Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. 213

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. 213 (coll. 751)
Datierung:

Sec. XV 3/4 (ca. 1466–1468).

Beschreibstoff: Membr.
Format: 260 × 189 mm
Folienzahl: ff. 〈II〉, II, 278 (recte 279), II’, 〈II’〉

Inhalt

  • (ff. 135) MM (tit. ἀριστοτέλους ἠθικῶν νικομαχείων μεγάλων α´). Libr. I (ff. 118V); II (ff. 18V35).
  • (ff. 36123) EN (tit. ἀριστοτέλους ἠθικῶν νικομαχείων, ἄλφα). Libr. I (ff. 3645); II (ff. 4551V); III (ff. 51V61V); IV (ff. 61V70V); V (ff. 7180); VI (ff. 80V86V); VII (ff. 8796V); VIII (ff. 97105V); IX (ff. 105V113V); X (ff. 113V123).
  • (ff 123V162) EE (tit. ἀριστοτέλους ἠθικῶν εὐδημίων, α´). Libr. I (ff. 123V128V); II (ff. 128V138V); III (ff. 138V146); VII (ff. 146158V, nel mg. esterno del f. 146, di mano del copista: σημείωσαι ὅτι τὸ δ´ καὶ ε´ καὶ ς´ τῶν εὐδημίων ἠθικῶν, ἐνταῦθα παρεῖνται διὰ τὸ τὸ μὲν δ´ τῷ ε´ τῶν νικομαχείων, τὸ δὲ ς´ τῷ η´ τῶν νικομαχείων ἐν πᾶσι καὶ κατὰ λέξιν ὅμοιον εἶναι. Segue riferito al libro VII: ἐν τούτῳ τῷ βιβλίῳ διαλαμβάνει ἃ ἐν τῷ θ´ καὶ καὶ ι´ τῶν νικομαχείων, ἄλλοις μέντοι ῥήμασι καὶ παραλλαγμήνως κατά γε τὴν λέξιν); V (ff. 158V162, non distinto dal precedente).
  • (ff. 163172V) Oec. (tit. ἀριστοτέλους οἰκονομικῶν, ἄλφα). Libr. I (ff. 163165); II (ff. 165172V).
  • (ff. 173276) Pol. (tit. ἀριστοτέλους πολιτικῶν, ἄλφα). Libr. I (ff. 173182V); II (ff. 183198V); III (ff. 198V213V); IV (ff. 213V227V); V (ff. 228245V); VI (ff. 245V253); VII (ff. 253269); VIII (ff. 269V276).
  • Leer

    ff. 35V, 162V, 276V278V.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Membr.

Format

260 × 189 mm

Folienzahl

ff. 〈II〉, II, 278 (recte 279), II’, 〈II’〉

Foliierung

Foliotazione moderna (XVIII sec.?), in inchiostro brunito, nel mg. superiore esterno di ogni recto. Per errore il f. 5 non è calcolato.

Lagen

16 × 10 (159), 1 × 14–1 (172, il f. 171 è privo di riscontro nella prima metà del fascicolo), 10 × 10 (272), 1 × 6 (278). I fascicoli si aprono col lato carne. Nel fascicolo 243252 (nr. η´ della seconda unità codicologica, 25 dell’intero codice) i ff. 248 e 249 formano un bifoglio, oggi erroneamente trasposto dopo la cucitura e per questo non perfettamente solidale al codice, l’ordine corretto dei fogli è 248, 246, 247 (fogli centrali del fascicolo) e 249.

Lagensignierung

Il codice è composto dall’assemblaggio di due unità codicologiche potenzialmente indipendenti, come provano le due distinte serie di segnature, ma del tutto omogenee dal punto di vista codicologico e paleografico.

ff. 1172V: segnature da 〈α´〉 a ι[ζ´] (160), nel margine inferiore esterno di ogni primo recto (in gran parte eliminate con la rifilatura).

ff. 173278V: segnature da α´ (173) a ια´ (273, questa segnatura di mano di 〈Bessarione〉?), nel margine inferiore esterno (ma spesso entro la linea di giustificazione) di ogni primo recto.

