Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. 216

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. 216 (coll. 404)
Datierung:

4 novembre 1445 (datato nel f. 347: + ,αυμε´ νοεμβρίω δ´η)

Beschreibstoff: Cart., perg. i ff. III–IV e 349 e I’.
Format: 220 × 142
Folienzahl: ff. 〈IV〉, 349 (ma 348), III’

Inhalt

  • (f. 4V) Pinax.
  • (ff. 522V) Phgn. (tit. ἀριστοτέλους φυσιογνωμονικά).
  • (ff. 2233) 〈Theophrastus〉, Sign. (tit. περὶ σημείων ὑδάτων καὶ πνευμάτων, τοῦ ἀριστοτέλους). Ed. Sider-Brunschön 2007.
  • (ff. 3334) Vent. (tit. ἀνέμων θέσεις καὶ προσηγορίαι ἐκ τῶν ἀριστοτέλους περὶ σημέιων. α´).
  • (ff. 34V59) Mir. (tit. ἀριστοτέλους περὶ θαυμασίων ἀκουσμάτων). Capp. 152–163; 4; 9; 5; 164–176; 1 (usque ad ὀφθαλμῶν [830a12]); 177–178; 32–75; 77; 76; 78–114; 130–137; 115–129; 138–151.
  • (ff. 5977) Mu. (tit. ἀριστοτέλους περὶ κοσμογραφίας).
  • (ff. 7890) MXG (tit. ἀριστοτέλους, περὶ ξενοφάνους· περὶ ζήνωνος· περὶ γοργίου).
  • (ff. 90110V) Mech. (tit. ἀριστοτέλους μηχανικά).
  • (ff. 110V119V) Spir. (tit. ἀριστοτέλους περὶ πνεύματος).
  • (ff.119V149V) Plant. (tit. ἀριστοτέλους περὶ φύσεως τῶν φυτῶν).
  • (ff. 150347) Probl. (tit. ἀριστοτέλους φυσικὰ προβλήματα κατ’ εἶδος συναγωγῆς. ὅσα ἰατρικά). Capp. 1–33, des. mut. 963b15 εἶναι σιμά [...
  • Leer

    ff. 1V4, 77V, 347V349V.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Cart., perg. i ff. III–IV e 349 e I’.

Wasserzeichen

  • a) ff. 136, 178241, 246250, 257258: Harlfinger Fleur 102 (cfr. Briquet 6650 a. 1442–1447).
  • b) ff. 3776, 242245, 251256, 259346: Harlfinger Fleur 108 (cfr. Briquet 6658 a. 1451).
  • c) f. 77: punta di freccia solo parzialmente leggibile e non identificabile (aggiunta posteriore).
  • d) ff. 78177: Harlfinger Monts 78 (cfr. Briquet 11875 a. 1427).

Format

220 × 142

Folienzahl

ff. 〈IV〉, 349 (ma 348), III’

Foliierung

Foliotazione moderna in inchiostro nell’angolo superiore esterno di ogni recto. A causa di un errore del responsabile della foliotazione il f. 216 fu computato 217.

Lagen

1 × 4 (4), 9 × 8 (76), 1 × 1 (77, il tallone corrispondente è collocato tra 68 e 69); 27 × 10 (348); 1 × 2 (349I’).

Lagensignierung

Le attuali segnature dei fascicoli sono in cifre arabe e proseguono regolarmente da 〈1〉 = 5 sino a 36 (339). Esse sono collocate all’interno del mg. inferiore del primo foglio recto di ogni fascicolo. Stando al catalogo, l’autore della nuova computazione dei fascicoli fu lo stesso Bessarione. Le segnature corrispondono all’attuale struttura del codice: esse tuttavia non comprendono nel computo i primi quattro fogli, numerati ma lasciati bianchi.

Rimangono chiaramente leggibili due serie di segnature in cifre greche, vergate dal copista principale e disposte nel mg. inferiore interno del primo foglio recto di ogni fascicolo. Esse sono conservate e testimoniano la originale divisione del codice in due parti (177; 78348). Per ragioni estetiche il primo fascicolo delle due parti che compongono il codice non è esplicitamente numerato. serie 1 (ff. 177) β´ (13r) – θ´ (69). serie 2 (ff. 78348) β´ (88) – κζ´ (27).

