Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. 202

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. 202 (coll. 745)
Datierung:

ff. 183: sec. XIII 2/2.

ff. 92122 e 155308: 1292/1293.

ff. 123154; 307308: sec. XV 2/4.

Beschreibstoff: Cart.
Format: 255 × 165 mm
Folienzahl: ff. II, 312, I’

Inhalt

  • f. 308(ff. 140) 〈Prolegomena et commentaria in Isagogen Porphyrii〉; nel mg. sup. del f. IIv 〈Bessarione〉 annotò: + ἡ ἐξήγησις αὕτη τῶν πέντε φονῶν καὶ μετ’ αὐτὰς τῶν κατηγοριῶν, οὔτε τοῦ ἀμμωνίου, οὔτε τοῦ φιλοπόνου | ἢ τινός ἐστι τῶν μεγάλων ἐκείνων. νεωτέρου γε μέντοι τινός κατὰ πάντα τοῖς προειρημένοις ἑπομένου.
    Prolegomena (ff. 113V): inc. καὶ τὸ πρὸς ὠφέλειαν μὴ μόνον; des. εἶπε τὸ χρήσιμον. Ed., sub nomine Philoponi, Brandis, Scholia, 10a20–12b2 (Brandis pubblica il testo dal codice Bodl. Barocci 145, con numerose e larghissime omissioni fra i paragrafi e in fine). Il testo corrisponde in parte agli scolî vergati da Areta nel codice Vat. Urb. gr. 35 e deriva in larga parte da quello di Davide.
    Commentaria (con il testo porfiriano in lemmi): f. 13V, inc. Πορφυρίου εἰσαγωγή. ὄντος ἀναγκαίου χρυσαόριε. τῶν καθόλου πραγμάτων ἐρασταὶ ὄντες οἱ φιλόσοφοι, des. οὔτε θνητὸν οὔτε ἀθάνατον. Commento composto in gran parte con estratti da Davide, cfr. per tutti i dettagli Busse, CAG 4.1, 1878, p. XXXVIII-XXXIX. Nel f. 40V è collocato un breve scolio sui predicati di Socrate in quanto uomo/sostanza. Nella seconda parte del f. 40v e all’inizio del 41r si osservano schemi e diagrammi esplicativi relativi alle scuole filosofiche.
  • (ff. 4183V) 〈Io. Philoponus〉, In Cat. (tit. Σχόλια τῶν ἀριστοτελικῶν δέκα κατηγοριῶν ὀλυμπιοδώρου φιλοσόφου ἀλεξανδρέως. Contrariamente a quanto affermato da Mioni, il titolo è di mano del copista principale). Ed. Busse, CAG 13.1, 1898, p. 1–205.
  • (f. 91) prove di penna.
  • (ff. 92V106V) Porphyrius, Isagoge (tit. εἰσαγωγὴ πορφυρίου). Ed. Busse, CAG 4.1, 1887, p. 1–22.
  • (ff. 107122V) 〈Cat.〉 (il titolo rubricato è oggi illeggibile). Con scolî.
  • (ff. 123154V) Michael Psellus, In Int. paraphr. (tit. τοῦ σοφωτάτου ὑπερτίμου ἐκείνου τοῦ ψέλλου καὶ ὑπάτου τῶν φιλοσόφων παραφραστικὴ ἐξήγησις εἰς τὸ περὶ ἑρμηνείας τοῦ ἀριστοτέλους). Cfr. P. Moore, Iter Psellianum, Toronto 2005, p. 241–246 nr. 739 (menzione di questo ms. a p. 245 nr. 32).
  • (ff. 155166V) Int. (tit. ripetuto due volte, da due mani recenziori, in inchiostro nero e rosso: ἀριστοτέλους περὶ ἑρμηνείας. Il secondo titolo potrebbe essere di mano di 〈Bessarione〉). Il testo è accompagnato da numerosi scolî recenziori.
  • (ff. 167258) Anal. Pr. (tit. ἀριστοτέλους ἀναλυτικῶν προτέρων πρῶτον). Libr. I (ff. 167226); II (ff. 226258). Con scolî vergati dallo stesso copista e molte aggiunte, di una mano recenziore, attribuite a Giovanni Photo Pediasimo (f. 178V, τοῦ ὑπάτου ἰωάννου; 194V, τοῦ ὑπάτου τῶν φιλοσόφων; 226, τοῦ ὑπάτου; 187V, πόθου ἑρμηνεία), cfr. V. De Falco, In Aristotelis Analytica scholia selecta, Napoli 1926 e Id., Byzantinische Zeitschrift 28, 1928, p. 251–269.
  • (ff. 258306) Anal. Post. (tit. ἀριστοτέλους ἀναλυτικῶν ὑστέρων τὰ πρῶτα). Libr. I (ff. 258290); II (ff. 290306). Scolî di prima mano con materiale esegetico corrispondente a quello di Giovanni Pediasimo.
  • (ff. 307308V) Theodorus Prodromus, Leo Magentinus, In Anal. Post. II (tit. τοῦ λογιωτάτου κυροῦ θεοδώρου τοῦ προδρόμου ἐξήγησις εἰς τὸ ὕστερον τῶν ὑστέρων ἀναλυτικῶν ἀριστοτέλους, ἤτοι εἰς τὸ δεύτερον τῆς ἀποδεικτικῆς, καὶ τοῦ μητροπολίτου μιτυλήνης κυροῦ λέοντος τοῦ μαγηντηνοῦ). Inc. οὔτε τῆς ἀριστοτέλους μεγαλονοίας οὔτε τῆς ἡμετέρας οὐθενείας, des. mut. λέγει τὸ αἴτιον ἐπὶ μὲν γὰρ τῶν συνθέτων [... cfr. Cacouros, Un manuel de logique, p. 92–96.
  • Leer

