Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. 204

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. 204 (coll. 666)
Datierung:

Sec. XIIIex/XIVin.

Beschreibstoff: Cart. (orientale)
Format: 185 × 150 mm
Folienzahl: ff. 〈II〉, V, 392, II’

Inhalt

  • (ff. 219) 〈Porphyrius, Isagoge〉; inc. mut. ...] ἀποκρινούμεθα τὰς δὲ δ[ιαφορὰς... Ed. Busse, CAG 4.1, 1887, p. 3,9–22. Il testo è conservato solo in frammenti nei ff. 2r–15r. Nei (ff. 19V23V) sono collocati schemi e diagrammi ricapitolativi.
  • (ff. 2449) Cat. (tit. ἀριστοτέλους δέκα κατηγορία (sic)).
  • (ff. 49V66V) Int. (tit. ἀριστοτέλους περὶ ἑρμηνείας).
  • (ff. 70184) Anal. Pr. (tit. ἀριστοτέλους ἀναλυτικῶν προτέρων πρῶτον). Libr. I (ff. 70122V); II (ff. 124184). Con scolî e schemi nel f. 123RV. Foglio bianco (141V) fra ούτῳ παντὶ τὸ Α ὑπάρχει e καὶ τὸ εἰπεῖν (inizio del f. 142), senza lacuna testuale (49b15).
  • (ff. 184245V) Anal. Post. (tit. ἀριστοτέλους ἀναλυτικῶν ὑστέρων πρῶτον). Libr. I (ff. 184224V); II (ff. 225245V). Con scolî solo nei ff. 184190.
  • (ff. 246361V) Top. (tit. ἀριστοτέλους τοπικῶν πρῶτον). Libr. I (ff. 246260V); II (ff. 260V273); III (ff. 273V284V); IV (ff. 284V300); V (ff. 300318V); VI (ff. 318V339); VII (ff. 339345); VIII (ff. 345V361V).
  • (ff. 362388V) Soph. El. (tit. ἀριστοτέλους περὶ τῶν σοφιστικῶν ἐλέγχων). Il testo nei ff. 374389 è quasi del tutto scomparso (non rimane che un frammento minimo del foglio originale), nel f. 388V le ultime parole leggibili sono ...] δὲ εὑρ[η-|μένοις πολλὴν ἔχειν χάριν] + (crucola, in corrispondenza della fine del trattato).
  • Leer

    ff. 1RV, 6769V, 141V, 389392V.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Cart. (orientale)

Anmerkungen zum Beschreibstoff

Carta orientale, di colore grigistro. Vergeures sottili (20 in 20 mm), che scorrono orizzontalmente alla scrittura in tutto il codice, tranne che nei ff. 70182, dove esse sono verticali e più rade (15 in 20 mm), a segno di un cambio di formato.

Format

185 × 150 mm

Folienzahl

ff. 〈II〉, V, 392, II’

Foliierung

Foliotazione moderna (XVIII sec.?), in inchiostro brunito, nel mg. superiore esterno di ogni recto. Omette il computo di un f. dopo il 385. La cartulazione fu rettificata a matita e fatta proseguire includendo le guardie posteriori (ff. 389391).

Lagen

1 × 6 (I1), 1 × 6–1 (6, il f. 6 è aggiunto al fascicolo di restauro), 1 × 10 (16), 1 × 8–1 (23; il f. 20, al centro del fascicolo, manca della seconda metà), 5 × 8 (63), 1 × 6 (69), 39 × 8 (382), 1 × 8–1 (389, mutilo in fine).

Lagensignierung

Segnature greche di mano recenziore (XIV–XV?) nel centro del mg. inf. del primo recto e ultimo verso, conservata da γ´ (17) sino a μζ´ (367).

Anzahl der Linien

ll. 18–24

Liniierung

Spazio scritto 86 × 72 (f. 80); rigatura assente o non visibile nella maggior parte del codice; sporadicamente si osserva una rigatura a secco del solo specchio (cfr. f. 144V, 146V147). Margini molto ampi (anche in considerazione del piccolo formato del codice), probabilmente predisposti per accogliere scolî e annotazioni.

Kopist

A. ff. 2–66V, 175–388V: mano dall’aspetto disordinato e barocco, dal ductus irregolare, in inchiostro brunito chiaro (si segnalano la peculiare legatura alta di iota con la lettera precedente e l’abitudine di tracciare il ny sotto il rigo quando legato con alpha).

B. La scrittura nei ff. 70–174V, pur simile alla precedente, presenta un ductus più calligrafico; asse leggermente inclinato a destra, inchiostro nero scuro.

Mioni nel 1958 non distingueva che un solo copista all’opera in tutto il manoscritto; nel catalogo marciano (1981) cambiò tuttavia idea, e attribuì la trascrizione del codice a due mani (A: ff. 2–66V, 174–389V (sic); B: 70–174 (sic)), aggiungendo „si quis tres manus deprehendat, de hoc non contedam“. In effetti, il codice si presenta abbastanza omogeneo dal punto di vista paleografico, fatta salva l’unica eccezione dello stacco fra il f. 66V e il f. 70, che però sembra legata a circostanze incidentali più che a un vero cambio di mano. Un altro stacco, sia pure meno evidente, fra i ff. 134V e 135 (rispettivamente fine del fasc. ιζ´ e inizio del fasc. ιη´), ma peculiari tratteggi (come quello della legatura ει) non lasciano spazio a dubbi circa l’identità delle mani.

