Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. 203

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. 203 (coll. 746)
Datierung:

Sec. XIIIex/XIVin

Beschreibstoff: Cart. (orientale)
Format: 265 × 175 mm
Folienzahl: ff. I, 230, II’

Inhalt

  • (ff. 1RV) Note di logica e appunti (attribuiti da Mioni a Bessarione, in realtà della stessa mano cui si devono i paratesti alla fine del codice e, in particolare, il πίναξ della Φιλοσοφία di Pachymeres): (f. 1) inc. τὸ ζῶον ἔχει δυνάμεις ε´· αὐξητικήν, θρεπτικήν, τὴν τοῦ ὁμοίου γεννητικήν, des. τὸν διδασκαλικὸν τρόπον καὶ τὴν ὑπό τι μέρος ἀναφοράν; (f. 1V) inc. προέταξε τὸ γένος ὡς καθολικώτερον τρόπον καὶ περιεκτικώτερον, des. τοῦ σκινδαψοῦ τρ[...]ου καὶ βλιτήρεως.
  • (ff. 23V) Scholia in quinque voces, cfr. Marc. 211, f. 135 e sg. (tit. περὶ τῶν ε´ φωνῶν): inc. διὰ τί εἰσι πέντε φωναὶ καὶ οὐ πλείους οὔτε ἐλάττω, des. ἀλλ’ ὡς ὁμώνυμος φωνὴ εἰς διάφορα σημαινόμενα; (f. 2) inc. σκοπὸς τῶ ἀριστοτέλει διδάξαι περὶ ἁπλῶν φωνῶν ἁπλᾶ σημαινουσῶν πράγματα, des. καὶ ποιεῖ τὸ συμβεβηκὸς ὡς τὸ λευκὸν καὶ τὸ μέλαν; (f. 2V3) inc. τὰ ὀφείλοντα προλέγεσθαι ἐπὶ παντὸς ἀριστοτελικοῦ βιβλίου, des. καὶ οὐδὲ μέλαν ἐνδέχεται ἄνθρωπον εἶναι· οὐ γάρ [... (la seconda metà del foglio è lasciata bianca); (f. 3V) inc. ὄντος. Ὅταν οὖν ὅροι τρεῖς οὕτως ἔχωσι (=25b32), des. καὶ τρίτον σχήματος τὴν ἐλάττονα εἶναι καταφατικήν; (f. 3V) inc. ὁμοίως δεῖ εἰδέναι πόσαι εἰσὶν αἱ ἐν τῶ πρώτω σχήματι συλλογιστικαὶ συζυγίαι, des. αἱ λοιπαὶ ἀσυλλόγιστοι εἰσιν.
  • (ff. 411V) Porphyrius, Isagoge (tit. πορφυρίου εἰσαγωγὴ). Ed. Busse, CAG 4.1, 1887, p. 1–22.
  • (ff. 11V28V) Cat. (tit. ἀριστοτέλους κατηγορίαι).
  • (ff. 28V39) Int. (tit. ἀριστοτέλους περὶ ἑρμηνείας).
  • (ff. 3999) Anal. Pr. (tit. ἀρχὴ τῶν τριῶν σχημάτων ἀριστοτέλους ἀναλυτικῶν προτέρων πρῶτον). Libr. I (ff. 3981); II (ff. 8199). Con scolî e schemi. Un foglio rimane bianco fra 97V e 98 (il f. 97 termina a 69a32 ἐφ’ ᾧ Ζ κύκλος || 97 V|| 98 inc. εἰ τοῦ Ε Ζ ἓν μόνον εἴη μέσον), senza ammanco testuale.
  • (ff. 99118) Anal. Post. (tit. ἀριστοτέλους ἀναλυτικῶν ὑστέρων πρῶτον). Libr. I (ff. 99108); II (ff. 108118). Con scoli tratti dal commento di Alessandro di Afrodisia (f. 103V); Filopono (107RV); Temistio (f. 112V). Gli scoli da Alessandro sono editi, anche da questo codice, da Moraux, Le Commentaire d’Alexandre d’Aphrodise.