La fascicolazione presenta un’irregolarità dovuta alla cucitura di un fascicolo rovescio: i ff. 248257 dovrebbero essere nella sequenza 253257, 248252, come avvertono i richiami di Bessarione nei ff. 247V248 e 252V253. La segnatura dei fascicoli (sia quella in cifre greche che quella in cifre arabe) è collocata a 253, che doveva essere il primo foglio recto del fascicolo. Da queste note e dalla segnatura dei fascicoli, si deduce che l’attuale composizione del ms. corrisponde a quella originale.

Anzahl der Linien

23 ll.

Liniierung

Spazio scritto (f. 28) 144 × 75. Nessuna rigatura visibile. La regolarità della disposizione del testo induce a credere che il copista si sia servito di qualche espediente che non ha lasciato tracce sulla carta. Si può ipotizzare l’uso della falsariga

Kopist

A. ff. 576V, 78347: 〈Giovanni Scutariota〉 (Wilson 1962).

B. ff. 1, 4V [pinax], 77: Bessarione.

Illumination

Iniziali, titoletti e titoli rubricati in tutto il codice; talora, come nel caso di Mir., negli spazi riservati dal copista le iniziali sono omesse

Ergänzungen zum Textbestand

a. Oltre ad aver integrato e completato Mund. aristotelico (f. 77), Bessarione è l’unico autore di marginalia e segni di richiamo diffusi in tutto il codice e concentrati particolarmente nei ff. contenenti Probl.: 6, 36, 110V, 128V, 150161, 247V248, 252V253, 309V.

b. Nei fogli contenenti Probl. si osservano due glosse latine (158, γλίσκρον] uiscosum; 158V, ὀπός] guma (sic)) che potrebbero risalire all’impresa traduttoria di Gaza (cfr. Provenienz). Non si osservano note greche sicuramente attribuibili a Gaza.

Einband

Legatura marciana (1735–1742) in cuoio al naturale di colore marrone chiaro. Su entrambi i piatti è impresso lo scudo col leone marciano. Nel dorso sono quattro nervi; nel capitello di testa si legge impresso in lettere d’oro „ARISTOTELES“. Taglio lasciato al naturale.

Erhaltungszustand

Il ms. è ben preservato.

Geschichte

Datierung

4 novembre 1445 (datato nel f. 347: + ,αυμε´ νοεμβρίω δ´η)

Entstehung

Il codice bessarioneo (Bekker Oa) sembra dipendere da almeno tre fonti, due delle quali appartengono a rami diversi per la tradizione di Mir., e raggruppa opere trasmesse in accorpamenti distinti: per Mir., Phgn., Probl., Sign. e Vent. il ms. sembra essere apografo diretto del Marc. gr. IV 58. Secondo Elpidio Mioni, sarebbe proprio il IV 58 l’antigrafo „rovinato e scorretto“ (πρωτοτύπου ἐσφαλμένου κἀντεῦθεν πλῆρες ἁμαρτιῶν) di cui Bessarione scrive a 1 (Mioni 1968, p. 75).

Per Mech. il Marciano sembra essere un apografo del Pal. gr. 162, opera del medesimo copista (cfr. Van Leeuwen 2016, p. 48–49, che corregge tacitamente Van Leeuwen 2013, p. 190, dove si affermava che il Palatino sarebbe un apografo diretto del Vat. gr. 1339), contaminato con lezioni del Marc. gr. 214; per MXG il Marc. gr. 216 è, insieme al Pal. gr. 162 (verisimilmente anche in questo caso suo modello), l’Urb. gr. 108 e il Bern. 402, il discendente di un codice perduto (identificabile, grazie ai lavori di Burnikel, con l’Ambr. P 80 sup. nella sua parte mancante); per queste stesse opere, il Marc. gr. 216 sembra essere il capostipite del Marc. gr. 200, del Marc. gr. 215 e del Vindob. Phil. gr. 231. Anche per Mu. e Spir. il modello del Marciano sembra essere stato il Pal. gr. 162 (la ricostruzione stemmatica per Mu. fu comunicata da Paul Moraux apud Wiesner 1974, p. 361; per Spir. cfr. invece Roselli 1992, p. 41–42).

Per la tradizione del De plantis, contrariamente all’originaria opinione di Elpidio Mioni (Mioni 1958 p. 104) e di Aristide Colonna, non sembra affatto lecito affermare che questo codice sia da un lato apografo diretto del perduto archetipo del quale parla Colonna 1966, p. 8 n. 15, dall’altro il modello dei Marciani gr. 200 e 215 (sulla tradizione del De plantis cfr. almeno Labowsky 1961; Allegrini 1973 e 1976; Mioni 1991, p. 146–147 e Repici 2009): stando allo stemma di Drossaart Lulofs-Poortman 1989, p. 584, il Marc. gr. 216 sarebbe apografo di una copia perduta del Laur. plut. 85, 22, mentre i Marciani 200 e 215 risalirebbero a tutt’altro ramo della tradizione (sarebbero infatti copie di un perduto apografo dell’Ambr. A 168 sup., del quinto decennio del sec. XIV).

