Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. 217

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. 217 (coll. 405)
Datierung:

XIV secondo quarto.

Beschreibstoff: Carta italiana, a vergelle grosse, piegata in quarto, di pessima qualità (i ff. 1–8, e 102–104, privi di scrittura, sono in carta più recente, della fine del sec. XIV).
Format: 220 × 145 mm
Folienzahl: I, 104

Inhalt

  • (ff. 9RV, l. 14) 〈Aristotelis vita vulgata〉 (tit. Προλεγόμενα εἰς τὰς ἀριστοτέλους κατεγορίας), inc. Ἀριστοτέλης ὅτι νέος ὤν, des. ἔζησε δὲ τὸν σύμπαντα χρόνον ὁ Ἀριστοτέλης ἔτη ξγ´. Ed. I. Düring, Ancient Biogr. Trad., pp. 131–136 e Gigon, Fragmente, pp. 34–36; §§ 3–30. In questo codice il testo presenta alcune omissioni, forse redazionali (cfr. Laur. 71, 3).
  • (ff. 9V14) 〈Prolegomena in logicam〉 (non separati dall’opera precedente; una mano recenziore ha indicato cun un segno paragrafato la separazione fra un testo e l’altro; 〈Bessarione〉 annotò in margine un σημείωσαι), inc. ἐπειδὴ δὲ λογικῆς πραγματείας ἀρχὴ τὸ προκείμενον βιβλίον, des. ἄλογον δὲ ψυχὴν λέγουσι, τὸ θυμικὸν καὶ τὸ ἐπιθυμητικόν. Cfr. il testo edito da A. Busse, CAG XII.1 (1903), pp. X–XII, la versione marciana è più ampia e differisce in più punti dal testo pubblicato (cfr. sempre il contenuto del Laur. 71, 3, ff. 83–85).
  • (ff. 14V100) 〈Ioannes Philoponus, In Cat.〉 (tit. f. 14V, Ἀριστοτέλους κατηγορίαι). Dopo il lemma (Ὀμώνυμα λέγεται κτλ.) comincia, in corpo minore, il commentario vero e proprio: Αἱ ψυχαὶ αἱ ἡμέτεραι; des. περὶ αὐτὴν ποιότητες. Ed. Busse, CAG XIII.1 (1898), pp. 14–205 (ma cfr. infra).
  • (ff. 100101) schemi (τὸ ἔχειν; ἡ φιλοσοφία [N.B. quest’ultimo schema è simile, ma non identico, a quello tracciato nel f. 1r del Laur. 71, 3]) di mano del copista principale. Nel f. 101r è trascritto da una mano diversa ἐρμ(ηνεία) ἰωσηφ (sic), inc. τί ἐστι προσωδία, des. ἐν αἰσθήσ(ει) γνωριζομένη. Della stessa mano segue uno schema sull’essere.
  • Leer

    ff. 18; 101V104V.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Carta italiana, a vergelle grosse, piegata in quarto, di pessima qualità (i ff. 1–8, e 102–104, privi di scrittura, sono in carta più recente, della fine del sec. XIV).

Wasserzeichen

  • Le filigrane della parte antica sono quasi illeggibili (anche con l’ausilio di foglio luminoso) a causa della collocazione alla piega e delle cattive condizioni di conservazione del supporto; si riportano nel prosieguo i motivi individuati con indicazione dei rispettivi fogli.
  • ff. 18: parte di lettera A gotica, cfr. Briquet 7946 (1387).
  • ff. 943, 4650, 5572: spade incrociate, quasi identiche a MT 3361 (1329), non visibili in tutti i fascicoli.
  • ff. 44/45: segno di incerta interpretazione (pastorale?), identico a MT 7266 (1333).
  • ff. 5154: spada identica a MT 3292 (1320).
  • ff. 73/82: quadrato con cerchi che escono da ogni angolo, disegno non repertoriato.
  • ff. 7481, 84-85, 88-89: cerchio da cui fuoriesce una linea retta, disegno non repertoriato.
  • ff. 83/90, 86/87, 91101: ferula, quasi identica a MT 3815 (1333).
  • ff. 102/103: pesce, identico a Briquet 12412 (1397).
  • f. 104: due unicorni incrociati, identico a Piccard–online nr. 125006 (1393).

Format

220 × 145 mm

Folienzahl

I, 104

Foliierung

Numerazione seicentesca in inchiostro bruno nel mg. superiore esterno di ogni foglio, i ff. 18 sono guardie bianche (nel f. 8V sono presenti gli ex libris e il pinax di Bessarione) e così pure i ff. 102104.

Lagen

8 × 8 (72), 1 × 10 (82), 2 × 8 (98), 1 × 6 (104). L’ultimo fascicolo è composto da due fogli antichi (100101) staccati, restaurati alla piega con una striscia di carta moderna. Il f. 101 è incollato al 103 con un’altra striscia di carta (102103 sembrano un bifoglio unito), manca probabilmente un foglio alla fine.