  • (ff. 118201V) Top. (tit. ἀριστοτέλους τοπικῶν, πρῶτον). Libr. I (ff. 118131); II (ff. 131142); III (ff. 142147V); IV (ff. 147V157V); V (ff. 157V170V); VI (ff. 170V185V); VII (ff. 186189V); VIII (ff. 189V201V). Con scolî.
  • (ff. 202227V) Soph. El. (tit. ἀριστοτέλους περὶ τῶν σοφιστικῶν ἐλέγχων).
  • (f. 228) Schol. de mixtione (Anon.?); inc. + ὑπομνήσας ἡμᾶς ὁ ἀριστοτέλης καὶ ἀμφοτέρων τῶν μίξεων τῆς τε τοῦ ὑπάρχοντος καὶ τοῦ ἐνδεχομένου, καὶ τοῦ ἀναγκαίου, καὶ τοῦ ἐνδεχομένου, καὶ εἰπὼν ὅτι κατὰ πάντα ἀπαράλακτοί (sic) εἰσιν αἱ τοιαῦται μίξεις, des. οὐκ ἔφη συνάγεσθαι, διὰ τὸν αὐτὸν πάντως λόγον, ἵνα μὴ δώση ὑπόνοιαν περὶ τὴν μείζονα πρότασιν, ἀναγκαίαν οὖσαν στερητικὴν τὸ οὐδενὶ ἐξανάγκης συνάγεσθαι.
  • (ff. 228V–229v) Πίναξ dettagliato della Φιλοσοφία di Giorgio Pachymeres (tit. τοῦ παχυμέρη πίναξ τῆς φιλοσοφίας αὐτοῦ); cfr. l’indice autografo nel Par. gr. 1930, f. 13V, acefalo. Non si tratta, come credeva Mioni, di una tavola della filosofia aristotelica (αὐτοῦ = Pachymeres; con spirito dolce in vece che aspro).
  • (f. 229V, mg. inf.) 〈Sententiae septem sapientium〉: inc. ἑπτὰ σοφῶν ἐρέω, des. δὲ θαλῆς μιλήσιος ηὔδα = Anth. Pal. IX 366.
  • (f. 230, mg. sup.) Indice dei commentatori aristotelici (τίνες ἐξηγεταὶ [εἰς τὰ] ἀριστοτελικ(ὰ)). Ed. Usener, Interpreten des Aristoteles, p. 135–136. Alla fine del testo (ma non è chiaro se ad esso riferito o al seguente) è l’indicazione τοῦ παχυμέρη.
  • (f. 230 med.) Alessandro Etolo, De planetis (tit. ἀλεξάνδρου αἰτωλοῦ περὶ πλανητῶν); inc. ὑψοῦ δ’ ἄλλοθεν, des. εἰκόνα κόσμου. Ed. Hiller, Theon Smyrnaeus, p. 139–141.
  • (f. 230 mg. inf.) Mirabilia mundi (tit. τὰ ἑπτὰ θεάματα τῶν ἕξω σοφῶν); inc. κενὸν φρύαγμα τῶν πάλαι πυραμίδων, des. οὗπερ τὸ κάλλος πᾶσαν. Questo testo è riprodotto in forme identiche da L. Allatius, Philonis Byzantini libellus de septem orbis spectaculis, Lipiae 1816, p. 146, ma cfr., con minime varianti, anche Giorgio Cedreno, Comp. Hist., I, p. 299 e Anth. Gr. appendix, epigrammata dedicatoria, nr. 352.
  • (f. 230V) Scolî e schemi sulla suddivisione della filosofia. Alla fine del foglio, si legge la lettera di Alessandro ad Aristotele con risposta di Aristotele: inc. ἀλέξανδρος ἀριστοτέλει εὖ πράττειν. οὐκ ὀρθῶς ἐποίησας, des. ἢ ταῖς δυνάμεσι διαφέρειν. ἔρρωσο (Ep. 1 Hercher). Ep. di Aristotele ad Alessandro: inc. ἀριστοτέλης βασιλεῖ ἀλεξάνδρω, εὖ πράττειν, des. μόνοις τοῖς ἡμῶν ἁκουσασιν. ἔρρωσο (= Fr. 662 Rose).
  • Leer