Provenienz

Il Marc. gr. 216, parte del munus del 1468 (nr. 387 dell’inventario conservato nel Marc. lat. XIV 14), appartenne fin da subito alla biblioteca del Bessarione, che ne commissionò l’esecuzione al prolifico copista Giovanni Scutariota. Il manoscritto, datato 1445, reca nel f. 1 una nota autografa dello stesso cardinale, assai rilevante per conoscerne l’antigrafo e la storia:

+ βησσαρίων ἕλλην τῶ γένει, τῆ ἀξία τῆς ῥωμαίων ἁγίας ἐκκλησίας καρδηνάλις : ~ Ἴστω ὃ ἀναγινώσκων τὸ παρὸν βιβλίον γεγράφθαι μὲν ἀπὸ πρωτοτύπου ἐσφαλμένου κἀντεῦθεν πλῆρες ἁμαρτιῶν εἶναι. ἐμὲ μέντοι οὗ ἀναλώμασι γέγραπται σφόδρα ἐπιθυμοῦντ’ αὐτὸ κτήσασθαι, καὶ μὴ ἄλλως δυνάμενον, ἑλέσθαι μᾶλλον αὐτὸ ὁπώσοῦν (sic) σχεῖν, καὶ μετὰ τοσούτων σφαλμάτων, ἢ μηδόλως τοῦ ποθουμένου τυχεῖν. ἰαννουάρ. κβ´ ἔτει ἀπὸ χριστοῦ ,αυμε´ω

(Bessarione, di nascita elleno, per dignità cardinale di santa romana Chiesa. Sappia il lettore che il presente libro è stato trascritto da un modello rovinato ed è perciò pieno di errori. Io – a mie spese è stato trascritto – desideravo ardentemente possederlo e, non potendo fare altrimenti, ho preferito averlo in una forma purchessia e con così tanti errori piuttosto che non avere affatto ciò che desideravo. Gennaio 22, nell’anno di Cristo 1445 [= 1446, cfr. Speranzi 2017, p. 169].)

Il manoscritto è da tempo unanimemente riconosciuto come apografo del Marc. gr. IV 58 per gran parte delle opere contenute nei primi fogli (con la sola esclusione di Mu., non trasmesso dal IV 58, cfr. infra), e per i Problemata, e a questo ultimo codice si dovranno verisimilmente attribuire le considerazioni di Bessarione (certo esse non si adattano al magnificamente preservato Pal. gr. 162, siglato E, che sembra essere stato il modello per molte delle opere trasmesse nella seconda parte del codice).

Non è chiaro dove il Marc. gr. IV 58 fosse conservato nel XV secolo (come s’è già visto, l’ipotesi che esso si trovasse a Firenze non sembra verificabile) né in quale località ne sia stata tratta questa copia. John Monfasani (Monfasani 2006, p. 282–283) ha solo recentemente potuto dimostrare che il Marc. gr. 216 servì a Giorgio Trapezunzio per la sua traduzione latina dei Problemata.

Sono presenti i consueti ex libris del Bessarione, il primo, f. 4v mg. inf. in greco: + κτῆμα βησσαρίωνος καρδηνάλεως τοῦ τῶν τούσκλων. Ιl secondo, f. 5 mg. sup., in latino: „Problemata Aristotelis et alia eiusdem. B(essarionis) Car(dinalis) Tusculani“. Il codice fu segnato da Bessarione in greco al f. 4V: τόπος οα’ e in latino nel f. 5 (mg. sup.) accanto all’ex libris: „Locus 71“. Nel f. VV si trova la nota in rosso: „Libri de cardinali | 32“, nel verso la segnatura „Sedeci – “.

Bibliographie

Kat.

