 × 155 mm (ff. III’IV’V).
Folienzahl: ff. VI, 188, VIII.

Inhalt

  • (ff. 1181) Simplicio, in Cat. comm. (tit. εἰς τὰς κατηγορίας ἀριστοτέλους ἀπὸ φωνῆς σιμπλικίου μεγάλου διδασκάλου, inc. πολλοὶ πολλὰς κατεβάλλοντο φροντίδας, expl. καὶ σχολεῖν παρασχεῖν ἀπὸ τῶν ἐν τῶ βίω περιελκόντων, seguito dalla nota di chiusura σιμπλικίου μεγάλου διδασκάλου ὑπόμνημα εἰς τὰς κατηγορίας τοῦ ἀριστοτέλους). Ed. Kalbfleisch, CAG VIII, 1907, p. 1–438. Il testo è preceduto da una nota di mano dello scriba, posta nel mg. sup. del f .1: Σιμπλικίου πόνος οὖτος· ἰάμβλιχε δῶτο[ρ ἐά]ων / ἴλ[αθι νηκηθεὶς· (sic) ἀλλ’ ὑπὸ σῶ[ν ἐπέ]ων, parzialmente lacunosa per danno del bordo superiore del foglio (vd. infra). Ai ff. 12V17, 2930V vi sono dei loci fenestrati, in parte risarciti da altra mano.
  • (f. 181 rr. 2–9) Excerptum da 〈Elias philosophus, In Cat. comm.〉 (senza tit., inc. πέντε ἐστὶν εἴδη συλλογισμῶν· ἀποδεικτικὸς· διαλεκτικὸς· ῥητορικὸς· expl. ἵνα μήτε ψευδῆ δοξάσωμεν, μήτε κακὰ διαπραξώμεθα). Ed. Busse, CAG XVIII.1, 1900, p. 116,35–117,13. Cf. Laur. 71,05, f. 255 rr. 1–15, Ambr. C 120 inf., f. 271V rr. 2–18.
  • (ff. 181 r. 9–185V r. 27) 〈Michele Psello〉, Περὶ τῶν τριῶν σχημάτων καὶ ὅλως περὶ συλλογισμῶν ἀποσημείωσις (tit. περὶ τῶν τριῶν σχημάτων τῶν συλλογισμῶν, inc. Τῆς συνόψεως τῶν συλλογισμῶν στοχαζόμενοι καὶ τῆς σαφοῦς αὐτῶν παραδόσεως, expl. ἐν οἷς σὺν θεῷ καὶ ταῦτα πληροῦνται τῶν κατηγορικῶν συλλογισμῶν). Ed. Trincavelliana, 1536, cc. XXXXIIr–XXXXIVv. Cf. Laur. 71,05, ff. 255 r. 16–262V r. 20, Ambr. C 120 inf., ff. 271V r. 19–280V r. 5.
  • (ff. 185V r. 28–186V r. 15) 〈Leon Magentinos?〉, περὶ ὑποθετικῶν συλλογισμῶν (tit. περὶ τῶν ὑποθετικῶν καλουμένων συλλογισμῶν, inc. Οἱ ὑποθετικοὶ καλούμενοι συλλογισμοί, σύγκεινται ἐκ τῶν τεσσάρων τούτων· ἐκ τοῦ ἡγουμενου, expl. ταῦτα καὶ περὶ τῶν ὑποθετικῶν). Ed. Trincavelliana, 1536, cc. XXXXIVv–XXXXVr. Cf. Laur. 71,05, ff. 262V263V r. 29, Ambr. C 120 inf., ff. 280V r. 6–281V r. 19.
  • (f. 186V rr. 16–25) Über die sechs Tropen des Syllogismus (senza titolo, inc. πρῶτος τρόπος ἐστὶν ὁ κατὰ συνέχειαν, expl. ὃν ἐφεῦρεν ἀλέξανδρος ὁ ἀφροδισιεύς). Ed. Trincavelliana, 1536, c. XXXXVr. Cf. Laur. 71,05, ff. 263V r. 30–264 r. 16, Ambr. C 120 inf., ff. 281V r. 20–282 r. 8.
  • (ff. 186V r. 26–187V r. 15) Comm. anon. (senza titolo, inc. τοὺς κατηγορικοὺς συλλογισμοὺς εἰς τρία τινὰ σχήματα, expl. ταῦτα μὲν οὖν περὶ τῶν τριῶν σχημάτων ἐν τω παρόντι διώρι[σται] τῶν ἄλλως ἑπομένων, ὕστερον λεχθήσεται); il testo è seguito da uno schema. Ed. Trincavelliana, 1536, c. XXXXVr–v.
  • (ff. III’–VI’v) , Bellum Catilinae, 46–52.
  • Leer

