Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. 194

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. 194 (coll. 871)
Datierung:

ff. 1357: sec. XIII ex.; ff. 359435: sec. XII/XIII.

Beschreibstoff: Carta orientale, araba, senza filigrane, di colore giallo e ben collata. Le condizioni di conservazione non permettono di apprezzare differenze significative fra le varie parti del manoscritto.
Format: 235 × 170 mm
Folienzahl: II, 435, I'

Inhalt

  • (ff. 1357): Proclus, Comm. in Platonis Timaeum (tit. Πρ[όκλο]υ διαδόχου εἰς τὸν τιμαῖον πλάτονος βιβλίον α´). Libr. I (ff. 161); II (ff. 61138V); III (ff. 138V240V); IV (ff. 240V296V); V (ff. 296V357). Ed. Diehl, Procli Diadochi in Platonis Timaeum commentaria, I–III, Lipsiae 1903–1906.
  • (ff. 359426,5): ampia serie di estratti rielaborati da 〈Simplicius, In Phys.〉 〈Libr. I〉, inc. Πρὸ τοῦ εἰς τὴν κατὰ μέρος τῶν κεφαλαίων διόρθωσιν [..]μενοῦς (?) εἰσελθεῖν, ἐκεῖνο πρῶτον ἀποροῦντοις ζητοῦμεν. διὰ τίνα αἰτίαν πάντων κοινῶς, des. αὐτὸς παρέστησεν [CAG IX 194,14 ... 258,25] (ff. 359369,28); II, ἀρχὴ τοῦ β´ λόγου τῆς φυσικῆς, inc. Εἰπὼν ὅτι ἡ φύσις ἡ ὡς ὁδός, des. διὰ τὸ τέλος τὸ ἐξ ἀνάγκης [CAG IX 289,1 ... 388,10] (ff. 369,29–378,9); III, ἀρχὴ τοῦ γ´ λόγου τῆς φυσικῆς, inc. Πάντα τὰ ὄντα ἢ κινήσεις εἰσιν, des. .τῆς ἀΰλου ἀμερείας παρατραπεῖσαν [CAG IX 397,15 ... 514,31] (ff. 378,10–390,3); IV, (corollarium de loco) περὶ τόπου, inc.Ἐρωτᾶν ἐπεισί μοι τοὺς σῶμα τὸν τόπον ἄϋλον ὑποθεμένους, des. ἐφαρμόση τοῖς τῆς κινήσεως [CAG IX 617,13 ... 763,26] (ff. 390,4–406,22); 〈corollarium de tempore〉, inc. ταῦτα μὲν οῦν ἀρκείτω πρὸς σαφήνειαν τοῖς (sic) ὑπὸ τοῦ Ἀριστοτέλους περὶ χρόνου λεγομένων, des. ἀλλὰ κατὰ μέρος ἐπιτελούμενος [CAG IX 773,8–798,2] (ff. 406,23–416V,22); 〈VIII〉, inc. Πότερον γέγονέ ποτε κίνησιν οὐκ οὖσα πρότερον ἕως τοῦ, οἷον ζωὴ τίς οὖσα τοῖς φύσει συνεστῶσι πᾶσιν: Ὅτι μὲν περὶ κινήσεως λόγος ἀναγκαῖος, des. τῆς ἄλλης κινήσεως [CAG X, pp. 1118,12 ... 1254, 28 (ff. 416V,23–426,5).
  • (ff. 426,6–428V), Estratti da Alexander Aphrod., 〈Quaest.〉 (tit. nel mg. est. del f. 426, Ἀλεξάνδρου). I.1 (ff. 426,4–426V,25): inc. Ἀδύνατον φθαρῆναι τὴν κίνησιν φησὶν Ἀριστοτέλης. οὕτω κατασκευάζων τὸν λόγον· εἰ ἐγένετο φησὶ ἡ κινησέως. ἐπεὶ πᾶν τὸ γινόμενον ὑπὸ τινος, des. καὶ νοητή [CAG II.2, pp. 2,24–4,26]; I.25 (ff. 426V,25–427,18): inc. Τῆς οὖν πρώτης οὐσίας, des. ποικίλης κινήσεως [CAG II.2, pp. 40,16–41,19]; I.10 (ff. 427,19–427V,8): inc. Εἰ τῶν φυσικῶν ἀρχή, des. καὶ σύνθετα [CAG II.2, pp. 20,19–21,11]; I.15 (ff. 427V,8–428,4): inc. Ἀλλ᾽ εἰ ἡ ὕλη ἡ αὐτή, des. ἐάν τε μή [CAG II.2, pp. 26,29–27,29]; I.5 (f. 428,5–28): inc. εἰ αὔξεται τὸ ὑποκείμενον, des. σωζεται τὸ πρᾶγμα [CAG II.2, p. 13,11–32]; II.23 (ff. 428,28–428V,15): tit. περὶ τῆς ἡρακλείας λίθου πῶς ἔλκει τὸν σίδηρον; inc. Δεῖ τὸν περὶ τούτου λέγοντα, πρῶτον ἐζητηκέναι, des. ἄψυχον ἔχει [CAG II.2, p. 74,4–30]; II,3–4 (f. 428V,16–37): inc. Τίς ... ἀπὸ τῆς κινήσεως, des. τὸ εἶδος ἀτέλεστερον [CAG II.2, pp. 26,29–50,27, in forma abbreviata nel codice].
  • (ff. 429435V): 〈Johannes Philoponus, In Phys., VIII 6〉: inc. Φανερὸν δὲ ἐκ τοῦδε ὅτι ἀνάγκη εἶναι ἕν τι καὶ ἀίδιον; des. mut. τῶ δεξιῶ τὸ ἀρί[στερον ... Ed. CAG XVII (1888), pp. 888–907,15.
  • Leer