  • Manoscritti e stampe venete dell’aristotelismo e averroismo (secoli X–XVI). [scelta e descrizione dei codici greci a c. di E. Mioni], Catalogo della mostra presso la Biblioteca Nazionale Marciana in occasione del XII Congresso Internazionale di Filosofia (Padova e Venezia, Settembre 1958), Venezia 1958, p. 20 nr. 31.
  • E. Mioni, Aristotelis codices Graeci qui in bibliothecis Venetis asservantur, Padova 1958 (Miscellanea erudita, 6), p. 132–133.
  • E. Mioni-T. Gasparrini-Leporace (Hg.), Cento codici bessarionei. Venezia, Libreria vecchia del Sansovino, 31 maggio–30 settembre 1968, Venezia 1968, p. 49 nr. 43.
  • Mioni, Thes. Ant., I, p. 330–331.
  • A. Wartelle, Inventaire des manuscrits grecs d’Aristote et de ses commentateurs. Contribution à l’histoire du texte d’Aristote, Paris 1963, nr. 2117.
  • N.G. Wilson, The Manuscripts of Theophrastus, Scriptorium 16, 1962, p. 96–102: nr. 50.
  • Graeca Divi Marci Bibliotheca codicum manuscriptorum per titulos digesta, praeside et moderatore L. Thevpolo Equite ac D. Marci Proc. iussu Senatus, s.l. 1740, p. 116

Kod.

  • S. Bernardinello, Autografi greci e greco-latini in Occidente, Padova 1979, p. 53.
  • C. Bianca, Da Bisanzio a Roma. Studi sul cardinale Bessarione, Roma 1999, p. 8, 24
  • L. Labowsky, Bessarion's library and the Biblioteca Marciana: Six Early Inventories, Roma 1979 (Sussidi eruditi, 31), p. 172 (nr. 387, inv. A), 192 (nr. 8 inv. B), 248 (nr. 64, inv. C), 294 (nr. 80, inv. D).
  • S. Martinelli Tempesta, Il codice Milano, Biblioteca Ambrosiana B 75 sup. (gr. 104) e l’evoluzione della scrittura di Giovanni Scutariota, A. Bravo García-I. Pérez Martín (Hg.), The Legacy of Bernard de Montfaucon: Three Hundred Years of Studies on Greek Handwriting. Proceedings of the seventh international Colloquium of Greek palaeography (Madrid-Salamanca, 15–20 september 2008), Turnhout 2010 (Bibliologia, 31), p. 171–185: 171 n. 2.
  • S. Martinelli Tempesta, Nuovi codici copiati da Giovanni Scutariota (con alcune novità sul Teocrito Ambr. P 84 sup. e Andronico Callisto), F. Bogni (Hg.), Meminisse iuvat. Studi in memoria di Violetta de Angelis, Pisa 2012, p. 519–548: 520 n. 5.
  • T. Martínez Manzano, Un copista del lustro boloñés de Besarión: el Anonymus Ly, Νέα Ῥώμη 10, 2013, p. 211–244: 216.
  • E. Mioni, Bessarione scriba e alcuni suoi collaboratori, in Miscellanea Marciana di studi Bessarionei a coronamento del V Centenario della donazione nicena, Padova 1976 (Medioevo e umanesimo, 24), p. 263–318: 285, 305.
  • E. Mioni, Vita del Cardinale Bessarione, Miscellanea Marciana 6, 1991 [stampa 1994], p. 13–212: 109, 131–132, 134, 146–147.
  • D. Speranzi, Scritture, libri e uomini all’ombra di Bessarione. I. Appunti sulle lettere del Marc. gr. Z. 527 (coll. 679), Rinascimento, s. II, 56, 2017, p. 137–197: 168–169, 171.

Text. (= Bekker Oa)

    Phgn.

    • S. Vogt (Hg.), Aristoteles Physiognomonica, Berlin 1999 (Aristoteles Werke in deutscher Übersetzung, 18.VI), p. 213.

    Vent.

    • A. Diller, The Tradition of the Minor Greek Geographers, Lancaster 1952, p. 41.
    • D. Harlfinger-D.R. Reinsch, Die Aristotelica des Parisinus Gr. 1741. Zur Überlieferung von Poetik, Rhetorik, Physiogomonik, De signis, De ventorum situ, Philologus 114, 1970, p. 28–50: 47–49 (cfr. anche Phgn.).

    Mir.

