Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. 201

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. 201 (coll. 780)
Datierung:

a. 954.

Beschreibstoff: Perg.
Format: 310 × 225 mm
Folienzahl: ff. V, 183, I–IV’.

Inhalt

  • Organon:
  • (ff. 19V) Porphyrius, Isagoge (tit. πορφυριου (sic) εἰσαγωγή). Nei margini sono inclusi abbondanti scolî da Ammonio ed Elia (inc. ἐισαγωγὴ ἐπιγέγραπται, des. Πορφυρίου). Cfr. A. Busse, CAG IV.3, 1891, p. XXXI–XXXIII e XVII.1, 1900, p. XVI–XVIII.
  • (ff. 1026) Cat. (tit. Ἀριστοτέλους κατηγορίαι). Nei margini sono ascritti scolî da Elia e Davide. Cfr. A. Busse, CAG IV.4, 1895, p. XII–XIII; XVIII.1 (1900), p. XXIX. Alla fine del f. 26r è trascritto in maiuscola l’epigramma Παγκρατὲς ὦ δεκάδος: ed. E. Cougny, Anthologia epigrammatum graecorum, III, Parisiis 1869, p. 325 nr. 209.
  • (ff. 26V36) Int. (tit. ἀριστοτέλους περὶ ἑρμηνείας).
  • (ff. 3685) Anal. Pr. (tit. ἀριστοτέλους ἀναλυτικῶν προτέρων πρῶτον). Libr. I (ff. 3668V); II (ff. 68V85). Alcuni dei numerosi scolî marginali sono stati editi da Waitz, Organon, p. 30–38.
  • (ff. 85V111V) Anal. Post. (tit. ἀριστοτέλους ἀναλυτικῶν ὑστέρων πρῶτον). Libr. I (ff. 85V102); II (ff. 102V111V). La seconda metà del f. 111V è bianca e contiene una nota di possesso parzialmente erasa (cfr. Provenienz) e la prima sottoscrizione di Efrem (cfr. infra Kopist).
  • (ff. 112166) Top. (tit. ἀριστοτέλους τοπικῶν ἄλφα). Libr. I (ff. 112118V); II (119125); III (ff. 125V129); IV (ff. 129V136); V (ff. 136144V); VI (ff. 144V155); VII (ff. 155158); VIII (ff. 158166).
  • (ff. 166183V) Soph. El. (tit. ἀριστοτέλους περὶ τῶν σοφιστικῶν ἐλέγχων).

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Perg.

Format

310 × 225 mm

Folienzahl

ff. V, 183, I–IV’.

Foliierung

Foliotazione moderna (XVIII sec.?), in inchiostro brunito, nel mg. superiore esterno di ogni recto.

Lagen

4 × 8 (32), 1 × 10 (42), 7 × 8 (98), 2 × 10 (118), 4 × 8 (150), 1 × 10 (160), 2 × 8 (176), 1 × 8–1 (183, senza lacuna testuale). I fascicoli si aprono con il lato carne (CPPC); la legge di Gregory è sempre rispettata.

Lagensignierung

I fascicoli portano la segnatura originale, in cifre maiuscole, di mano del copista, all’interno del margine inferiore del primo recto e dell’ultimo verso, in corrispondenza dell’incrocio della linea di giustificazione e dell’ultima rettrice (la prima è nel f. 8V, α´, l’ultima nel f. 177, κβ´). 〈Bessarione〉 appose una seconda segnatura a registro nel margine inferiore esterno di ogni primo recto (conservata da b1 = 9; a y1 = 177).

Anzahl der Linien

ll. 36–37.

Liniierung

Spazio scritto 220 × 165 (f. 158); rigatura a secco tipo 22C1n Leroy-Sautel impressa col sistema 1.