Lagensignierung

Segnature nel mg. inf. esterno di ogni primo recto (rimangono le segnature da β´ 17 a η´ 65, l’ultima è ripetuta anche a 72V, mg. inf.; mancano nei fascicoli seguenti).

Anzahl der Linien

Numero variabile (non c’è rigatura delle rettrici), 45/6 ll.

Liniierung

(f. 38) 220 × 145, spazio scritto 173 × 90. Rigatura a secco secondo il tipo 30C1p Leroy–Sautel; sistema non individuabile.

Kopist

A. Il codice è interamente vergato da un solo copista che impiega una grafia estremamente minuta e ordinata, pressoché scevra di elementi Fettaugen, risalente al secondo quarto (prima metà) del sec. XIV. La scrittura si presenta meno serrata nei ff. 7382V, ma non vi sono elementi che lascino supporre un cambio di mano. Titoli e capilettere in inchiostro rosso tenue.

B. I paratesti aggiunti nel f. 101, in inchiostro grigiastro, si devono attribuire a una mano seriore (fine XIV, inizio XV).

Ergänzungen zum Textbestand

Schemi e annotazioni marginali sono in gran parte dovute al copista principale. Come già rilevato da Mioni, molti materiali sono invece attribuibili alla mano di Bessarione, che sembra essere intervenuto sul codice in più occasioni (in inchiostro grigiastro e bruno–rossiccio: cfr. f. 48, 49, 51RV, etc.).

Einband

Legatura marciana (XVII sec., cfr. l’etichetta nel f. 8V, con ex libris di Gerolamo Venier, 1722) in vitello color caramello. Nei piatti è impresso il leone di S. Marco.

Erhaltungszustand

La carta di cattiva qualità è porosa e danneggiata in più punti: i ff. 100104 sono molto rovinati e, in particolare, a partire dal f. 101 il margine esterno è progressivamente usurato sino a scomparire quasi del tutto. Non vi sono danni per la scrittura. Bruciature di candela nelle guardie finali (ff. 101102) e lungo il taglio (la bruciatura ha portato all’asportazione di parte dei ff. 103104, rifilati nel margine esterno).

Geschichte

Datierung

XIV secondo quarto.

Provenienz

Il codice appartenne al cardinal Bessarione che ne fece dono alla Repubblica Veneta nel 1468 (nr. 365 del munus); nel f. 8V sono presenti ex libris e pinax autografi del cardinale: «τόπος ξζ´ (corretto in ras.) | ἀμμωνίου εἰς τὰς κατηγορίας ἀριστοτέλους. | κτῆμα βησσαρίωνος καρδηνάλεως τοῦ | τῶν τούσκλων. | 166 | Locus 67 [in ras.] A(m)monii sup(er) p(re)dicamenta Aristotelis B(essarionis) Cardinalis Tusculani». Nel f. 101V si legge una nota in parte erasa, di lettura difficile (si intuisce chiaramente «fratris Theodori de Constant[tinopoli]» ordinis | [pre]dicatorum [seguono tre parole non decifrabili con sicurezza]), apposta da un precedente possessore, che si dovrà quasi sicuramente identificare con Teodoro Chrysoberges, ben noto domenicano greco, vicario generale dell’Ordine in Oriente nel 1406 e già conosciuto quale possessore di codici greci: sulla vicenda di alcuni suoi libri finiti fra le mani di Bessarione dopo essere stati in possesso del fratello di Teodoro, Andrea Chrysoberges (Marc. gr. 29 e Marc. gr. 162), vd. A. Rigo, I libri greci di Teodoro Chrysoberges e i suoi passaggi a Costantinopoli (aprile 1415) e a Corfù (luglio 1419), «Byzantion» 84 (2014), pp. 285–296 (con tutta la precedente bibliografia).

Bibliographie

Kat.

  • Manoscritti e stampe venete dell’Aristotelismo e Averroismo, Venezia 1959, p. 25, nr. 44 (descr. sintetica e attribuzione delle note a Bessarione).
  • Wartelle nr. 2118.
  • E. Mioni, Thes. Ant. I, pp. 331–332.

Kod.

  • E. Mioni, Bessarione scriba e alcuni suoi collaboratori, in Miscellanea Marciana di studi Bessarionei, Padova 1976, pp. 263–318: 285, n. 55 (s’attribuiscono a Bessarione «qualche correzione e nota marginale»).

Text.

  • A. Busse, CAG XIII.1, (1898), p. XI, siglum K. Il codice presenta il testo di Filopono «uberrimis additamentis mirum in modum deformatum», con in margine testi tratti da altri commenti. Sebbene presenti lezioni buone, il suo uso per la costituzione del testo di Filopono è limitato dalle peculiari caratteristiche della redazione contaminata che esso trasmette.

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, giugno–luglio 2017