Forse in ragione dell’aspetto peculiare della scrittura, Harlfinger (Textgeschichte Lin., p. 61 n. 1, prosegue da p. 60) proponeva, dubitanter, di assegnare all’Italia meridionale la trascrizione del codice: la proposta non è stata raccolta dalla bibliografia più recente, ma meriterebbe di essere approfondita e verificata, giacché la mano in questione presenta notevoli affinità con la minuscola barocca otrantina.

Illumination

Decorazione estremamente sobria; titoli e capilettera rubricati. Cornicette in inchiostro brunito (cfr. f. 49), con rade spalmature di rosso (cfr. f. 70 e 184).

Ergänzungen zum Textbestand

a. Una mano recenziore ha indicato sporadicamente una foliotazione: 19 = ιθ´; 48V = μθ´, 66V = ξβ´ (da 48V segna 4 fogli in meno, forse non comprendendo nel computo i fogli con schemi inclusi fra Cat. e Int.); 224V = σιζ´ (ritardo di 8 fogli, sempre escludendo le carte bianche?); 245V = σλξ´; 307V = τ´, 361V = τνδ´; f. 362 = λ´ (sic).

b. Mano del sec. XIV, in inchiostro nerissimo: schemi nei ff. 19V20; sporadici marginali nel resto del codice, cfr. f. 24, 49V50, 51, 52V, 58V, etc.

c. Marginalia in inchiostro nero, rosso e brunito, attribuibili forse all’Anonymus 6 Harlfinger (= Giovanni Cortasmeno? vd. D. Harlfinger, Autographa 1996, p. 43–50: 43–44). Non si può escludere che si tratti di interventi del giovane Bessarione (cfr. Harlfinger, Specimina, Spec. 49 = Marc. gr. 14). Cfr. ff. 17, 25RV, 32, 33, 35, 50RV, 85, etc. A questa mano, sporadicamente presente in tutto il codice, si devono anche gli schemi nei ff. 20v–23v.

d. Marginalia sicuramente bessarionei sono presenti sparsim nel manoscritto, particolarmente nei ff. 54, 261V287V, ma cfr. anche 308, 314V, 317V, etc.

Einband

Legatura marciana (sec. XVIII) in cuoio marrone con nei piatti impresso il leone di S. Marco.

Erhaltungszustand

Il codice è gravemente danneggiato all’inizio e alla fine: i ff. 1–15 sono conservati solo in stato frammentario mentre il f. 16r è abraso e in parte illeggibile (nel margine inferiore rimane traccia di una nota in rosso). I fogli 372–388v sono progressivamente sempre più danneggiati, fino a ridursi a meri frammenti dei fogli originali. I pezzi originali sono rimontati su carta moderna e oggi perfettamente consolidati. I primi e gli ultimi fascicoli sono frutto di un restauro moderno, eseguito nel corso degli anni Sessanta presso il Monastero di S. Giorgio Maggiore.

Geschichte

Datierung

Sec. XIIIex/XIVin.

Provenienz

Il manoscritto pervenne in Marciana col munus bessarioneo del 1468 (nr. 364); mancano tutte le note di possesso abituali, verisimilmente collocate nella parte del codice ora danneggiata e lacunosa.

Reproduktionen und Digitalisate

  • Marc. gr. 204 (Farbdigitalisat der Biblioteca Nazionale Marciana)

Bibliographie

Kat.

  • E. Mioni, Manoscritti e stampe venete dell’aristotelismo e averroismo, Venezia 1958, p. 11 nr. 10.
  • E. Mioni, Aristotelis codices Graeci qui in bibliothecis Venetis adservantur, Patavii 1958, p. 119–120.
  • Wartelle, Inventaire, nr. 2105.
  • Mioni, Thes. Ant., I, p. 318.

Kod.

  • Harlfinger, Textgeschichte Lin., p. 60 n. 1, 184 n. 2 (origine italo-greca?).

Text.

  • Th. Waitz, Aristotelis Organon graece, I, Lipsiae 1844, p. 2 (Siglum o, usato per il primo libro).
  • L. Strache, M. Wallies, Aristotelis Topica, Lipsiae 1923, p. VIII (Siglum o; „u [= Basileensis F II 21 (olim 54)] tam similis, ut ex hoc ductus esse videatur“).
  • W.D. Ross, Aristotelis Topica et Sophistici elenchi, Oxonii 1958, p. X (Siglum o, citato dall’apparato di Waitz).
  • L. Minio-Paluello, Aristoteles, Topica. Translatio Boethii, Fragmentum recensionis alterius et translatio Anonyma, Bruxelles-Paris 1969, p. XXXIII.
  • J. Brunschwig, Aristote, Topiques, I, Paris 1967, p. CVIII (noto dalla collazione di Waitz, ri-collazionato per il primo libro).
  • S. Kotzabassi, Byzantinische Kommentatoren der aristotelischen Topik. Johannes Italos & Leon Magentinos, Θησσαλονίκη 1999, p. 25.

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, ottobre 2018