    f. 97V

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Cart. (orientale)

Anmerkungen zum Beschreibstoff

Carta orientale, di colore bianco-grigistro, a tratti più ossidata e al tatto porosa, con inclusione di pagliuzze vegetali e pasta abbastanza irregolare. Vergeures sottili e irregolari (la loro densità non è rilevabile con precisione: ca. 17/18 in 20 mm) che scorrono orizzontalmente rispetto alla scrittura (con qualche variazione nella loro inclinazione).

Format

265 × 175 mm

Folienzahl

ff. I, 230, II’

Foliierung

Foliotazione moderna (XVIII sec.?), in inchiostro brunito, nel mg. superiore esterno di ogni recto. Questa cartulazione ne corregge una precedente, in inchiostro brunito, che segna uno scarto di 10 fogli a partire dal f. 21 (erroneamente numerato 31).

Lagen

1 × 4–1 (3, manca il primo foglio), 8 × 8 (67), 1 × 10 (77), 1 × 6 (83), 12 × 8 (179), 1 × 6 (185), 5 × 8 (225), 1 × 6–1 (230, manca l’ultimo foglio).

Lagensignierung

Nessuna segnatura conservata.

Anzahl der Linien

Numero di linee variabile in funzione della mise en page, ca. 2734.

Liniierung

Spazio scritto irregolare, ff. 4123: 178 × 115 (f. 87); ff. 124228: 184 × 120 (f. 203); nei ff. 4123 è visibile una rigatura a secco, eseguita a mano libera, tipo Leroy-Sautel P2 31C1b (non sempre rilevabile). Nel resto del codice non si osserva alcuna rigatura. Nei ff. 13V e 228V230V il testo occupa tutto lo spazio disponibile.

Rimane traccia della foratura nei margini esterni di molti fogli, in serie semplice continua.

Kopist

A. ff. 13V; 228V230V: mano d’erudito, con numerosi vezzi cancellereschi, in inchiostro brunito. Ben leggibile nonostante le numerose abbreviazioni. A questo scriba, verisimilmente un possessore del codice e forse identificabile con il Demetrio che appose una nota di possesso a 230V, si devono paratesti nei fogli liminari (nel f. 230RV la mano muta leggermente d’aspetto e lo scriba impiega due inchiostri diversi; l’attribuzione a questa sola mano è però indubitabile). Mioni ed Eleuteri attribuiscono questi fogli a Bessarione. Nei ff. 23V la stessa mano presenta tratteggi che non ricorrono nelle altre sezioni qui attribuite ad A, al punto che si potrebbe ipotizzare un cambio di mano; asse leggermente inclinato, inchiostro brunito a tratto spesso e irregolare, calamo usato „di fego“.

B. ff. 4118: mano posata, che traccia i ff. 45V e 109V118 con un tratteggio quasi arcaizzante, in inchiostro brunito chiaro, in parte evanescente. Mioni ed Eleuteri distinguono due mani (ff. 459V e 59V118), ma non ci sono elementi cogenti a sostegno di tale suddivisione (più fondatamente si potrebbe proporre di distinguere la mano arcaizzante da quella all’opera negli altri fogli).

C. ff. 118 (integra ultima riga di Anal. Post. con l’explicit 〈τ〉έλος τοῦ δευτέρου τῶν δεύτερων ἀναλυτικῶν. τέλος τῆς ἀποδεικτικῆς e scrive il titolo di Top., il testo del quale comincia nel verso dello stesso foglio)–137V: mano Fettaugen, in inchiostro nero, molto simile a E.

D. ff. 138147V; 186228: mano di piccolo modulo, in inchiostro nero, con elementi Fettaugen ma dall’aspetto meno barocco di D.

E. ff. 148171V: mano di piccolo modulo, con influenze Fettaguen, in inchiostro brunito. Impaginazione ariosa, con ampio spazio interlineare.

F. ff. 172185V: mano simile alla precedente (Eleuteri, pur dubitanter, non la distingue dalla precedente), ma da essa probabilmente distinta, in inchiostro nero scuro e dalla mise en page più larga. Mioni attribuisce i ff. 172185V al copista dei ff. 118V137, ma tale identificazione è certamente errata.

Illumination

Cornicette, titoli, iniziali e capilettere rubricati nella sezione copiata dalla mano C.

Ergänzungen zum Textbestand

Il codice presenta numerose annotazioni seriori (nessuna delle quali sembra sicuramente attribuibili a Bessarione), delle quali è impossibile dar conto con completezza; ci si limita a segnalare i seguenti interventi:

a. Nel codice si rinvengono abbondanti annotazioni molto verisimilmente attribuibili alla mano A (cfr. supra); cfr. ff. 26V, 30V, 31V, 32, 3334, 35, etc.

b. ff. 10 (schema e scritta in latino „domine deus meus domine“), 11RV, 13 (?), 20, 21, 26V: mano crisolorina, dell’inizio del sec. XV, alla quale si deve forse anche le due note identiche nel mg. inferiore dei ff. 3 e 21: „innocentius episcopus servus servorum dei“ (riferita a Innocenzo VII? r. 1404–1406).

c. f. 229V, mg. inf. a una mano diversa da tutte quelle precedenti si deve una nota sull’ordine dei libri aristotelici (τὰ τοῦ ἀριστοτέλους βιβλία· ὄργανον κτλ.).

d. Nel f. 230V, mg. sup. nota in latino: „logica aristotelis, i(n) greco“.

Einband

Legatura marciana (sec. XVIII) in cuoio marrone con nei piatti impresso il leone di S. Marco.