I fascicolo sono numerati nuovamente in cifre arabe da 〈1〉 (1, ma la prima segnatura 2 è a 10) sino a 263 (27) al centro del margine inferiore di ogni primo recto e ultimo verso.

Anzahl der Linien

ll. 32.

Liniierung

Spazio scritto 170 × 105 (78); rigatura a secco tipo 20D1 Leroy-Sautel (sistema non rilevabile).

Kopist

A. ff. 16: 〈Charitonymus Hermonymos〉 (Mioni), in inchiostro nero scuro.

B. ff. 735, 36162, 163276: 〈Demetrio Trivolis〉 (Harlfinger), in inchiostro nero scuro.

Illumination

Cornici decorative a motivi floreali (cfr. f. 1) o geometrici (cfr. f. 36) in inchiostro carminio, di mano di 〈Demetrio Trivolis〉. Titoli rubricati in occasione delle partizioni testuali maggiori. Titoli correnti rubricati nel margine superiore di ogni foglio (sul recto e sul verso).

Ergänzungen zum Textbestand

Accanto a poche correzioni di mano degli stessi copisti (particolarmente nei fogli copiati da Ermonimo), il manoscritto presenta abbondanti marginalia di 〈Bessarione〉, che vi appose correzioni, notabilia e segni di lettura. A Bessarione si devono anche le indicazioni della consistenza dei fogli di ogni libro a partire da EN vergate nel margine superiore esterno di ogni recto (es. EN I nel f. 36 si legge φυλλ. θ´ φυλλ αον, che indica la consistenza del primo libro, che appunto si estende su nove fogli fino a 45 (che però non è incluso nel computo giacché qui comincia il libro II), e precisa che quello in questione è il primo della serie di nove). Stesso genere di indicazioni nei Marciani 206 e 207.

Einband

Legatura marciana (sec. XVIII) in cuoio marrone con nei piatti impresso il leone di S. Marco.

Erhaltungszustand

Il codice è in ottimo stato di conservazione. Tracce di umidità hanno lievemente intaccato la pergamena nel margine inferiore esterno dei primi e fogli, senza alcun detrimento per il testo.

Geschichte

Datierung

Sec. XV 3/4 (ca. 1466–1468).

Provenienz

Il codice appartiene e fu commissionato da Bessarione. Il manoscritto risale a un disegno unitario, che comprende anche i Marciani 206207 (il primo dei quali sottoscritto da Caritonimo a Roma nel 1467), eseguiti a ridosso del munus del 1468, poco prima che Bessarione si separasse dai modelli impiegati per il loro allestimento. Il manoscritto fu legato alla Serenissima dopo la morte del cardinale ed è per la prima volta censito nell’inventario marciano del 1474. Nel f. IIv sono collocati ex libris e πίναξ di mano di Bessarione: „Aristotelis moralia ad nicomachum magna (tale indicazione risale al titolo errato che precede MM, cfr. supra). | Item eiusdem ethica sive moralia nicomachia. | Item eiusdem ethica ad eudemum. | Item eiusdem oeconomica. | Item eiusdem libri politicorum. | Liber b. Car.L Tusculani. Locus 58 (post correctionem). | Τὰ μεγάλα ἠθικὰ τοῦ ἀριστοτέλους. | ἔτι τὰ νικομάχεια. | ἔτι τὰ εὐδήμια. | ἔτι τὰ οἰκονομικά. | ἔτι τὰ πολιτικὰ. | Κτῆμα βησσαρίωνος καρδηνάλεως τοῦ τῶν τούσκλων. τόπος νη´ (post correctionem)“. I primi e ultimi fogli di guardia membranacei sono ricavati dalla piegatura di un bifogli rovesciati, già rigati a secco ma intonsi. Bessarione nell’ex libris è designato col titolo di cardinale di Tuscolo, che deporrà per quello della Sabina nell’ottobre del 1468.

