Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. 222

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. 222 (coll. 578)
Datierung:

Sec. XV 3/4 (ca. 1469–1472)

Beschreibstoff: Perg.
Format: 355 × 255 mm
Folienzahl: ff. 〈I〉, I, 311, I’

Inhalt

  • (ff. 2209V) Simplicius, In Cael. (tit. σιμπλικίου μεγάλου φιλοσόφου πρόλογος τῶν τοῦ ἀριστοτέλους περὶ οὐρανοῦ ἐξηγήσεων). Libr. I (ff. 2102V); II (ff. 102V158V); III (ff. 158V192); IV (ff. 192209). Con testo aristotelico suddiviso in lemmi (tutti rubricati a partire dal f. 55V). Ed. Heiberg, CAG 7, 1894, p. 1–731.
  • (ff. 215307V) 〈Simplicius, In An.〉 (senza intestazione; il titolo corrente è presente a partire dal f. 216V: συμπλικίου ἐξήγησις εἰς τὸ περὶ ψυχῆς); inc. mut. ...] καὶ τῶν νοητῶν θεωρητικὸν γινώσκειν νοῦν. Libr. I (ff. 215236); II (ff. 236V260V); III (ff. 260V307V). Ed. Hayduck, CAG 11, 1882, p. 3,1–329.
  • Leer

    ff. 1RV, 209V214V (i ff. 212214V „sono vuoti, destinati probabilmente ad accogliere le miniature“, Mioni, Manoscritti e stampe, p. 23. Essi erano più verisimilmente pronti ad accogliere il testo mancante all’inizio del commento a An.); 308311V.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Perg.

Format

355 × 255 mm

Folienzahl

ff. 〈I〉, I, 311, I’

Foliierung

Foliotazione moderna (XVIII sec.?), in inchiostro brunito, nel mg. superiore esterno di ogni recto.

Lagen

31 × 10 (2311). I fascicoli si aprono col lato carne (CPPC).

Lagensignierung

Nel codice, composto di due unità potenzialmente distinte, si osservano due serie di segnature, di mano dei copisti (in gran parte rifilate nei ff. 212311):

ff. 2211: conservate da αον (= 11V) a κ´ (= 201V). Collocate nel margine inferiore esterno di ogni primo recto e ultimo verso (è caduta quella dell’ultimo fascicolo). Tracce di segnatura a registro nei fogli copiati da Alexandrou (cfr. 66: ε´ιζ´).

ff. 212311: da [α´] (= 221V) a ι´ (= 302). Collocate nel margine inferiore interno di ogni primo recto e ultimo verso. In questa seconda unità, rimangono tracce di una segnatura a registro (cfr. 242: α´δ´; 244: γ´δ´ etc., dove il primo numerale indica il foglio, il secondo il fascicolo).

I fascicoli dell’intero codice furono numerati anche in numeri arabi da 〈Bessarione〉: rimangono solo sporadiche tracce nel mg. inferiore interno dei ff. 81V (8), 151V (15) e 251V (25).

Anzahl der Linien

ff. 221V: ll. 47. ff. 22307V: ll. 48.

Liniierung

Spazio scritto: 254 × 157 (f. 12r) e 257 × 162 (f. 200). Nei ff. 221 rigatura a secco tipo 41D1as; nei ff. 22307 rigatura a secco tipo 21D1 Leroy-Sautel, sono visibili solo le linee di giustificazione; le rettrici si intuiscono appena.

Kopist

A. ff. 221V: 〈Giorgio Trivizias〉 (Harlfinger).

B. ff. 22209, 215307V: 〈Giorgio Alexandrou〉 (Harlfinger).

Illumination

Il manoscritto è uno degli esemplari di lusso prodotti per incarico di Bessarione negli anni 1469–1472 (cfr. infra Provenienz). Nel f. 2, splendidamente decorato secondo lo stile del miniatore di origini bavaresi, attivo a Roma, Gioacchino di Giovanni „de Gigantibus“ (Marcon). Il testo è circondato da un’ampia fascia decorata a girali floreali, di colore rosso, verde, dorato e azzurrino, abitata da quattro parrocchetti verdi con becco e collare rossi (identici in ogni dettaglio a quelli presenti nella cornice a f. 4 del Marc. lat. 481, cfr. la scheda di C. Bianca, G. Fiaccadori (Hg.), Bessarione e l’Umanesimo, Napoli 1994, p. 505 nr. 115, con precedente bibliografia). Nel margine inferiore, all’interno di un medaglione vegetale, sono collocate le insegne bessarionee. Titoli, titoli correnti, capilettera e iniziali rubricati e decorati. Nella sezione copiata da Alexandrou gli scoli sono in rosso.