Kopist

Il codice fu interamente copiato dal celebre scriba Efrem, in inchiostro brunito scuro, a tratti rossiccio, che appose una sottoscrizione completa nel f. 183V: χάρις σοι πολλὴ ἰ(ησο)ῦ χ(ριστ)ὲ ὁ θ(εὸ)ς ἡμῶν καὶ εὐ|χαριστία ἀνθ’ ὧν τῆς ἀσθενείας ἡμ(ῶν) | ἐπελάβου καὶ τέλος ἐπι|θεῖν(αι) τῆ δέλτω ἐχαρίσω. | εγρ[άφη] (sic) χειρὶ ἐφρ[αὶμ] μ(ονα)χ(οῦ) μη(νὶ) νο(εμβρίῳ) ινδ. ιγ´ ἔτ(ους) ,ςυξγ´(= AD 954). L’ultima parte della sottoscrizione è ripresa alla fine del f. 111V (con scrittura corsiva, in inchiostro quasi fulvo): ἐγράφη χειρὶ ἐφραὶμ μον[α]χ[οῦ] μηνὶ νοεμβρίω ινδ. ιγ´ ἔτους ,ςυξγ´. La doppia sottoscrizione lascia supporre che il f. 111V segnasse, originariamente, una cesura codicologica (sicuramente esso rappresenta una cesura testuale, giacché questo foglio è lasciato per tre quarti bianco). Tale ipotesi sembra confortata anche dalla presenza di una precedente nota di possesso (cfr. Provenienz).

Il codice presenta, soprattutto sino al f. 111V, un numero impressionante di interventi marginali e interlineari (fra cui schemi ricapitolativi), riconducibile a un numero indeterminato di mani stratificatesi fra il sec. X e il XV (uno studio accurato dei ff. 26V27V in Agiotis, Inventarisierung, p. 48 e sgg., dove sono distinte 6 mani). Poiché solo una collazione completa del testo permetterebbe di distinguerli nel dettaglio, ci si limita di seguito a segnalare gli interventi più evidenti

a. Accanto agli scolî in maiuscola, verisimilmente trascritti insieme al testo principale dallo stesso Efrem, una mano di XIII/XIV secolo ha aggiunto ulteriore materiale (cfr. ff. 4V, 9V, 1012V, etc.).

b. A una mano di XII secolo si devono sporadiche note sparse in tutto il codice: cfr. i ff. 12V (mg. inf.), 14V (mg. inf.), 15V (mg. est.), 19 (mg. est.), 25 (mg. sup.), 2829V, 86RV, etc.

c. Numerosi interventi, spesso di modesta estensione, sono attribuibili alla mano di Bessarione stesso, che annotò e studiò il manscritto nella sua interezza.

Illumination

Titoli in inchiostro carminio, in maiuscola distintiva. Scoli in elegante maiuscola, talora disposti in modo ornamentale (cfr. f. 22V, a croce, f. 25, ad anfora, con manici, etc.).

Ergänzungen zum Textbestand

Il testo di tutto il codice è corretto da almeno due mani, di datazione non facile (XI/XII?), in inchiostro nero, con scrittura di modulo minutissimo apposta nell’interlinea. Il testo del primo foglio, in parte reso illeggibile a causa dell’usura della pergamena, fu pressoché integralmente ripassato da una seconda mano in inchiostro nero.

Einband

Legatura marciana (sec. XVIII) in cuoio marrone con nei piatti impresso il leone di S. Marco. La legatura fu restaurata, probabilmente nella seconda metà del sec. scorso, presso il laboratorio di restauro del libro di Praglia (PD), come si apprende da un’etichetta a stampa incollata nel contropiatto posteriore.

Erhaltungszustand

Il codice è in buono stato di conservazione. I fogli liminali sono offuscati dall’umidità ma senza alcun danno per il testo.

Geschichte

Datierung

a. 954.

Provenienz

Il codice pervenne in Marciana dopo la morte di Bessarione (esso non è compreso nel munus del 1468). Nel f. IVv si legge la nota di possesso greco-latina del cardinale: „λογικὴ τοῦ ἀριστοτέλους. κτήμα (sic u.v.) βησσαρίωνος καρδηνάλεως τοῦ τῶν σαβινῶν. | Logica aristotelis. Liber b. Car.L sabinensis niceni“. A margine: „Locus 57 (corr. da 79) | τόπος [[οθ´]] νζ´“.