Nel f. II’r (mg. superiore) si legge una probatio calami (in bella grafia del sec. XVI) τήνελλα καλλίνικε αὐτός τε καὶ ἡ [... (cfr. Schol. vet. in Pind. Olymp. IX v. 3).

Bibliographie

Kat.

  • E. Mioni, Aristotelis codices Graeci qui in bibliothecis Venetis asservantur, Padova 1958, p. 102 e 129 (attribuito interamente a Ermonimo).
  • Manoscritti e stampe venete dell’aristotelismo e averroismo (secoli X–XVI), Venezia 1958, p. 18, nr. 27 (attribuito interamente a Ermonimo).
  • Mioni, Thes. Ant., I, p. 327–328.
  • P. Eleuteri, G. Fiaccadori (Hg.), I Greci in Occidente, p. 64 nr. 70 (con indicazione degli estremi cronologici 1465–1472).

Kod.

  • A. Diller, Three Greek Scribes working for Bessarion: Trivizias, Callistus, Hermonymus, Italia medioevale e umanistica 10, 1967, p. 403–410 [rist. in Studies in Greek Manuscript Tradition, Amsterdam 1983, nr. 46, p, 415–426: 408] (i Marciani gr. 206, 207, 213 e 215, con simili caratteristiche codicologiche, „must have been written as a set“. L’affermazione, ripresa in molta parte della bibliografia, è solo in parte corretta: il Marc. gr. 215 è più tardo e alcuni fascicoli del Marc. 206 risalgono sicuramente al primo quarto del sec. XV).
  • Harlfinger, Textgeschichte Lin., 72, 417 (id. della mano di Demetrio Trivolis).
  • E. Mioni, Bessarione scriba e alcuni suoi collaboratori, Miscellanea marciana di studi bessarionei, Padova 1976, p. 263–323: 285, 301, 312.
  • E. Mioni, Vita del Cardinale Bessarione, Miscellanea Marciana 6, 1991, p. 13–219: 144.
  • H.D. Saffrey, Bessarione e Creta, G. Fiaccadori (Hg.), Bessarione e l’Umanesimo, Napoli 1994, p. 241–245: 242 (citato fra i codici allestiti fra il 1449 e il 1468).
  • F. Berger, Die Textgeschichte der Historia animalium des Aristoteles, Wiesbaden 2005, p. 90.
  • M.P. Kalatzi, Hermonymos. A Study in Scribal, Literary and Teaching Activities in the Fifteenth and Early Sixteenth Centuries, Athens 2009, p. 33, 138, 169, 171, 173–174 (descrizione del codice, con qualche imprecisione).
  • D.F. Jackson, The Greek Library of Saints John and Paul (San Zanipolo) at Venice, Tempe, Arizona, 2011, p. 84.
  • T. Martínez Manzano, Un copista del lustro boloñés de Besarión: el Anonymus Ly, Νέα Ῥώμη 10, 2013, p. 211–243: 215 (= Diller).
  • V. Lorusso, Locating Greek Manuscripts through Paratexts: Examples from the Library of Cardinal Bessarion and other Manuscript Collections, Tracing Manuscripts in Time and Space through Paratexts, Studies in Manuscript Cultures 7, Berlin 2016, p. 223–268: 256 (= Diller).

Text.

  • (Bekker siglum Mb)
  • MM

    • F. Susemihl, Aristotelis quae feruntur Magna Moralia, Lipsiae 1883, p. XIV–XXV e XXVII (sottogruppo Πc insieme al Marc. gr. 200).
    • Mioni, Aristotelis codices, p. 88–90: („Codici Q similimum esse Mb iam a titulo perspicue adparet, sed, ut in aliis operibus, e lacunis et permultis librarii mendis cognoscere licet Mb recta via ex Q (= Marc. gr. 200) effluxisse“).
    • C. Brockmann, Zur Überlieferung der aristotelischen Magna Moralia, in F. Berger et al. (Hg.), Symbolae Berolinenses für Dieter Harlfinger, Amsterdam 1992, p. 43–80: 67 (si tratta di un apografo del Ravennate 210 e di un gemello del Marc. gr. 200).