    • P. Canart, Démétrius Damilas, alias le „librarius Florentinus“, Rivista di studi bizantini e neoellenici, n.s., 14–16, 1977–1979, p. 281–347: 294–295 (con conclusioni stemmatiche valide anche per Phgn.).
    • C. Giacomelli, Sulla tradizione di [Arist.] De mirabilibus auscultationibus, Bollettino dei Classici 37–38, 2016–2017, p. 39–95: 41, 61–67.
    • D. Harlfinger, Die Textgeschichte der pseudo-aristotelischen Schrift περὶ ἀτόμων γραμμῶν. Ein kodikologisch-kulturgeschichtlicher Beitrag zur Klärung der Überlieferungsverhältnisse im Corpus Aristotelicum, Amsterdam 1971, p. 283–284.
    • D. Harlfinger, Die handschriftliche Verbreitung der Mirabilien, H. Flashar (Hg.), Aristoteles, Mirabilia, Berlin 1972 (Aristoteles Werke in deutscher Übersetzung, 18.II.3), p. 62–66: 63–64.
    • G. Livius-Arnold, Aristotelis quae feruntur De mirabilibus auscultationibus. Translatio Bartholomaei de Messana. Accedit translatio anonyma Basileensis, diss. Amsterdam 1978, p. XXII–XXV.
    • L. Venturini, La traduzione latina di Bartolomeo da Messina del “De mirabilibus” dello Pseudo-Aristotele (dal cod. Patav. Antoniano XVII 370), Atti dell’Accademia Patavina di Scienze, Lettere ed Arti 88, 1975–1976, p. 69–77: 70.
    • A. Westermann, Παραδοξόγραφοι. Scriptores rerum mirabilium Graeci, Brunsvigae 1839, p. II.
    • J. Wiesner, Die handschriftliche Überlieferung, H. Flashar (Hg.), Aristoteles, Mirabilia, Berlin 1972 (Aristoteles Werke in deutscher Übersetzung, 18.II.3), p. 56–62: 57, 61.
    • J. Wiesner, Ps.-Aristoteles, Mirabilia: Umstellungen im edierten Text aufgrund der handschriftlichen Überlieferung, J. Dummer (Hg), Texte und Textkritik. Eine Aufsatzssammlung, Berlin 1987 (Texte und Untersuchungen zur Geschichte der altchristlichen Literatur, 133), p. 611–622: 611 n. 2, 614.

    Mu.

    • W.L. Lorimer, The Text Tradition of Pseudo-Aristotle ‘De mundo’, together with an Appendix containing the Text of the Medieval Latin Versions, Oxford-London-Edinburgh etc. 1924 (St. Andrews University Pubblications, XVIII), p. 7.
    • W.L. Lorimer (Hg.), Aristotelis qui fertur libellus de Mundo, Paris 1933, p. 4.

    MXG

    • J. Wiesner, Ps.-Aristoteles, MXG: Der historische Wert des Xenophanesreferats. Beiträge zur Geschichte des Eleatismus, Amsterdam 1974, p. 362–368 (con osservazioni sulla tradizione di Mu.).
    • B. Cassin (Hg.), Si Parménide. Le traité anonyme De Melisso Xenophane Gorgia, Lille 1980 (Cahiers de Philologie, 4), p. 556.

    Mech.

    • M.E. Bottecchia, Fonte dell’Aldina per i Μηχανικά di Aristotele, Atti dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti 134, 1975–1976, p. 383–394: 383 (e passim).
    • M.E. Bottecchia, La recensio codicum dei Μηκανικά di Aristotele, in Miscellanea 1, Padova 1978, p. 1–13: 1.
    • M.E. Bottecchia, Aristotele, Μηχανικά. Tradizione manoscritta, testo critico e scoli, Padova 1982 (Studia Aristotelica, 10), p. 20–21.
    • J. Van Leeuwen, The Text of The Aristotelian Mechanics, The Classical Quarterly 63, 2013, p. 183–198: 185, 187, 190–191.
    • J. Van Leeuwen, The Aristotelian Mechanics. Text and Diagrams, Heidelberg-New York-Dordrecht-London 2016, p. 30, 48–50.

    Spir.

    • A. Roselli (Hg.), [Aristotele], De spiritu, Pisa 1992 (Testi e studi di cultura classica, 9), p. 19, 37, 39–41.

    Plant.

    • S. Allegrini, A proposito della tradizione del De plantis, Giornale italiano di filologia 25, 1973, p. 292–294.
    • S. Allegrini, Due nuovi codici nella complessa tradizione del De plantis, Giornale italiano di filologia 28, 1976, p. 86–89.
    • A. Colonna, Per una edizione critica del De causis plantarum di Teofrasto, Bollettino per l’edizione nazionale dei classici greci e latini, n.s., 14, 1966, p. 1–12: 8.
    • H.J. Drossaart Lulofs-E.L.J. Poortman (Hg.), Nicolaus Damascenus, De plantis. Five Translations, Amsterdam-Oxford-New York 1989 (Aristoteles Semiticus Latinus – Verhandelingen der Koninklijke Nederlandse Akademie van Wetenshappen, Afd. Letterkunde Nieuwe Reeks, Deel 139), p. 578–584.
    • L. Labowsky, Aristoteles De plantis and Bessarion. Bessarion Studies II, Mediaeval and Renaissance Studies 5, 1961, p. 132–154: 133.
    • L. Repici, Il De plantis pseudo-aristotelico nella tradizione antica e medievale, A. Paravicini Bagliani (Hg.), Le monde végétal. Médecine, botanique, symbolique, Firenze 2009 (Micrologus’ Library, 30), p. 77–94.