    ff. 84V91; 306V; 308312 (guardie finali).

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Cart.

Anmerkungen zum Beschreibstoff

In carta “araba occidentale” i ff. 183, con zig-zag, vergeures spesse e pontuseaux con scarto di 45-50 mm (cfr. Canart, Le papier, p. 324: Or. 2). Carta orientale di colore giallastro e a pasta lucida i ff. 92122 e 155308 (numerose le irregolarità; ricca di pagliuzze, a vergeures fini e senza pontuseaux visibili); in carta italiana con filigrane i ff. 8491, 123154 e 307308.

Wasserzeichen

  • ff. 8491 (in folio): tre monti, sormontato da asta conclusa da un ricciolo. La base è identica a Piccard Dreiberg, III 995-996 (Francoforte 1430); il disegno corrisponde in tutto e per tutto a DE3315-GMXXXVI.E.108._96 (1430–1440).
  • ff. 123130 (in ottavo): spada, id. a Piccard online 123097 (1449).
  • ff. 131146; 307312 (in ottavo): in molti fogli non si scorgono che pochi frammenti illeggibili; unicorno id. a Briquet 9962 (1444).
  • ff. 147154: tre-monti, non identificabile (si scorgono solo minimi frammenti).
  • ff. 123154: le strisce di carta utilizzate per ampliare i margini dei fogli originali sono ricavati da una carta con filigrana a incudine id. a Harlfinger Enclume 5 (1445) e con tre-monti id. a quello presente nei ff. 84–91.

Format

255 × 165 mm

Folienzahl

ff. II, 312, I’

Foliierung

Foliotazione moderna (XVIII sec.?), in inchiostro brunito, nel mg. superiore esterno di ogni recto. I ff. 309312, non registrati nel catalogo di Mioni, sono numerati a matita.

Lagen

L’esame dei fascicoli è complicato dalla presenza solo sporadica delle segnature e da un restauro abbastanza invasivo.

10 × 8 (80), 1 × 4–1 (83, senza lacune), 2 × 8 (99), 1 × 6 (105), 1 × 10 (115), 1 × 8–1 (122, senza lacune), 8 × 8 (186), 1 × 10 (196), 2 × 8 (212), 1 × 10 (222), 5 × 8 (262), 1 × 10–1 (271, senza lacune), 3 × 8 (295), 1 × 10–1 (304, senza lacune), 1 × 3 (306), 1 × 4+1 (312).