    ff. Ar–Bv, Iv, IIv, IIIv–IVr, I’v–II’r, Cr–Dv.

  • Textgeschichtliches

    Simplicio:

    Il ms. presenta strettissime somiglianze con i codd. Marc. gr. Z. 223 (V) e Par. gr. 1905 (M). Vd. Kalbfleisch 1907.

    Excerpta sul sillogismo:

    Dei cinque estratti adespoti sulle forme di sillogismo quattro (nrr. 2–5) ricorrono anche nell’edizione di Giovanni Filopono curata da G.F. Trincavelli nel 1536; quattro (nrr. 1–4) sono tramandati anche dai mss. Laur. 71,05 e Ambr. C 120 inf.; solo nell’Ambr. E 99 sup. il nr. 4 (Über die sechs Tropen des Syllogismus) è disposto, esattamente come nell’ed. Trincavelliana, su tre colonne. L’attribuzione di quello qui tràdito ai ff. 181r–185v a Michele Psello si deve a Moore 2005.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Carta araba orientale, spessa e di colore giallastro, senza vergelle (ff. 165) o con vergelle appena rilevabili (ff. 66187); carta italiana (ff. IIVV, I’II’); pergamena (ff. III’VI’V).

Wasserzeichen

  • ff. I: Biscione visconteo, tipo Briquet 13632 (1465), con misure più simili a Piccard Online Nr. 43444 (1509).

Format

253/260 × 170/174 mm (ff. 1187: le misure variabili dipendono dal non omogeneo stato di conservazione dei fogli); ca. 200 × 155 mm (ff. III’IV’V).

Folienzahl

ff. VI, 188, VIII.

Foliierung

Foliotazione a matita del sec. XIXex nell’a. sup. est. di ogni recto in numeri arabi da 1 a 187, con l’omissione del f. 130 (in numeri romani I–IV le guardie antiche anteriori, I–II le posteriori e III–VI i fogli membranacei recuperati dalla legatura). Tracce di una foliotazione antica in numeri arabi in inchiostro marrone, in parte cancellata, nel marg. sup. di ogni foglio recto: essa non coincide con la numerazione attuale, ma computa nella parte iniziale un foglio in più (f. 18: “19”), in quella finale due in meno (f. 115: “113”).

Lagen

1 × 10 – 1 (f. 9), 14 × 8 (f. 121), 1 × 10 (f. 130, 130), 7 × 8 (f. 186), 1 × 1 (f. 187).

La struttura dei primi due fascicoli non è direttamente rilevabile, se non per una cucitura visibile tra i ff. 4 e 5; tuttavia, dall’antica numerazione dei fogli si ricava che il primo fascicolo contava un foglio in più rispetto a quelli attuali ed è dunque probabile che fosse organizzato in forma di quinione, seguito poi da una serie regolare di quaternioni. I fogli membranacei contenenti il frammento di Sallustio (ff. III’VI’V) sono organizzati in forma di binione.

Lagensignierung

I ff. 1187 sono regolarmente segnati in greco al centro del mg. inf. di ogni primo foglio recto da γ’ (f. 18) a κδ’ (f. 187), con la sola omissione di ιγ’ al f. 98 (per una svista: la struttura dei fascicoli è regolare), e con la caduta accidentale dei primi due numeri per lacune materiali.

