Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. 216

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. 216 (coll. 404)
Datierung:

4 novembre 1445 (datato nel f. 347: + ,αυμε´ νοεμβρίω δ´η)

Beschreibstoff: Cart., perg. i ff. III–IV e 349 e I’.
Format: 220 × 142
Folienzahl: ff. 〈IV〉, 349 (ma 348), III’

Inhalt

  • (f. 4V) Pinax.
  • (ff. 522V) Phgn. (tit. ἀριστοτέλους φυσιογνωμονικά).
  • (ff. 2233) 〈Theophrastus〉, Sign. (tit. περὶ σημείων ὑδάτων καὶ πνευμάτων, τοῦ ἀριστοτέλους). Ed. Sider-Brunschön 2007.
  • (ff. 3334) Vent. (tit. ἀνέμων θέσεις καὶ προσηγορίαι ἐκ τῶν ἀριστοτέλους περὶ σημέιων. α´).
  • (ff. 34V59) Mir. (tit. ἀριστοτέλους περὶ θαυμασίων ἀκουσμάτων). Capp. 152–163; 4; 9; 5; 164–176; 1 (usque ad ὀφθαλμῶν [830a12]); 177–178; 32–75; 77; 76; 78–114; 130–137; 115–129; 138–151.
  • (ff. 5977) Mu. (tit. ἀριστοτέλους περὶ κοσμογραφίας).
  • (ff. 7890) MXG (tit. ἀριστοτέλους, περὶ ξενοφάνους· περὶ ζήνωνος· περὶ γοργίου).
  • (ff. 90110V) Mech. (tit. ἀριστοτέλους μηχανικά).
  • (ff. 110V119V) Spir. (tit. ἀριστοτέλους περὶ πνεύματος).
  • (ff.119V149V) Plant. (tit. ἀριστοτέλους περὶ φύσεως τῶν φυτῶν).
  • (ff. 150347) Probl. (tit. ἀριστοτέλους φυσικὰ προβλήματα κατ’ εἶδος συναγωγῆς. ὅσα ἰατρικά). Capp. 1–33, des. mut. 963b15 εἶναι σιμά [...
  • Leer

    ff. 1V4, 77V, 347V349V.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Cart., perg. i ff. III–IV e 349 e I’.

Wasserzeichen

  • a) ff. 136, 178241, 246250, 257258: Harlfinger Fleur 102 (cfr. Briquet 6650 a. 1442–1447).
  • b) ff. 3776, 242245, 251256, 259346: Harlfinger Fleur 108 (cfr. Briquet 6658 a. 1451).
  • c) f. 77: punta di freccia solo parzialmente leggibile e non identificabile (aggiunta posteriore).
  • d) ff. 78177: Harlfinger Monts 78 (cfr. Briquet 11875 a. 1427).

Format

220 × 142

Folienzahl

ff. 〈IV〉, 349 (ma 348), III’

Foliierung

Foliotazione moderna in inchiostro nell’angolo superiore esterno di ogni recto. A causa di un errore del responsabile della foliotazione il f. 216 fu computato 217.

Lagen

1 × 4 (4), 9 × 8 (76), 1 × 1 (77, il tallone corrispondente è collocato tra 68 e 69); 27 × 10 (348); 1 × 2 (349I’).

Lagensignierung

Le attuali segnature dei fascicoli sono in cifre arabe e proseguono regolarmente da 〈1〉 = 5 sino a 36 (339). Esse sono collocate all’interno del mg. inferiore del primo foglio recto di ogni fascicolo. Stando al catalogo, l’autore della nuova computazione dei fascicoli fu lo stesso Bessarione. Le segnature corrispondono all’attuale struttura del codice: esse tuttavia non comprendono nel computo i primi quattro fogli, numerati ma lasciati bianchi.

Rimangono chiaramente leggibili due serie di segnature in cifre greche, vergate dal copista principale e disposte nel mg. inferiore interno del primo foglio recto di ogni fascicolo. Esse sono conservate e testimoniano la originale divisione del codice in due parti (177; 78348). Per ragioni estetiche il primo fascicolo delle due parti che compongono il codice non è esplicitamente numerato. serie 1 (ff. 177) β´ (13r) – θ´ (69). serie 2 (ff. 78348) β´ (88) – κζ´ (27).