    ff. 300V301, 357V358V.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Carta orientale, araba, senza filigrane, di colore giallo e ben collata. Le condizioni di conservazione non permettono di apprezzare differenze significative fra le varie parti del manoscritto.

Format

235 × 170 mm

Folienzahl

II, 435, I'

Foliierung

Guardie moderne. Fogli numerati a matita nel margine inferiore esterno della prima unità procliana, quindi ordinariamente nel margine superiore in quella aristotelica (Mioni?).

Lagen

6 × 8 (48), 1 × 10 (58), 17 × 8 (194), 1 × 10 (204), 2 × 8 (220), 1 × 10 (240), 20 × 8 (390), 1 × 6 (396), 4 × 8 (428), 1 × 7 (435; mut.).

Lagensignierung

Nessuna segnatura originale è attualmente conservata. Alcune tracce illeggibili sono sporadicamente conservate nell’estremo margine inferiore dell’ultimo verso dei fascicoli della sezione aristotelica (cfr. f. 390V).

Anzahl der Linien

Variabile secondo i copisti. Cfr. subito sotto.

Liniierung

Rigatura del solo specchio, regolare nella prima parte del codice, con gestione della pagina abbastanza variabile di copista in copista. Si registrano di seguito le diverse rigature impiegate nelle due parti del manoscritto.

ff. 1357 (f. 288) 235 × 170, spazio scritto 174 × 121

ff. 359435 (f. 377) 235 × 170, spazio scritto 193 × 126

Kopist

Nel codice si distinguono due parti:

La prima parte del codice (Proclo), verisimilmente in origine indipendente dall’ultima aristotelica, è vergata da undici diversi scribi; il primo funge da organizzatore della copia ed è stato identificato da Mariella Menchelli con il patriarca Giorgio–Gregorio di Cipro. Di seguito si propone una distinzione delle mani sulla falsa riga di quella proposta dalla stessa Menchelli (con alcune correzioni, particolarmente per quel che concerne la distinzione delle ultime mani, presentate in un modo che non sembra corrispondere alla foliotazione del codice).