Reklamanten

Assenti.

Anzahl der Linien

ff. 1187V: 26–32 ll.

ff. III’VI’V: 35 ll.

Liniierung

ff. 1187V: Rigatura assente, con specchio di scrittura variabile, di ca. 205 × 140 mm.

ff. III’VI’V: Rigatura non rilevabile (si intravedono solo le rettrici), con specchio di scrittura di ca. 178 × 115 mm.

Kopist

A. ff. 1187V mano del sec. XIII–XIV, che pone qua e là scolii marginali (e.g. f. 5r, ad p. 12,19ss Kalbfleisch: σήμειωσαι. πλατωνίζων ταῦτα φθέγγη θειότατε σιμπλικίε καὶ οὐκ ἀριστοτελίζων; ff. 8RV, 11V, 13RV, 26V).

B. ff. III’VIV’ gotica latina semitextualis rotunda, con iniziali rubricate, del sec. XIVin.

a. scolii aggiunti da Andronico Callisto (id. Martinelli Tempesta) nella seconda metà del sec. XV (vd. infra).

b. una mano del sec. XVI aggiunse al f. II una tabula del contenuto del volume con puntuali rinvii ai fogli in numeri romani, secondo una foliotazione leggermente sfasata rispetto a quella attuale e a quella precedente in numeri arabi (inc. “de aequinociis folio VIII”, expl. “Compendium de syllogismo CLXXX”). Trascrisse inoltre nel f. III il distico in maiuscola greca Σιμπλικίου πόνος οὖτος· ἰάμβλιχε δῶτορ ἐάων / ἴλαθι νικηθεὶς· ἀλλ’ ὑπὸ σῶν ἐπέων, presente nel mg. sup. del f. 1 e tramandato anche dagli scolii a Proclo nei codici Par. Coisl. 322 e Marc. gr. Z. 195 (cfr. Diehl 1903, I, p. 468; Hadot 1987, p. 30–31). Annotò poi alla fine del codice (f. II’v) un curioso appunto relativo alla data di nascita di Ottaviano Ferrari: “Octavianus Ferrarius H. F. die XXIII Aprilis 1518 nocte sequenti in lucem prodivit hora ad modum (correxit s.l. m.a.: “propemodum”) septima”. Difficile dire se sia la mano di Ottaviano Ferrari, che parla di sé in prima persona, o piuttosto quella di un personaggio a lui intimamente legato, come potrebbe essere l’allievo Cesare Rovida. A questa mano si devono probabilmente anche i notabilia marginali presenti ai ff. 181V (“Syllogismi diaphorumeni”; “Exempla per syll.”), 182 (“conversio quid”), 183 (“medium”, “maior”, “minor”), 183V (“primus modus”, “secundus”). Non saprei dire se debbano essere ricondotte a questa stessa mano anche due più ampi scolii, uno in latino e uno in greco, scritti in un peculiare inchiostro di colore arancione, ff. 23 (“nam si ab ente, ut ab imo, alia omnia producantur, certe ens omnium aliorum primum erit. itaque una erit natura ens, ante ipsam substantiam, siquidem haec ab illo deducitur. quae sententia repugnat Aristoteli”) e 32V (ἀριστοτέλους τοῦτο. τὸ γὰρ ζῶον τὸ καθόλου ἤτοι οὐδέν ἐστιν ἢ ὕστερόν ἐστιν ὥστε ἀμαρτάνει ὁ Σιμπλίκιος κατὰ τοῦτο, καίτοι συγχωρῶν τὰ κοινὰ καθ’ἑαυτὰ μὴ ὑπάρχειν). Nello stesso inchiostro è vergata una nota evanida al f. I’r (“Sapii [o ‘Capii’?] de nullo animali anima […] de aliquo homine”).