La più lontana origine del codice è sconosciuta, ma nel f. 111V rimane la traccia di un precedente possessore, in gran parte erasa. Il testo cancellato è indecifrabile anche con l’ausilio di una lampada di Wood e la nota sembra essere stata ignorata da quanti si sono occupati di questo codice, con l’unica eccezione di Mioni, Aristotelis codices Graeci, p. 116. Luigi Orlandi propone ora (comunicazione personale) di attribuirla, sulla base del raffronto con un’altra nota analoga (Barocci MS 56, f. 87V), a 〈Demetrio Tribolis〉 e di leggere dunque: + ἡ βίβλος ἥδέ ἐστιν ἐμοῦ δ[ημη]τρί[ου τοῦ τριβώλη πελοποννησίου ἐκ τῆς σπάρ]της : + (sempre a Orlandi si deve l’integrazione del testo eraso, dove sembra esservi lo spazio per l’articolo prima di Σπάρτης, mancante nel codice di Oxford).

Reproduktionen und Digitalisate

  • Marc. gr. 201 (Farbdigitalisat der Biblioteca Nazionale Marciana)

Bibliographie

Kat.

  • E. Mioni, Aristotelis codices Graeci qui in bibliothecis Venetis adservantur, Patavii 1958, p. 115–117.
  • E. Mioni, Manoscritti e stampe venete dell’aristotelismo e averrosimo, Venezia 1958, p. 9–10 nr. 7.
  • Wartelle, Inv. nr. 2101.
  • E. Mioni, Cento codici bessarionei, Venezia 1968, p. 46–47 nr. 40.
  • E. Mioni – M. Formentin, I codici greci in minuscola dei sec. IX e X della Biblioteca nazionale Marciana, Padova 1975, p. 16–17 e 43–44.
  • Mioni, Thes. Ant., I, p. 313–314.
  • E. Mioni, Indices, supplementa, addenda, p. 20–21.
  • P. Eleuteri, G. Fiaccadori (Hg.), I Greci in Occidente. La tradizione filosofica, scientifica e letteraria dalle raccolte della Biblioteca Nazionale Marciana, Venezia 1996, p. 63–64 nr. 69.
  • A. Cotugno, D.A. Lines, Venezia e Aristotele (ca. 1450–ca. 1600), Venezia 2016, p. 30–31 nr. 1.

Kod.