    Probl.

    • M.F. Ferrini, Nota al testo dei Problemata che fanno parte del Corpus Aristotelicum. La tradizione manoscritta, „Atti dell’Istituto Orientale di Napoli (filologia) 25, 2003, p. 113–136: 121, 124–127, 129, 131.
    • P. Louis (Hg.), Aristote, Problèmes, I, Sections I à X, Paris 1991, p. XXXVIII.
    • G. Marenghi, La tradizione manoscritta dei Problemata physica aristotelici, Bollettino per l’edizione nazionale dei classici greci e latini, n.s., 9, 1961, p. 47–57: 56–57.
    • G. Marenghi (Hg.), Aristotele, Problemi di fonazione e di acustica, Napoli 1962, p. 26.
    • G. Marenghi (Hg.), Aristotele, Problemi di medicina, Milano 1965, p. 5–7.
    • G. Marenghi (introduzione, testo critico, traduzione e commento a c. di), , Napoli 1991, p. 64, 66 n. 10.
    • R. Mayhew, (Hg.), Aristotle, Problems, Books 1–19, Cambridge (Mass.)-London 2011, p. XXVII.
    • J. Monfasani, George of Trebizond’s Critique of Theodore Gaza’s Translation of the Aristotelian Problemata, P. De Leemans-M. Goyens (Hg.), Aristotle’s Problemata in Different Times and Tongues, Leuven 2006 (Maedievalia Lovaniensia, s. I, Studia, 39), p. 275–294: 282–283.
    • C.A. Ruelle (Hg.), Aristotelis quae feruntur problemata physica, Lipsiae 1922, p. VII.

    Theophrastus

    • D. Sider-C.W. Brunschön (Hg.), Theophrastus of Eresus, On Weather Signs, Leiden 2007 (Philosophia antiqua, 104), p. 46.

Weitere Sekundärliteratur

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  • C. Brockmann – V. Lorusso, Zu Bessarions philologisch-hermeneutischer Arbeit in seinen De caelo-Manuskripten, Brockmann-D. Deckers-L. Koch-S. Valente (Hg.), Handschriften- und Textforschung heute. Zur Überlieferung der griechischen Literatur. Festschrift für Dieter Harlfinger aus Anlass seines 70. Geburtstages, Wiesbaden 2014 (Serta Graeca, 30), p. 85–111: 86 n. 4.
  • Ph. Hoffmann, Un mystérieux collaborateur d’Alde Manuce: l’Anonymus Harvardianus, Mélanges de l’École Française de Rome 97, 1985, p. 45–143: 80–81.
  • Ph. Hoffmann, Autres données relatives à un mystérieux collaborateur d’Alde Manuce: l’Anonymus Harvardianus, Mélanges de l’École Française de Rome 98, 1986, p. 673–708: 673 n. 5.
  • E. Matelli, Libro e testo nella tradizione dei Caratteri di Teofrasto, Scrittura e Civiltà 13, 1989, p. 329–386: 362 n. 101.
  • E. Mioni, Bessarione bibliofilo e filologo, Rivista di studi bizantini e neoellenici, n.s., 5, 1968, p. 61–83: 75.
  • M. Rashed, Die Überlieferungsgeschite der aristotelischen Schrift „De generatione et corruptione”, Wiesbaden 2001 (Serta Graeca, 12), p. 76.
  • M. Sicherl, Handschriftliche Vorlagen der Editio princeps des Aristoteles, Wiesbaden 1976 (Akademie der Wissenschaften und der Literatur. Abhandlungen der geistes- und sozialwissenschaftlichen Klasse, 8), p. 44.

Faks.

  • Mioni-Gasparrini-Leporace 1968, tav. 28.II.
  • Bernardinello 1979, tav. 24.
  • Bottecchia 1983, tav. IV.

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, maggio-giugno 2015, maggio 2016, luglio 2019; aggiornamenti bibliografici fino a luglio 2019.