    EN

    • F. Susemihl, Die Bekkerschen Handschriften der Nikomachischen Ethik, Jahrbuch für classische Philologie 117, 1878, p. 625–632: 628.
    • F. Susemihl, Aristotelis Ethic Nicomachea, Lipsiae 1882, p. VI-VIII, XX.
    • I. Bywater, Aristotelis Ethica Nicomachea, Oxonii 1894, p. VI.
    • Mioni, Aristotelis codices, p. 85–88 („Codices Ga (= Marc. gr. 212), Mb et Q (= Marc. gr. 200) tam artissimo vinculo inter se connexi sunt ut dubium non sit quin ex uno eodemque exemplari fluxerint. [...] Mb nonnulis mendis [...] et propriis haud raro laborat lacunis, quarum Ha expers est [...]. Quibus rebus perpensis, oportet minimam codici Mb tribuere fidem atque ad testum statuendum conferre praestantiorem Ga“).
    • K. Oikonomakos, Φιλοσοφία. Βιβλίον ἑνδέκατον. Τὰ Ἠθικά, ἤτοι τὰ Νιχομάκεια (editio princeps), Ἀκαδημία Ἀθηνῶν 2005 (Corpus philosophorum Medii Aevi. Commentaria in Aristotelem Byzantina, 3), p. 28*–39* (A detta di O. il codice Mb è particolarmente vicino al testo base della rielaborazione di Pachimere (vd. part. p. 28*: „Ἡ σχετικὴ διερεύνηση ἔδειξε ὅτι 1. κοινὸς παρονομαστὴς τῆς συμφωνίας τοῦ αὐτογράφου μὲ τὰ ἀριστοτελικὰ χειρόγραφα εἶναι τὸ χειρόγραφο Mb, 2. σὲ πολλὲς περιπτώσεις τὸ κείμενο τοῦ Παχυμέρη φέρει τὶς γραφὲς ποὺ ἀπὸ τὰ ἀριστοτελικὰ χειρόγραφα φέρει μόνον τὸ Mb, καὶ 3. σὲ ἐπίσης πολλὲς περιπτώσεις τὸ κείμενο τοῦ Παχυμέρη δὲν συμφωνεῖ μὲ αὐτὸ τοῦ Mb“). La conoscenza delle varianti dei manoscritti dell’editore greco dipende però esclusivamente dalle edizioni di Bywater e Susemihl ed egli non tiene dunque conto della verisimile dipendenza per EN del Marc. gr. 213 dal Marc. gr. 212. Le conclusioni di O. andrebbero dunque applicate al Marc. gr. 212 e non a questo suo discendente, ma esse non sono meno rilevanti, giacché il Marc. 212 è l’unico testimone indipendente dell’ancora inedita parafrasi di Pachimere a EN. La prossimità testuale fra il testo di EN trasmesso nel Marc. 212 e il libro della Philosophia dedicato al testo aristotelico impone di riflettere sul rapporto che intercorre fra la parafrasi trascritta nei margini del 212 da Bessarione e il testo principale dello stesso codice. Sembra verisimile che la parafrasi copiata da Bessarione derivi dai margini del modello impiegato per la trascrizione del testo principale di EN. Ciò darebbe ulteriore corpo all’ipotesi che sotto gli occhi di Bessarione fosse un codice autografo di Pachimere (cfr. N. Zorzi, Per la tradizione manoscritta dell’inedito commento all’Etica nicomachea di Giorgio Pachimere: I. Il marc. gr. 212 di Bessarione e i suoi apografi. II. Ermolao Barbaro e il commento di Pachimere (con una proekdosis del cap. 18), Νέα Ῥώμη 12, 2015, p. 245–304, p. 269), con la parafrasi inserita nei margini e condotta direttamente a partire dal testo principale, come documentato in altri autografi di Pachimere. Si potrebbe anche ipotizzare che detta parafrasi rappresentasse uno stadio primitivo del testo confluito nella Philosophia, un po’ come accade per gli scolî a Part. An. tracciati nel Vat. gr. 261 e poi ripresi nel testo dell’opera maggiore: cfr. E. Pappa, Georgios Pachymeres. Philosophia Buch 6. Kommentar zu De partibus animalium des Aristoteles. Editio princeps, Ἀκαδημία Ἀθηνῶν 2008, p. 74*).
    • S. Martinelli Tempesta, Alcune osservazioni sul Riccardiano 46 e la tradizione dell’Etica Nicomachea e della Poetica di Aristotele, Manuscritos griegos en España y su contexto europeo: Greek Manuscripts in Spain and their European Context, Madrid 2016, p. 201–250: 233 n. 95.