La fascicolazione presenta un’irregolarità dovuta alla cucitura di un fascicolo rovescio: i ff. 248257 dovrebbero essere nella sequenza 253257, 248252, come avvertono i richiami di Bessarione nei ff. 247V248 e 252V253. La segnatura dei fascicoli (sia quella in cifre greche che quella in cifre arabe) è collocata a 253, che doveva essere il primo foglio recto del fascicolo. Da queste note e dalla segnatura dei fascicoli, si deduce che l’attuale composizione del ms. corrisponde a quella originale.

Anzahl der Linien

23 ll.

Liniierung

Spazio scritto (f. 28) 144 × 75. Nessuna rigatura visibile. La regolarità della disposizione del testo induce a credere che il copista si sia servito di qualche espediente che non ha lasciato tracce sulla carta. Si può ipotizzare l’uso della falsariga

Kopist

A. ff. 576V, 78347: 〈Giovanni Scutariota〉 (Wilson 1962).

B. ff. 1, 4V [pinax], 77: Bessarione.

Illumination

Iniziali, titoletti e titoli rubricati in tutto il codice; talora, come nel caso di Mir., negli spazi riservati dal copista le iniziali sono omesse

Ergänzungen zum Textbestand

a. Oltre ad aver integrato e completato Mund. aristotelico (f. 77), Bessarione è l’unico autore di marginalia e segni di richiamo diffusi in tutto il codice e concentrati particolarmente nei ff. contenenti Probl.: 6, 36, 110V, 128V, 150161, 247V248, 252V253, 309V.

b. Nei fogli contenenti Probl. si osservano due glosse latine (158, γλίσκρον] uiscosum; 158V, ὀπός] guma (sic)) che potrebbero risalire all’impresa traduttoria di Gaza (cfr. Provenienz). Non si osservano note greche sicuramente attribuibili a Gaza.

Einband

Legatura marciana (1735–1742) in cuoio al naturale di colore marrone chiaro. Su entrambi i piatti è impresso lo scudo col leone marciano. Nel dorso sono quattro nervi; nel capitello di testa si legge impresso in lettere d’oro „ARISTOTELES“. Taglio lasciato al naturale.

Erhaltungszustand

Il ms. è ben preservato.

Geschichte

Datierung

4 novembre 1445 (datato nel f. 347: + ,αυμε´ νοεμβρίω δ´η)

Entstehung

Il codice bessarioneo (Bekker Oa) sembra dipendere da almeno tre fonti, due delle quali appartengono a rami diversi per la tradizione di Mir., e raggruppa opere trasmesse in accorpamenti distinti: per Mir., Phgn., Probl., Sign. e Vent. il ms. sembra essere apografo diretto del Marc. gr. IV 58. Secondo Elpidio Mioni, sarebbe proprio il IV 58 l’antigrafo „rovinato e scorretto“ (πρωτοτύπου ἐσφαλμένου κἀντεῦθεν πλῆρες ἁμαρτιῶν) di cui Bessarione scrive a 1 (Mioni 1968, p. 75).

Per Mech. il Marciano sembra essere un apografo del Pal. gr. 162, opera del medesimo copista (cfr. Van Leeuwen 2016, p. 48–49, che corregge tacitamente Van Leeuwen 2013, p. 190, dove si affermava che il Palatino sarebbe un apografo diretto del Vat. gr. 1339), contaminato con lezioni del Marc. gr. 214; per MXG il Marc. gr. 216 è, insieme al Pal. gr. 162 (verisimilmente anche in questo caso suo modello), l’Urb. gr. 108 e il Bern. 402, il discendente di un codice perduto (identificabile, grazie ai lavori di Burnikel, con l’Ambr. P 80 sup. nella sua parte mancante); per queste stesse opere, il Marc. gr. 216 sembra essere il capostipite del Marc. gr. 200, del Marc. gr. 215 e del Vindob. Phil. gr. 231. Anche per Mu. e Spir. il modello del Marciano sembra essere stato il Pal. gr. 162 (la ricostruzione stemmatica per Mu. fu comunicata da Paul Moraux apud Wiesner 1974, p. 361; per Spir. cfr. invece Roselli 1992, p. 41–42).