Erhaltungszustand

La carta è in più punti tarlata e ingiallita; nei ff. 56 e 57 si osservano rattoppi in carta moderna. In nessun caso il testo è compromesso al punto da risultare indecifrabile.

Geschichte

Datierung

Sec. XIIIex/XIVin

Provenienz

Il codice, prodotto molto probabilmente nel milieu costantinopolitano di Giorgio Pachymeres, appartenne a un certo Demetrio Meliteniote (cfr. PLP 17849? Possessore del Laur. Conv. soppressi 627), come attestano due note di possesso a f. 2V, mg. sup. (τοῦ μελιτηνιώτ· | δημητρίου πέφυκεν ἡ βίβλος φίλος + | + ὄγρανον τοῦ ἀριστοτέλους + χάρ(ις) +) e 230V, mg. inf.: δημητρίου πέφυκεν ἡ βίβλος φίλος. χάρις. Non è escluso che questo individuo sia da identificare con la mano A (purtroppo la nota di possesso non offre uno specimen paleografico rilevante). In seguito il codice passò fra le mani di un occidentale già all’inizio del sec. XV (cfr. Annotationen) prima di giungere nella biblioteca di Bessarione. La nota di possesso del Cardinale è al f. 3V: „τόπος νζ´ ο〈α〉´, ρνβ´ ἡ λογικὴ ὅλη ἤτοι τὸ ὄργανον· βησσαρίωνος καρδηνάλεως τῶν τούσκλων. | Locus 57 70 [71] 152: Logica tota aristotelis. b. Car.L Tusculanj“. Nel margine inferiore rimangono altre due segnature: 66 e 57. Il codice pervenne a Venezia col munus del 1468 (nr. 381).

Reproduktionen und Digitalisate

  • Marc. gr. 203 (Farbdigitalisat der Biblioteca Nazionale Marciana)

Bibliographie

Kat.

  • E. Mioni, Manoscritti e stampe venete dell’aristotelismo e averroismo, Venezia 1958, p. 12 nr. 13.
  • E. Mioni, Aristotelis codices Graeci qui in bibliothecis Venetis adservantur, Patavii 1958, p. 118–119.
  • Wartelle, Inventaire, nr. 2104.
  • Mioni, Thes. Ant., I, p. 316–318.
  • P. Eleuteri, G. Fiaccadori, Bessarione e l’Umanesimo, Napoli 1994, p. 414 nr. 30 (numerose imprecisioni nella trascrizione dei testi attribuiti, senza fondamento, a Bessarione).

Kod.

  • E. Mioni, Bessarione scriba e alcuni suoi collaboratori, Miscellanea marciana di studi bessarionei, Padova 1976, p. 263–318: 285 (erronea attribuzione a Bessarione di „note di logica ai ff. 1–3v e molti scolii“).

Text.

  • Th. Waitz, Aristotelis Organon graece, I, Lipsiae 1844, p. 2.
  • H. Usener, Interpreten des Aristoteles, Rheinisches Museum, N.F. 20, 1865, p. 133–136 (= Kleine Schriften, III, 3–6).
  • Harlfinger, Textgeschichte Lin., p. 99, 184 n. 2 (sulla tradizione della lista dei commentatori).
  • P. Moraux, Le Commentaire d’Alexandre d’Aphrodise aux “Seconds Analytiques” d’Aristote, Berlin 1979 (Peripatoi, 13), p. 1 n. 2, 51, 56, 60, 110 (Siglum W, identificazione degli scolî di Alessandro ai Secondi Analitici dovuta a D. Harlfinger).
  • S. Kotzabassi, Byzantinische Kommentatoren der aristotelischen Topik. Johannes Italos & Leon Magentinos, Θησσαλονίκη 1999, p. 25.
  • V. Papari, Der Kommentar des Michael von Ephesos zur ps.-aristotelischen Schrift De coloribus/Περὶ χρωμάτων. Editio princeps, diss. Hamburg 2013, p. 108.
  • J.F. González Calderón, Istoria de la tradición textual del comentario de Alejandro de Afrodisias a los Tópicos de Aristóteles, diss. Madrid 2014, p. 39 n. 18, 91 n. 34, 92 e n. 35.
  • Fremdautoren

    • E. Hiller, Theonis Smyrnaei Expositio rerum mathematicarum ad legendum Platonem utilium, Lipsiae 1878, p. VII.
    • M.Tziatzi-Papagianni, Die Sprüche der sieben Weisen: Zwei byzantinische Sammlungen, Stuttgart-Leipzig 1994, p. 438.
    • F.M. Petrucci, Teone di Smirne, Expositio rerum mathematicarum ad legendum Platonem utilium, Sankt Augustin 2012, p. 93, 463 n. 528.

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, ottobre 2018