  • E. von der Goltz, Eine textkritische Arbeit des zehnten bezw. sechsten Jahrhunderts (Texte und Untersuchungen zur Geschichte der altchristlichen Literatur, n.F. II.3b), Leipzig 1899, p. 8.
  • K. Lake – S. New, Six Collations of New Testament Manuscripts, Cambridge 1932, p. 142.
  • K. and S. Lake, The Scribe Ephraim, Journal of Biblical Literature 62, 1943, p. 263–258: 263–265.
  • A. Diller, Notes on Greek codices of the tenth century, Transactions of the American Philological Association 78, 1947, p. 184–188 [rist. in Studies in Greek Manuscript Tradition, Amsterdam 1983, nr. 31, p. 301–307]: 185–187 [302–304].
  • R. Devreesse, Introduction à l’étude des manuscrits grecs, Paris 1954, p. 290.
  • B. Hemmerdinger, Sur deux manuscrits grecs (Venetus A de l’Iliade – Laurentianus XXXII, 2 d’Euripide, Revue des études grecques 69, 1956, p. 433–435: 433.
  • R. Browning, The correspondence of a tenth-century Byzantine Scholar, Byzantion 24, 1954, p. 397–452: 428.
  • J. Irigoin, Pour une étude des centres de copie byzantins, I, Scriptorium 12, 1958, p. 208–227: 223 n. 2.
  • J. Irigoin, Pour une étude des centres de copie byzantins, II, Scriptorium 13, 1959, p. 177–209: 181–185.
  • E. Follieri, La reintroduzione di lettere semionciali nei più antichi manoscritti greci in minuscola, Archivio paleografico italiano, s. III, 1, 1962, p. 15–36: 19 e n. 5, 23.
  • H. Follieri, Codices Graeci Bibliothecae Vaticanae selecti, Apud Bibliothecam Vaticanam 1969, p. 26.
  • D. Harlfinger – D. Reinsch, Die Aristotelica des Parisinus gr. 1741, Philologus 114, 1970, p. 28–48: 28.
  • A. Diller, The Age of some early Greek classical manuscripts, Serta Turyniana (1974), p. 514–524 [rist. in Studies in Greek Manuscript Tradition, Amsterdam1983, nr. 32, p. 309–320]: 516 [311].
  • J. Irigoin, Centres de copie et bibliothèques, dans Byzantine Books and Bookmen. A Dumbarton Oaks Colloquium, Washington, 1975, p. 17–27: 23.
  • J. Irigoin, L’Hippocrate du cardinal Bessarion (Marcianus graecus 269 [533]), Miscellanea Marciana di studi Bessarionei, Padova 1976, p. 161–174: 164.
  • E. Follieri, La minuscola libraria dei secoli IX-X, La paléographie grecque et byzantine, Paris 1977, p. 139–153: 148 n. 47 [rist. con aggiunte in Byzantina et Italograeca. Studi di filologia e di paleografia, Roma 1997, nr. IX p. 205–248: 219 n. 47].
  • C.M. Mazzucchi, Degli anni di Basilio parakimomenos (cod. Ambr. B 119 sup.), Aevum 52, 1978, p. 267–313: 274.
  • L. Perria, Un nuovo codice di Efrem, L’Urb. gr. 130, Rivista di Studi bizantini e neoellenici 14–16, 1977–1979, p. 33–114: 42 (con ampia bibliografia) e passim.
  • A. Diller, Codex T of Plato, Classical Philology 75, 1980, p. 322–324: 323.
  • G. Prato, Il monaco Efrem e la sua scrittura. A proposito di un nuovo codice sottoscritto (Athen. 1), Studi di paleografia greca, Spoleto 1994 [pubblicato originariamente in Scrittura e Civiltà 6, 1982, p. 99–115], p.13–29: 21–23, 26, 29.
  • L. Perria, Osservazioni su alcuni manoscritti in minuscola “tipo Efrem”, P.L. Leone (Hg.), Studi bizantini e neogreci, Atti del IV Congresso Nazionale di Studi bizantini (Lecce-Calimera, 21-24 aprile 1980), Galatina 1983, p. 137-145: 139–140, 142.
  • E. Mioni, Εἰσαγωγὴ στὴν ἑλληνικὴ παλαιογραφία, Athena 1998 [ed. or. Padova 1973], p. 17, 104, 138, 167.
  • C.M. Mazzucchi, Leggere i classici durante la catastrofe (Costantinopoli, maggio-agosto 1203), Aevum 68, 1994, p. 164–218: 171.
  • L. Perria, Un aspetto inedito dell’attività del copista Efrem: l’uso delle abbreviazioni nel Laur. 28.3, Bollettino della Badia greca di Grottaferrata, n.s., 53, 1999, p. 97–101 (passim).
  • L. Perria – F. Iacobini, Un Vangelo della Rinascenza macedone al Monte Athos. Nuove ipotesi sullo Stavronikita 43 e il suo scriba, Rivista di studi bizantini e neoellenici, n.s., 37, 2000, p. 73–98: 86, 88, 97.
  • M.L. Agati, Nuove osservazioni sulla minuscola bizantina del secolo X, Scriptorium 56, 2002, p. 199–224: 217.
  • P. Orsini, Pratiche collettive di scrittura a Bisanzio nei secoli IX e X, Segno e Testo 3, 2005, p. 265–342: 284–285.
  • P. Orsini, L’Aristofane di Ravenna. Genesi e formazione tecnica e testuale di un codice, Scriptorium 65, 2011, p. 321–337: 326.
  • C. Mazzucchi, Venetus A e Ambr. B 114 sup. Due codici del medesimo copista e la loro storia, Aevum 86, 2012, p. 417–456: 419, 421.
  • A.S. Anderson, The Textual Tradition of the Gospels: Family 1 in Matthew, Leiden-Boston 2014, p. 33–34.