A. ff. 124V; 197204V, 351353: 〈Gregorio di Cipro〉 (Menchelli).

B. ff. 2532V: mano di modulo abbastanza ampio, con predilezione per un’impaginazione contrastata e dall’aspetto decisamente barocco. Asse leggermente inclinato. Essa è comparabile nel tratteggio di alcune lettere a quella seguente (cfr. beta), che tuttavia presenta un modulo sensibilmente più ridotto e mostra legature e tratteggi non presenti nei primi fogli (Menchelli parla di «variazioni, a tratti anche sensibili»). È certo possibile che si tratti di una variazione della scrittura dello stesso copista, ma una distinzione sembra preferibile. Impaginazione su 25 ll.

C. ff. 3358V: mano di piccolo modulo, ordinata, ad asse quasi diritto. Impaginazione ariosa, su 26 ll.

D. ff. 5990V: mano di modulo decisamente più ampio della precedente, impaginazione serrata, su 28 ll.

E. ff. 91122V: (mano gar Menchelli), simile alla precedente, se ne distingue per l’uso di un inchiostro brunito e per una maggiore rigidità. Impaginazione talora molto serrata, su 35 ll. (100).

F. ff. 123154V (mano beta–epsilon Menchelli). Scrittura di modulo ridotto rispetto alla precedente, l’impressione d’insieme è maggiormente ordinata, l’inchiostro è leggermente più scuro. Impaginazione su 35 ll.

G. ff.155165V: (mano kappa–sigma Menchelli). Scrittura di lettura difficile a causa dello stato di conservazione della sezione, vergata in inchiostro brunito sbiadito e danneggiata dall’umidità nella parte superiore di ogni foglio. Mano corsiva, barocca, dall’asse inclinato verso destra. Legature ardite e numerosi compendi. Nell’ultimo foglio (165V) l’inchiostro è più scuro e il tratto appare più marcato. Impaginazione su 25 ll.

H. 166186V: (mano omicron–sigma Menchelli). Mano dall’aspetto prossimo a quella di Gregorio, regolare, barocca, presenta un significativo mutamento di modulo a partire dal f. 181r, non sembra tuttavia necessario distinguere un ulteriore intervento. Impaginazione variabile, da 34 ll. nel f. 176, a 28 nel f. 186V.

I. 187196V: contrariamente all’avviso di Mioni e Menchelli, che non registrano un ulteriore intervento, questa mano deve certamente essere distinta dalla precedente: essa non solo presenta un modulo più ridotto, ma appare molto stretta e con tendenza alla verticalità (simile, in questo senso, a quella di Gregorio). Inchiostro bruno scuro, impaginazione regolare, molto compressa, su 39 ll.

J. 205238V: mano non troppo dissimile dalla (C), non tuttavia identica ad essa. Inchiostro bruno scuro, impaginazione su 28 ll.

K. 239300 (bianchi i ff. 300V301), 301V350V, 353V357: (mano epsilon–csi Menchelli). Simile alla mano (E), se ne distingue per il tratteggio di alcune lettere (si noti, in particolare, il beta lasciato aperto) e per una maggiore regolarità. Le variazioni all’interno di questi fogli sono minime, ed esclusivamente modulari, i tratteggi ricorrono costantemente identici. Le distinzioni proposte dalla Menchelli, che individua una «mano tau», senza tuttavia precisarne la collocazione, non sembrano condivisibili. Impaginazione abbastanza regolare, su 33 ll. [bianchi i ff. 357V358V]

L. ff. 359435V: mano estremamente regolare, in inchiostro bruno chiaro, dall’aspetto geometrico, calligrafico e ben leggibile, decisamente diversa da tutte le precedenti (sebbene i tratteggi appaiano permettano di apprezzare uno sforzo verso una certa sobrietà grafica, non mancano anche in questa parte del codice influenze Fettaugen, come si può evincere dall’ingrandimento dei nuclei di alcune lettere caratteristiche e da una certa tendenza ad accentuare il contrasto modulare. Tale grafia è meglio inquadrabile fra XII/XIII secolo che non in un periodo successivo). Impaginazione su 38 ll. ca.