Lagensignierung

ff. 183: segnature originariamente collocate nel margine inferiore esterno di ogni primo recto (ne rimane solo una β´= 9r).

ff. 92122 e 155308: segnature dei fascicoli sporadicamente conservate nel margine superiore esterno di ogni primo recto (cfr. ff. 92 = α´; 163 = ς´; 171 = ζ´; ultima segnatura leggibile nel f. 296 (κβ´ ?). La composizione originale dei fascicoli della prima parte è di difficile ricostruzione (tutte le segnature tranne la prima sono scomparse).

ff. 123154: segnature nel margine inferiore interno di ogni primo recto (a partire da β´ = f. 131, sino a δ´ = 147).

ff. 307312: nessuna segnatura conservata.

Anzahl der Linien

ff. 183: ll. 38–40.ff. 92122 e 155308: ll. 15–20. ff. 123154: ll. 34. ff. 307308: ll. 54–55.

Liniierung

ff. 183: Spazio scritto 200 × 135 (f. 70); nessuna rigatura visibile.

ff. 92122 e 155308: Spazio scritto 178 × 106 (f. 250); nessuna rigatura visibile.

ff. 123154: Spazio scritto 175 × 113 (f. 140); nessuna rigatura visibile.

ff. 307308: Spazio scritto 218 × 145 (f. 308); nessuna rigatura.

Kopist

A. ff. 15V, 28; 6V8V, 11; 99V, penultima linea di testo; 1214; 1516; 17RV; 18V41; 4283V: mano Fettaugen, ricca di abbreviazioni e inclusioni nei nuclei espansi. Inchiostro nero, a tratti brunastro. Notevoli difformità nella gestione della pagina e nel modulo.

B. ff. 5V, 296; 8V, 12–fine; 9V penultima linea di testo–11V; 14V; 16V; 18: mano simile alla precedente, ma dall’aspetto difforme. Inchiostro nero, aspetto slanciato e disordinato. L’alternanza molto stretta delle due mani lascia aperta la possibilità che in questi fogli sia all’opera un’unica mano (questo era il parere di Mioni), tuttavia l’evidenza paleografica merita di essere definita in termini prudenziali.

C. ff. 92V122V; 155306: mano abbastanza calligrafica, in inchiostro brunito scuro, a tratti nerastro, ben leggibile, inquadrabile nelle grafie più composte che, a partire dalla fine del sec. XIII, si affermarono nei circoli eruditi in reazione alla Fettaugen. Il codice presenta nel f. 308 una sottoscrizione, che in un periodo non ben determinato fu rescissa (rimane un foro rettangolare). Se ne offre la trascrizione sulla scorta di quella di Turyn: + [– – –] | [– – –] | ἰν(δικτιῶνος) ἕκ[της]· ἔτ[ους] ,ϛωα[´] (solo una parte delle lettere superstiti è effettivamente leggibile).

D. ff. 123154V: mano della metà del sec. XV, in inchiostro brunito, calligrafica e ben leggibile. Mioni avrebbe voluto identificare questo scriba con Bessarione, ma tale proposta non sembra accettabile. Più verisimilmente la trascrizione di questi fogli dovrà attribuirsi a un collaboratore di Bessarione (mano simile a quella di Cosma Trapezunzio).

E. ff. 307308V: 〈Bessarione〉 (Harlfinger). Nel catalogo di Mioni questa parte del codice non è descritta sotto il profilo paleografico o codicologico.

Illumination

Il codice si presenta estremamente sobrio nella presentazione del testo. Si incontrano sporadicamente titoli maggiori rubricati con cornicette in inchiostro rosso e nero nei ff. 92 e sgg. (sia nell’unità di XV secolo che nel corpus antico del manoscritto), nessuna decorazione nella prima unità codicologica.