Text. (Siglum B)

  • Th. Waitz, Aristotelis Organon Graece, I, Lipsiae 1844, p. 30–38.
  • A. Busse, CAG IV.3, 1891, p. XXXI–XXIV.
  • A. Busse, CAG XVIII.1, 1900, p. XVI–XVIII, XIX.
  • W.D. Ross, Aristotle’s Prior and Posterior Analytics, Oxford 1949, p. 87–93.
  • L. Minio-Paluello, Aristotelis Categoriae et Liber de interpretatione, Oxonii 1949, p. XIV–XV.
  • G. Colli, Aristotele, Organon, Torino 1955, p. IX–XVIII (menzionato insieme agli altri manoscritti che trasmettono l’Organon).
  • W.D. Ross – L. Minio-Paluello, Aristotelis Analytica Priora et Posteriora, Oxonii 1964, p. V–VIII.
  • W.D. Ross, Aristotelis Topica et Sophistici elenchi, Oxonii 1958, p. V–VI.
  • J. Brunschwig, Aristote, Topiques, I, Paris 1967, p. CVI–CX, CXIX–CXXXVIII, XCLIX e passim.
  • E. Montanari, La sezione linguistica del Peri hermeneias di Aristotele, I, Il testo, Firenze 1984, p. 56–57 (e passim).
  • R. Bodéüs, Aristote, Catégories, Paris 2002, p. CXIV–CXVI e passim.
  • H. Weidemann, Aristoteles, De interpretatione (Περὶ ἑρμηνείας), Berlin-Boston 2014, p. X–XI, XXVII.
  • N. Agiotis, Inventarisierung von Scholien, Glossen und Diagrammen der handschriftliche Überlieferung zu Aristoteles’ De interpretatione (c. 1–4), Berlin 2015, p. 3–4, 48–54.