Per la tradizione del De plantis, contrariamente all’originaria opinione di Elpidio Mioni (Mioni 1958 p. 104) e di Aristide Colonna, non sembra affatto lecito affermare che questo codice sia da un lato apografo diretto del perduto archetipo del quale parla Colonna 1966, p. 8 n. 15, dall’altro il modello dei Marciani gr. 200 e 215 (sulla tradizione del De plantis cfr. almeno Labowsky 1961; Allegrini 1973 e 1976; Mioni 1991, p. 146–147 e Repici 2009): stando allo stemma di Drossaart Lulofs-Poortman 1989, p. 584, il Marc. gr. 216 sarebbe apografo di una copia perduta del Laur. plut. 85, 22, mentre i Marciani 200 e 215 risalirebbero a tutt’altro ramo della tradizione (sarebbero infatti copie di un perduto apografo dell’Ambr. A 168 sup., del quinto decennio del sec. XIV).

Provenienz

Il Marc. gr. 216, parte del munus del 1468 (nr. 387 dell’inventario conservato nel Marc. lat. XIV 14), appartenne fin da subito alla biblioteca del Bessarione, che ne commissionò l’esecuzione al prolifico copista Giovanni Scutariota. Il manoscritto, datato 1445, reca nel f. 1 una nota autografa dello stesso cardinale, assai rilevante per conoscerne l’antigrafo e la storia:

+ βησσαρίων ἕλλην τῶ γένει, τῆ ἀξία τῆς ῥωμαίων ἁγίας ἐκκλησίας καρδηνάλις : ~ Ἴστω ὃ ἀναγινώσκων τὸ παρὸν βιβλίον γεγράφθαι μὲν ἀπὸ πρωτοτύπου ἐσφαλμένου κἀντεῦθεν πλῆρες ἁμαρτιῶν εἶναι. ἐμὲ μέντοι οὗ ἀναλώμασι γέγραπται σφόδρα ἐπιθυμοῦντ’ αὐτὸ κτήσασθαι, καὶ μὴ ἄλλως δυνάμενον, ἑλέσθαι μᾶλλον αὐτὸ ὁπώσοῦν (sic) σχεῖν, καὶ μετὰ τοσούτων σφαλμάτων, ἢ μηδόλως τοῦ ποθουμένου τυχεῖν. ἰαννουάρ. κβ´ ἔτει ἀπὸ χριστοῦ ,αυμε´ω

(Bessarione, di nascita elleno, per dignità cardinale di santa romana Chiesa. Sappia il lettore che il presente libro è stato trascritto da un modello rovinato ed è perciò pieno di errori. Io – a mie spese è stato trascritto – desideravo ardentemente possederlo e, non potendo fare altrimenti, ho preferito averlo in una forma purchessia e con così tanti errori piuttosto che non avere affatto ciò che desideravo. Gennaio 22, nell’anno di Cristo 1445 [= 1446, cfr. Speranzi 2017, p. 169].)

Il manoscritto è da tempo unanimemente riconosciuto come apografo del Marc. gr. IV 58 per gran parte delle opere contenute nei primi fogli (con la sola esclusione di Mu., non trasmesso dal IV 58, cfr. infra), e per i Problemata, e a questo ultimo codice si dovranno verisimilmente attribuire le considerazioni di Bessarione (certo esse non si adattano al magnificamente preservato Pal. gr. 162, siglato E, che sembra essere stato il modello per molte delle opere trasmesse nella seconda parte del codice).

Non è chiaro dove il Marc. gr. IV 58 fosse conservato nel XV secolo (come s’è già visto, l’ipotesi che esso si trovasse a Firenze non sembra verificabile) né in quale località ne sia stata tratta questa copia. John Monfasani (Monfasani 2006, p. 282–283) ha solo recentemente potuto dimostrare che il Marc. gr. 216 servì a Giorgio Trapezunzio per la sua traduzione latina dei Problemata.

Sono presenti i consueti ex libris del Bessarione, il primo, f. 4v mg. inf. in greco: + κτῆμα βησσαρίωνος καρδηνάλεως τοῦ τῶν τούσκλων. Ιl secondo, f. 5 mg. sup., in latino: „Problemata Aristotelis et alia eiusdem. B(essarionis) Car(dinalis) Tusculani“. Il codice fu segnato da Bessarione in greco al f. 4V: τόπος οα’ e in latino nel f. 5 (mg. sup.) accanto all’ex libris: „Locus 71“. Nel f. VV si trova la nota in rosso: „Libri de cardinali | 32“, nel verso la segnatura „Sedeci – “.

Bibliographie

Kat.