Marginalia (integrazioni, accompagnate da segno di richiamo, e correzioni) di mano di 〈Gregorio di Cipro〉 costellano la prima parte del codice (cfr., ad es., i ff. 31V, mg. inferiore, 44, nei margini; 97, 100V, etc.), al Patriarca spettò evidentemente la revisione completa del lavoro dei suoi collaboratori. In tutto il codice, ivi compresa l’ultima sezione aristotelica, si osservano numerosissime note di lettura, scolî, schemi e segni di attenzione attribuibili a 〈Bessarione〉 (la circostanza non è rilevata da Mioni), in inchiostro bruno–arancione (cfr., ad es., i ff. 58V, 82, 90V91 [qui si noti il caratteristico σημείωσαι nel mg. esterno], etc.). Le cattive condizioni di conservazione dei margini non permettono di stabilire esattamente il numero degli annotatori del codice; forse a un terzo lettore anonimo si devono le note nel margine esterno del f. 50 (ma non è escluso che si tratti sempre di Gregorio di Cipro).

Einband

Legatura marciana in vitello color caramello (sec. XVIII), nei piatti è impresso il leone di S. Marco. Dorso rifatto. Il codice fu restaurato a Grottaferrata, come si apprende da un’etichetta apposta nel contropiatto posteriore (la data di tale intervento non è nota).

Erhaltungszustand

Il codice è stato restaurato ed è oggi in buono stato di conservazione, ma i danni antichi (erosione dei margini, macchie di umidità) sono ancora ben visibili. Il primo e l’ultimo foglio sono gravemente danneggiati, con parziale danno allo specchio scritto.

Geschichte

Datierung

ff. 1357: sec. XIII ex.; ff. 359435: sec. XII/XIII.

Provenienz

Il codice pervenne in Marciana in seguito al munus bessarioneo (1468). Mancano note di possesso o collocazioni antiche, verisimilmente apposte originariamente nel f. 1, ora gravemente danneggiato. Il ms. è identificabile col nr. 441 della donazione.

Bibliographie

Kat.

  • Mioni, Thes. Ant., I, pp. 305–307.

Kod.

  • M. Menchelli, Un nuovo codice di Gregorio di Cipro. Il codice di Venezia, BNM gr. 194 con il Commento al Timeo e le letture platoniche del Patriarca tra Sinesio e Proclo, «Scriptorium» 64 (2010), pp. 227–250 (passim) identificazione di Gregorio di Cipro e proposta di distinzione delle mani nella prima unità codicologica.
  • M. Menchelli, Giorgio Oinaiotes lettore di Platone. Osservazioni sulla raccolta epistolare del Laur. San Marco 356 e su alcuni manoscritti dei dialoghi platonici di XIIIe XIV secolo, in A. Rigo (a c. di), Vie per Bisanzio. VIII Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana di Studi Bizantini. Venezia, 25–28 novembre 2009, Bari 2013, pp. 831–853: 851, 853 (cfr. precedente).

Text.

  • E. Diehl, Procli Diadochi in Platonis Timaeum commentaria, I, Lipsiae 1903, p. XXI: «chartaceus saeculi XV (?) [...] agnovi hunc codicem [...] ad tabellas luce depictas, quas suppeditavit S. Morpurgo. praeterea utrumque inspexi Venetiis a. 1899».
  • M. Menchelli, Nota storico–tradizionale al Commento al Timeo di Proclo nelle età macedone, comnena, paleologa tra supporti librari e documentari (il rotolo di Patmos, Eileton 897, il Marc. gr. 195 e la “collezione filosofica”; il Coisl. 322, il Chis. R VIII 58 e il Marc. gr. 194), «Studia Graeco–Arabica» 5 (2015), pp. 145–164: passim (in part. pp. 149–150 e 155–158: il Marc. gr. 194 parrebbe apografo, per «la sezione successiva a I, p. 130.24» del Chisianus R.VIII.58, il più antico testimone della vulgata).
  • M. Menchelli, Il rotolo di Patmos con il commento di Proclo al Timeo platonico, «Segno e testo» 14 (2016), pp. 169–202: 192, n. 62.

Weitere Sekundärliteratur

  • E. Mioni, Vita del Cardinale Bessarione, «Miscellanea Marciana» 6 (1991), pp. 13–219: 52

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, giugno–luglio 2017