Weitere Sekundärliteratur

  • C. Castellani, Il prestito dei codici manoscritti della biblioteca di S. Marco in Venezia ne’ suoi primi tempi e le conseguenti perdite de’ codici stessi, Atti del R. Istituto Veneto di Scienze, lettere ed arti, s. VII, t. 8, 1896–1897, p. 311–377: p. 330 n. 6.
  • L. Minio-Paluello, Aristoteles Latinus IV 2, Analytica posteriora, Bruges-Paris 1953, p. 6.
  • L. Minio-Paluello, Aristoteles Latinus, I 1–5, Categoriae vel Praedicamenta, Leiden 1961, p. LXVI–LXVII, LXXVI–LXVII.
  • L. Minio-Paluello, Aristoteles Latinus, III 1–4, Analytica priora, Bruges-Paris 1962, p. LXXVII–LXXVIII.
  • L. Minio-Paluello – G. Verbeke, Aristoteles Latinus, II 1–2, De interpretatione vel Periermenias, Bruges-Paris 1965, p. XLVII.
  • L. Minio-Paluelo, Aristoteles Latinus I 6–7, Poprhyrii Isagoge et Anonuymi fragmentum volgo vocatum „Liber sex principiorum“, Bruges-Paris 1966, p. XXVII–XXXVI (passim).
  • L. Minio-Paluello et B.G. Dod, Aristoteles Latinus IV 1–4, Bruges-Paris 1968, p. 4.
  • E. Mioni, Bessarione bibliofilo e filologi, Rivista di studi bizantini e neoellenici, n.s. 5, 1968, p. 61–83: 68.
  • L.G. Reynolds, N.G. Wilson, Scribes and Scholars: A Guide to the Transmission of Greek and Latin Literature, Oxford 1968 [20134], p. 67.
  • L. Minio-Paluello, Aristoteles Latinus V 1–3, Topica, Leiden 1969, p. XXXIII–XXXV.
  • Harlfinger, Textgeschichte, p. 38, 49, 82, 184 n. 2.
  • B.G. Dod, Aristoteles Latinus, VI 1–3, De sophisticis elenchis, Leiden-Bruxelles 1975, p. 3.
  • M.L. West, Two Lunatic Notes, Zeitschrift für Papyrologie und Epigraphik 50, 1983, p. 46.
  • G. De Gregorio, Osservazioni ed ipotesi sulla circolazione del testo di Aristotele tra Occidente e Oriente, Scritture, libri e testi nelle aree provinciali di Bisanzio. Atti del Seminario di Erice (18-25 settembre 1988), Spoleto 1991, p. 475–498: 481, 483.
  • A. Bravo García, La tradicion directa de los autores antiguos en epoca bizantina, O. Pecere (Hg.), Itinerai dei testi antichi, Roma 1991, p. 7–27: 16.
  • T.M. Conley, Notes on the Byzantine Reception of the Peripatetic Tradition in Rhetoric, W. Fortenbaugh and D. Mirhady (Hg.), Peripatetic Rhetoric after Aristotle, New Brunswick 1994, p. 217–242: 217.
  • D.J. Murphy, Greek epigrams and manuscripts of Damiano Guidotto of Venice, Renaissance Studies 14, 1998, p. 476–494: 486–487.
  • G. Cavallo, I fondamenti culturali della trasmissione dei testi a Bisanzio, Dalla parte del libro, Urbino 2002, p. 195–233: 227 e n. 169 [originariamente in Lo spazio letterario della Grecia antica, II, La ricezione e l’attualizzazione del testo, Roma 1995, p. 265–306].
  • N.G. Wilson, Scholars of Byzantium, London 19962, p. 138.
  • D. Arnesano, Aristotele in Terra d’Otranto. I manoscritti fra XIII e XIV secolo, Segno e Testo 4, 2006, p. 149–190: 153 n. 17.
  • L. Ferroni, Per una nuova edizione dello Ione platonico: i manoscritti primari e l’indipendenza del Marc. gr. 189 (S), Revue de philologie, de littérature et d'histoire anciennes, 81, 2, 2007, p. 271–289: 271.
  • I. Hutter, Marginalia decorata, A. Bravo Garcia (Hg.), The Legacy of Bernard de Montfaucon: Three Hundred Years of Studies on Greek Handwriting. Proceedings of the Seventh International Colloquium of Greek Palaeography (Madrid - Salamanca, 15-20 September 2008), Turnhout 2010, p. 97–106, 719–734: 101 n. 27.
  • E. Crisci – P. Degni, La scrittura greca dall’Antichità all’epoca della stampa. Una introduzione, Roma 2011, p. 145.
  • F. D’Aiuto, Un’attività di famiglia? Un copista «discendente del calligrafo Efrem», Rivista di studi bizantini e neoellenici, n.s., 48, 2011, p. 71–91: 74.
  • E. Perria, Γραφίς. Per una storia della scrittura greca libraria (secoli IV a.C.–XVI d.C.), Roma 2011, p. 85–86.
  • B. Mondrain, Le cardinal Bessarion et la constitution de sa collection de manuscrits grecs - ou comment contribuer à l’intégration du patrimoine littéraire grec et byzantin en Occident, „Inter graecos latinissimus, inter latinos graecissimus“. Bessarion zwischen den Kulturen, Berlin-Boston 2013, p. 187–202: 194.
  • A. Németh, Layers of Restorations: Vat. gr. 73 Transformed in the Tenth-, Fourteenth-, and Nineteenth Centuries, Miscellanea Bibliothecae Apostolicae Vaticanae, XXI, Città del Vaticano 2015, p. 281-330: 298 n. 58.
  • F. Pontani, Scholarship in the Byzantine Empire (529–1453), F. Montanari, S. Matthaios, A. Rengakos (Hg.), Brill’s Companion to Ancient Greek Scholarship, I, Boston-Leiden 2015, p. 297–455: 347.

Faks.

  • W. Wattenbach – A. von Velsen, Exempla codicum graecorum litteris minusculus scriptorum, Heidelbergae 1978, Tab. V.
  • S. and K. Lake, Dated Greek Manuscripts to the Year 1200, II, Manuscripts in Venice, Oxford and London, Boston (Mass.) 1934, Pl. 80–81, 85.3.
  • L.Th. Lefort – J. Cochez, Palaeographisch Album, Leuven 1932, Taf. 34.
  • Lake –New, Six Collations, Pl. VI.
  • Mioni, Manoscritti e stampe venete, fig. 2.
  • Mioni, Cento codici bessarionei, tav. 27–28.
  • Mioni – Formentin, Codici greci, tav. XXVI.
  • R. Barbour, Greek Literary Hands, AD 400–1600, Oxford 1981, p. 14 nr. 49.
  • Mioni, Εἰσαγωγὴ, πίν. XIV.
  • Anderson, The Textual Tradition, Pll. XII–XIII.
  • Cotugno, Lines, Venezia e Aristotele, p. 32.

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, settembre 2018