Ergänzungen zum Textbestand

a. L’unità codicologica copiata dalla mano C presenta un sobrio corredo di scolî in inchiostro scuro attribuibile, apparentemente, alla mano dello stesso copista principale. Una massiccia parte del materiale esegetico fu accumulata nei margini di molti di questi fogli da una mano recenziore (dal tratto più fine, in inchiostro grigio). A questa stessa mano mi pare si debba attribuire le note nei ff. 50V, 72, 74 (questi ultimi due fogli presentano interessanti figurazioni geometriche).

b. Sporadicamente (cfr. ff. 117V e 122V) si leggono annotazioni di una mano rinascimentale (si può forse accostare a quella di 〈Demetrio Trivolis〉, ma mancano gli elementi per un’identificazione).

c. A una mano diversa dalle precedenti si deve la nota nel f. 40V mg. sup.

d. Annotazioni di 〈Bessarione〉 nei ff. 151V152.

Einband

Legatura moderna di restauro (Carlo Orlandi restauratore, timbro nel contropiatto posteriore), con assi in legno e dorso in cuoio marrone.

Erhaltungszustand

Il codice è complessivamente in buono stato di conservazione, ma il primo foglio risulta danneggiato e tarlato, mentre una parte del corpus aristotelico legato a Giovanni Pediasimo risulta di difficoltosa lettura a causa di un restauro che ha comportato l’applicazione di carta su molti dei fogli.

Geschichte

Datierung

ff. 183: sec. XIII 2/2.

ff. 92122 e 155308: 1292/1293.

ff. 123154; 307308: sec. XV 2/4.

Entstehung

Il codice si compone di quattro distinte unità codicologiche (di seguito presentate in ordine cronologico):

La prima unità codicologica (ff. 183), contenente un’introduzione all’Isagoge di Porfirio (e un commento allo stesso testo) e il commento di Filopono alle categorie di Aristotele, risale alla seconda metà del sec. XIII. Si tratta di un codice d’erudito, assemblato al precedente certo in ragione del contenuto affine e coerente.

Il nucleo datato 1292/93 contenente i testi aristotelici con scolî di Giovanni Pediasimo (ff. 92122 e 155308), oggi separato da un’inserzione recenziore, ma in origine unitario. Questa prima unità, pur non potendo essere collocata con sicurezza a Tessalonica, sembra essere legata in modo diretto all’insegnamento dello stesso Pediasimo, e rappresenta uno dei testimoni (non ancora indagato in modo sistematico dal punto di vista testuale) più rilevanti della sua attività di commentatore del testo aristotelico.

L’inserto (ff. 123154) copiato nella prima metà del sec. XV contenente il commento di Psello a Int., copiato nelle cerchie di Bessarione e da lui annotato. Le dimensioni dei fogli originali, inferiori a quelle del corpus antico, furono ampliate con l’aggiunta di margini in carta più ampi.

Il bifoglio finale (ff. 307308) copiato dal Bessarione nel secondo quarto del sec. XV, probabilmente alla scuola di Cortasmeno. Questa ultima unità fu forse inserita nel codice insieme alla sezione precedente.

Provenienz

Il codice appartenne al cardinal Bessarione (ex libris nel f. IIv: τόπος ξη´ [numerale in rasura] | ἡ λογικὴ τοῦ ἀριστοτέλους μέχρις ὅλης τῆς ἀποδεικτικῆς. βησσαρίωνος | καρδηνάλεως τοῦ τῶν τούσκλων. | Locus 68 [numerale in rasura, da 69 (?)] Logica aristotelis usque ad dialecticam exclusiue | b. Car.L tusculani.“), che ne fece dono alla Repubblica veneta col munus del 1468 (nr. 368).

Reproduktionen und Digitalisate

Bibliographie

Kat.

  • E. Mioni, Manoscritti e stampe venete dell’aristotelismo e averroismo, Venezia 1958, p. 11–12 nr. 12.
  • E. Mioni, Aristotelis codices Graeci qui in bibliothecis Venetis adservantur, Patavii 1958, p. 117–118.
  • Wartelle, Inventaire, nr. 2103.
  • Mioni, Thes. Ant., I, p. 314–316.

Kod.