    EE

    • F. Susemihl, [Aristotelis] Ethica Eudemia. Eudemi Rhodii Ethica, adiecto De virtutibus et vitiis libello, Lipsiae 1935, p. VI, XXXI.
    • Mioni, Aristotelis codices, p. 90–92 („Mb ex Q descendit, ut nemini dubium potest esse“).
    • D. Harlfinger, Die Überlieferungsgeschichte der Eudemischen Ethik, P. Moraux, D. Harlfinger (Hg.), Untersuchungen zur Eudemischen Ethik. Akten des 5. Symposium Aristotelicum, Berlin-New York 1971, p. 1–50: 17 (apografo del Ravennate 210 e gemello del Marc. gr. 200).
    • R.R. Walzer, J.M. Mingay, Aristotelis Ethica Eudemia, Oxonii 1991, p. V e IX (riprendono le conclusioni stemmatiche di Harlfinger).

    Oec.

    • F. Susemihl, Aristotelis quae feruntur Oeconomica, Lipsiae 1987, p. XXIV (famiglia Π2, sottogruppo Πc insieme al Marc. gr. 200).
    • Mioni, Aristotelis codices, p. 93–94 („[u]t iam perspeximus in Magnis moralibus codicem Mb ex eodem Q (= Marc. gr. 200) descriptum esse nobis iudicandum est: quae ab eo differunt vel librarii neglegentia orta vel a Bessarione emendata sunt“).
    • B.A. van Groningen, A. Wartelle, Aristote, Économique, Paris 1968, p. XIII e XXX (Wartelle ritiene il Marc. 213 più antico del Marc. 200 e lo riconduce all’inizio del sec. XV; famiglia Π2).

    Pol.

    • F. Susemihl, R.D. Hicks, The Politics of Aristotle, London 1894 [rist. anast. New York 1976], p. 136.
    • O. Immisch, Aristotelis Politica, Lipsiae 19292, p. XXXII (sottogruppo Π3, menzionato insieme al Marc. gr. 200).
    • Mioni, Aristotelis codices, p. 92–93 („Q (= Marc. gr. 200) Mb, cum similes inter se sint, sine dubio ad unum fontem redire videntur“).
    • A. Dreizehnter, Untersuchungen zur Textgeschichte der aristotelischen Politik, Leiden 1962, p. 67 (recensito fra i deteriores).
    • A. Dreizehnter, Aristoteles’ Politik, München 1970, p. XXXV–XXXVI (gruppo dei deteriores Π3b: „Rom ist der Mittelpunkt der Gruppe Π3b, deren älterster Vertreter Venet. 200, 1457 in Rom geschrieben wurde“. Il rappresentante più antico del sottogruppo Π3b è il Sinaiticus 2124, copiato nel 1439 per conto di Bessarione).

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, gennaio–febbraio 2019