c. un’altra mano del sec. XVI pose nel mg. sup. del f. III la nota πόνῳ δ’ ἄρα κῦδος ὀπηδεῖ (Quinto Smirneo, 1.738), forse un ex libris, e al f. IVv trascrisse anch’essa il già menzionato distico σιμπλικίου πόνος οὖτος. ἰάμβλιχε δῶτορ ἐάων / ἴλαθι νικηθεὶς, ἀλλ’ ὑπὸ σῶν ἐπέων. L’unica annotazione greca che mi pare riconducibile a questa stessa mano sono i notabilia ‘ποιόν’ e ‘ποσόν’ nel mg. del f. 182V.

d. un lettore risarcì alcune lacune in loci fenestrati o per salto di copia nella prima parte del ms. (ff. 12V14V, 30V, 41V). A giudicare dal colore dell’inchiostro potrebbe trattarsi del lettore “Antonius” che pose la sua firma alla fine del volume, entro una cornicetta (f. 187V).

Ergänzungen zum Textbestand

L’intero manoscritto è corredato di scolii marginali di mano di Andronico Callisto, che consistono perlopiù in notabilia o sommari del testo. Al f. 1 per esempio dopo aver ripetuto i nomi dei filosofi menzionati nel testo (Temistio, Porfirio, Alessandro, Erminio, Boezio, Lucio, Nicostrato, Plotino, Porfirio, Giamblico) sintetizza il passo in cui viene citato il pitagorico Archita con la nota ὁ ἄρχυτας περὶ τοῦ παντὸς ἐπέγραψε τὸ βιβλίον τὸ περὶ τῶν δέκα κατηγοριῶν.

Einband

Legatura del sec. XX realizzata presso il laboratorio di restauro di Grottaferrata nel 1957. Piatti di cartone con coperta in pelle, ornata a secco con un motivo a losanghe. Controguardie e quattro false guardie cartacee (due anteriori e due posteriori) coeve, non numerate. Sulla controguardia anteriore è incollato un frammento cartaceo recuperato da un antico foglio di guardia, sul quale si legge σιμπλικίου ὑπόμνημα εἰς τὰς 〈δέ〉κα κατηγορίας ἀριστοτέλους 〈.....〉τ〈..〉 τῶν συλλογισμῶν ὠφελιμωτάτ〈..〉 (alcune lettere sbiadite sono indecifrabili anche alla luce ultravioletta).

Erhaltungszustand

In occasione del restauro novecentesco (controg. ant.: “Restaurato a Grottaferrata (24 apr. 1957)”) il codice è stato dotato di una nuova legatura ed è ora in discrete condizioni. Nell’intervento sono stati ricstruiti in carta orientale i bordi dei fogli, precedentemente danneggiati (con perdita di alcune annotazioni marginali), secondo un criterio conservativo (i fogli dopo la ricostruzione non presentano le medesime dimensioni).

Geschichte

Datierung

Sec. XIII–XIV.

Ursprünglicher Zustand

I fogli contenenti il testo di Sallustio provengono dalla legatura originale, non conservata, e sono stati inseriti alla fine del codice senza tenere conto della corretta successione del testo. L’ordine da restituire è il seguente: ff. IV’V, III’, VI’V, V’V.

Provenienz

Il codice, prodotto in Oriente fra il sec. XIII e il XIV, giunse in Italia probabilmente nella seconda metà del sec. XV, quando fu annotato da Andronico Callisto e provvisto di nuovi fogli di guardia in carta occidentale non filigranata. Appartenne poi a Ottaviano Ferrari (cfr. f. I: “Simplicius in Praedicamenta Aristot. [“cum scholiis” add. m.a.], codex ante annos trecentos scriptus. Fuit ex libris Octaviani Ferrarij”) e successivamente a Cesare Rovida (cf. f. I mg. inf.: “ex bibliotheca Rovidij”), allievo del Ferrari, che ne ereditò anche la biblioteca: alla sua morte i codici passarono al fratello Alessandro Rovida e da lui alla Biblioteca Ambrosiana. Il ms. si trova in Biblioteca fin dai primi anni dei Seicento ed è puntulamente registrato nel catalogo manoscritto realizzato tra il 1608 e il 1609, al Nr. 190: “Simplicius in Praedicamenta Aristotelis cum scholiis. Codex in 4 ante annos 300 scriptus qui fuit Octaviani Ferrarii” (vd. Turco 2004). Collocato nella scansia N (ff. III, IVv: “N”), aveva la precedente segnatura N 19 (vd. Pasini 2005, p. 251 n. 13). Reca anche una precedente collocazione ambrosiana al f. II: “F. n°. 89”. Altre tracce di provenienza si trovano nella parte inferiore del f. 187V, scritte da varie mani: “Liber 8”, “n° 5.d”, “27” (cassato e corretto forse in “n° 30”), quindi “fr. M[”, forse le iniziali di un nome.