  • Manoscritti e stampe venete dell’aristotelismo e averroismo (secoli X–XVI) 1958, p. 20 nr. 31.
  • Mioni 1958, p. 132–133.
  • Mioni – Gasparrini-Leporace 1968, p. 49 nr. 43.
  • Mioni 1981, p. 330–331.
  • Wartelle 1963, nr. 2117.
  • Wilson 1962, p. 96–102: nr. 50.
  • Zanetti – Bongiovanni 1740, p. 116

Kod.

  • Bernardinello 1979, p. 53.
  • Bianca 1999, p. 8, 24
  • Labowsky 1979, p. 172 (nr. 387, inv. A), 192 (nr. 8 inv. B), 248 (nr. 64, inv. C), 294 (nr. 80, inv. D).
  • Martinelli Tempesta: p. 171 n. 2.
  • Martinelli Tempesta 2012: p. 520 n. 5.
  • Martínez Manzano 2013: p. 216.
  • Mioni 1976: p. 285, 305.
  • Mioni 1991: p. 109, 131–132, 134, 146–147.
  • Speranzi 2017: 168–169, 171.

Text. (= Bekker Oa)

    Phgn.

    • Vogt, ed., 1999, p. 213.

    Vent.

    • Diller 1952, p. 41.
    • Harlfinger – Reinsch 1970: 47–49 (cfr. anche Phgn.).

    Mir.

    • Canart 1977–1979: p. 294–295 (con conclusioni stemmatiche valide anche per Phgn.).
    • Giacomelli 2016–2017: p. 41, 61–67.
    • Harlfinger 1971, p. 283–284.
    • Harlfinger 1972: p. 63–64.
    • Livius-Arnold, ed., 1978, p. XXII–XXV.
    • Venturini 1975–1976: p. 70.
    • Westermann, ed., 1839, p. II.
    • Wiesner 1972: p. 57, 61.
    • Wiesner 1987: p. 611 n. 2, 614.

    Mu.

    • Lorimer 1924, p. 7.
    • Lorimer, ed., 1933, p. 4.

    MXG

    • Wiesner 1974, p. 362–368 (con osservazioni sulla tradizione di Mu.).
    • Cassin, ed., 1980 (Cahiers de Philologie, 4), p. 556.

    Mech.

    • Bottecchia 1975–1976: p. 383 (e passim).
    • Bottecchia 1978: p. 1.
    • Bottecchia, ed., 1982, p. 20–21.
    • Van Leeuwen 2013: p. 185, 187, 190–191.
    • Van Leeuwen, ed., 2016, p. 30, 48–50.

    Spir.

    • Roselli, ed., 1992, p. 19, 37, 39–41.

    Plant.

    • Allegrini 1973, p. 292–294.
    • Allegrini 1976, p. 86–89.
    • Colonna 1966: p. 8.
    • Drossaart Lulofs – Poortman, ed., 1989, p. 578–584.
    • Labowsky 1961: p. 133.
    • Repici 2009, p. 77–94.

    Probl.

    • Ferrini 2003: p. 121, 124–127, 129, 131.
    • Louis, ed., 1991, p. XXXVIII.
    • Marenghi 1961: p. 56–57.
    • Marenghi, ed., 1962, p. 26.
    • Marenghi, ed., 1965, p. 5–7.
    • Marenghi, ed., 1991, p. 64, 66 n. 10.
    • Mayhew, ed., 2011, p. XXVII.
    • Monfasani 2006: p. 282–283.
    • Ruelle, ed., 1922, p. VII.

    Theophrastus

    • Sider – Brunschön, ed., 2007, p. 46.

Weitere Sekundärliteratur

  • Aujac 1974: p. 24.
  • Brockmann – Lorusso 2014: p. 86 n. 4.
  • Hoffmann 1985: p. 80–81.
  • Hoffmann 1986: p. 673 n. 5.
  • Matelli 1989: p. 362 n. 101.
  • Mioni 1968: p. 75.
  • Rashed 2001, p. 76.
  • Sicherl 1976, p. 44.

Faks.

  • Mioni – Gasparrini-Leporace 1968, tav. 28.II.
  • Bernardinello 1979, tav. 24.
  • Bottecchia 1983, tav. IV.

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, maggio-giugno 2015, maggio 2016, luglio 2019; aggiornamenti bibliografici fino a luglio 2019.