  • A. Turyn, Dated Greek Manuscripts of the Thirteenth and Fourteenth Centuries in the Libraries of Italy, I, Urbana-Chicago-London 1972, p. 74–78 („Folios 1–83, bombycine, were written by several hands early in the 14th century. [...] Folios 92–122 and 155–306, bombycine, once formed one manuscript written by one scribe“. Descrizione della sezione datata e degli scolî attribuiti a Giovanni Pediasimo; attr. al sec. XIV della sezione copiata da Bessarione alla fine del codice).
  • J. Irigoin, The Journal of Hellenic Studies 96, 1976, p. 269.
  • E. Mioni, Bessarione scriba e alcuni suoi collaboratori, Miscellanea marciana di studi bessarionei, Padova 1976, p. 263–318: 281.
  • E. Pérez Martín, El Patriarca Gregorio de Chipre (ca. 1240–1290) y la transmisión de los textos clásicos en Bizancio, Madrid 1996, p. 337 n. 65.
  • P. Canart, S. Di Zio, L. Polistena, D. Scialanga, Une enquête sur le papier de type «arabe occidental» ou «espagnol non filigrané», Ancient and Medieval Book Materials and Techniques, I, Città del Vaticano 1993, p. 313–393: 324 [rist. in P. Canart, Études de paléographie et de codicologie, II, Città del Vaticano 2008, p. 1001–1081: 1012].
  • D. Bianconi, Tessalonica nell’età dei Paleologi. Le pratiche intellettuali nel riflesso della cultura scritta, Paris 2005 (Dossiers Byzantins, 5), p. 69, 210 („nessun dato oggettivo permette di riferire alla città di Tessalonica il codice Marciano, che pure rappresenta la fonte più autorevole e cronologicamente più vicina a Giovanni per conoscere l’attività di quest’ultimo sui testi di Aristotele“).
  • E. Pérez Martín, L’écriture de l’hypatos Jean Pothos Pédiasimos d’après ses scholies aux elementa d’Euclide, Scriptorium 62, 2010, p. 109–119: 116–117 n. 38 (gli scolî non sono della mano dell’Anonymus R, che si vorrebbe identificare con lo stesso Pediasimo).

Text.

  • Th. Waitz, Arstotelis Organon graece, I, Lipsiae 1844, p. 1–2 (estesa descrizione del contenuto).
  • A. Busse, CAG 4.1, 1887, p. XXIX, XXXVIII–XXXIX (siglum R1; note sulla tradizione dell’esposizione che precede l’Isagoge. „[S]ed Isagoge ut Dielsio visum saeculo XV scripta est“).
  • A. Busse, CAG 13.1, 1898, p. XIV (siglum M1, „hoc commentarium [scil. Philoponi] exhibet anteposito titulo mirabili Σχόλια τῶν ἀριστοτελικῶν δέκα κατηγοριῶν ὀλυμπιοδώρου φιλοσόφου ἀλεξανδρέως. codex ex exemplo bonae notae transcriptus, sed libidine corrigenti adeo est deformatus, ut iam nullius pretii esse videatur“).
  • C.N. Constantinides, Higher Education in Byzantium in the Thirteenth and Early Fourteenth Centuries (1204–ca. 1310), Nicosia 1982, p. 124 n. 64, 145 („A manuscript in Venice [...] dated 1292/93 containing Aristotelian works with scholia of John Pediasimos and others ‘lookslike a student’s book’ and may originate with one of the students attending his classes if it is not in his own hand“).
  • N.G. Wilson, Scholars of Byzantium, London 1996, p. 242 n. 7.
  • M. Cacouros, Un manuel de logique organisé par Jean Chortasménos et destiné à l’enseignement, Revue des études byzantines 54, 1996, p. 67–106: 93 (il Vat. gr. 1378 è un apografo del Marciano per quanto riguarda il bifoglio contenente gli scolî di Teodoro Prodromo e Leone Magentino copiato da Bessarione).
  • M. Cacouros, Georges Scholarios et le Paris. gr. 1932: Jean Chortasménos, l’enseignement de la logique, le Thomisme à Byzance, N. Oikonomidès – S. Patoura (Hg.), Η ελληνική γραφή κατά τους 15ο καὶ 16ο αιώνες, Ἀθήναι 2000, p. 397–442: p. 425 n. 74.

Faks.

  • Turyn, Italy, Pl. 55–56; 230c.

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, ottobre 2018