Reproduktionen und Digitalisate

  • S. Martinelli Tempesta, Per un repertorio dei copisti greci in Ambrosiana, in: Miscellanea graecolatina I, a cura di F. Gallo, Milano 2013, p. 101–153: p. 109 tav. 1a (f. 12 mg.).

Bibliographie

Kat.

  • E. Martini–D. Bassi, Catalogus codicum graecorum Bibliothecae Ambrosianae, Milano 1906, p. 306–307 Nr. 306.
  • Inventario Ceruti dei manoscritti della biblioteca Ambrosiana: riproduzione in facsimile dell’inventario manoscritto, I–VI, Trezzano sul Naviglio 1973–1979, III, p. 389–390.
  • G. Turco, Un antico elenco di manoscritti greci ambrosiani. L’Ambr. X 289 inf., ff. 110–141, in: C. Mazzucchi–C. Pasini, Nuove ricerche sui manoscritti greci dell’Ambrosiana, Biblioteca Erudita. Studi e Documenti di Storia e Filologia 24, Milano, Vita e pensiero, 2004, pp. 79–144: p. 123 nr. 190.

Kod.

  • S. Martinelli Tempesta, Per un repertorio dei copisti greci in Ambrosiana, in: Miscellanea graecolatina I, a cura di F. Gallo, Milano 2013, p. 101–153: p. 108–109, 111, 132–133, 136 (id. mano Callisto negli scolii).
  • C. Pasini, Giovanni Donato Ferrari e i manoscritti greci dell’Ambrosiana (con note su Francesco Bernardino e Ottavio Ferrari e sui manoscritti di Ottaviano Ferrari all’Ambrosiana), in: Nea Rhome, 1 (2004), p. 351–386: p. 255 n. 15, 356 n. 18.
  • C. Pasini, Il progetto biblioteconomico di Federico, in: Studia Borromaica, 19 (2005), p. 247–279: p. 251 n. 13.

Text.

  • Kalbfleisch, CAG, VIII, 1907, p. VI–VII, XII (L).
  • Trincavelli, Ioannou Grammatikou tou Philoponou Eis ta protera analytika tou Aristotelous, Ypomnema. Magentinou skolia eis ta auta Synopsis peri ton syllogismon. Ioan. Gram. Philoponi Comentaria in Priora analytica Aristotelis. Magentini comentaria in eadem Libellus de syllogismis, Venetiis in aedibus Bartholomaei Zanetti Casterzagensi aere vero & diligentia Ioannis Francisci Trincaveli, 1536 mense aprili.
  • P. Moore, Iter Psellianum: a Detailed Listing of Manuscript Sources for All Works Attributed to Michael Psellos, Including a Comprehensive Bibliography, Toronto 2005, p. 248–249.

Weitere Sekundärliteratur

  • E. Diehl, Procli in Platonis Timaeum commentaria, Lipsiae 1903, I.
  • I. Hadot, La vie et l’œuvre de Simplicius d’apres des sources grecques et arabes, in: I. Hadot (Hg.), Simplicius, Sa vie, son œuvre, sa survie. Actes du colloque international de Paris (28 sept.–1er oct. 1985), Berlin–New York 1987, p. 3–39.

Quelle

  • E. Gamba, autopsia, settembre–novembre 2019.