Ergänzungen zum Textbestand

a. Marginalia della mano dello stesso 〈Trivizias〉 nei ff. 221V, sono erroneamente attribuiti a Bessarione da Mioni.

b. ff. 15V, 21V, 25, 27V, 37V, 82V, 90, 103V, 209 (?): annotazioni di 〈Niccolò Leonico Tomeo〉, non facilmente distinguibili da quelle dell’annotatore c e d erroneamente attribuite a Bessarione da Liakou-Kropp). Come gli annotatori c e d, Tomeo limita la sua lettura al commento a Cael.

c. ff. 63V e 68V: nel margine esterno, postille di 〈Giovanni Battista (Postumo) da Lion〉 (cfr. C. Giacomelli, Giovanni Battista da Lion (c. 1480–1528) e la sua biblioteca greca, Quaderni per la storia dell’Università di Padova 49, 2016, p. 35–159: tavv. 3–4, 6).

d. ff. 139, 141V, 149, 191, 193, 196V, 203V, 206V208: marginalia di una mano recenziore (inizio del sec. XVI, molto probabilmente si tratta di un personaggio legato a Tomeo e alle sue cerchie). La mano è identica a quella dell’anonimo (per ora) postillatore dell’esemplare BNM, Aldine 41 (Alessandro di Afrodisia 1513). Due specimina on-line: 〈https://marciana.venezia.sbn.it/immagini-possessori/131-non-identificati〉

Einband

Legatura marciana (sec. XVIII) in cuoio marrone con nei piatti impresso il leone di S. Marco. Nel f. I e 311V (antica guardia posteriore), rimangono le tracce dell’antica legatura, laddove la pergamena aderiva alla ribattitura del cuoio. Tagli dorati.

Erhaltungszustand

Il codice è in perfetto stato di conservazione.

Geschichte

Datierung

Sec. XV 3/4 (ca. 1469–1472)

Provenienz

Il codice fu prodotto nel periodo compreso fra i munus del 1468 e la morte di Bessarione (1472). Esso pervenne in Marciana solo dopo il 1473. Nel margine superiore del f. 1v è collocato l’ex libris bessarioneo: „τόπος νθ´ σιμπλικίου μεγάλου φιλοσόφου. ἐξήγησις εἰς τὰ περὶ οὐρανοῦ τέσσαρα βιβλία. ἔτι τοῦ αὐτοῦ ἐξήγησις εἰς τὰ | περὶ ψυχῆς, τρία βιβλία. κτῆμα βησσαρίωνος ἐπισκόπου σαβίνων (sic) καρδηνάλεως τοῦ νικαίας | Locus 59 simplicii philosophi expositio optima in libros aristotelis de celo et mundo. et de anima. | liber b. Car.L Niceni ep(iscop)i Sabinensis“. Bessarione fu vescovo della Sabina solo dall’ottobre del 1468 (aveva ricoperto per solo pochi mesi la stessa carica fra il 5 marzo e il 23 aprile del 1449). Sulla questione cfr. anche Saffrey, Bessarione e Creta, p. 242 („I marciani 222 e 285 sono stati probabilmente copiati in parte a Creta da Giorgio, e in parte a Roma, dove sono stati completati da Trivizias e Rhosos che lavoravano per Bessarione“. Ma Saffrey erra su un punto: Alexandrou è sicuramente documentato a Roma negli anni 1469–1470: comunicazione per litteras di E. Despotakis e T. Ganchou).

Bibliographie

Kat.

  • E. Mioni, Manoscritti e stampe venete dell’aristotelismo e averroismo, Venezia 1958, p. 23 nr. 39.
  • Wartelle, Inventaire, nr. 2123.
  • Mioni, Thes. Ant., I, p. 336–337.

Kod.

  • Harlfinger, Textgeschichte Lin., p. 408, 417 (id. dei copisti).
  • E. Mioni, Bessarione scriba e alcuni suoi collaboratori, Miscellanea marciana di studi bessarionei, Padova 1976, p. 263–318: 286, 296, 311.
  • C. Gallavotti, Intorno ai manoscritti di Giorgio Trivisia e di Giorgio Alessandro, Annali dell’Istituto Universitario Orientale di Napoli 2-3, 1980–1981, p. 1–24: 24.
  • E. Mioni, Vita del Cardinale Bessarione, Miscellanea Marciana 6, 1991, p. 11–219: 143, 144 n. 36, 157.
  • S. Marcon, La miniatura nei codici del cardinale Bessarione, G. Cavallo (Hg.), I luoghi della memoria scritta. Manoscritti, incunaboli, libria a stampa di biblioteche statali italiane, Roma 1994, p. 411–425: 424 (cenni sulla decorazione).
  • S. Marcon, La miniatura nei manoscritti latini commissionati dal cardinal Bessarione, G. Fiaccadori (Hg.), Bessarione e l’Umanesimo, Napoli 1994, p. 171–195: 193 (decorazione e termini cronologici: post 1468, probabilmente già anni Settanta).
  • H.D. Saffrey, Bessarione e Creta, G. Fiaccadori (Hg.), Bessarione e l’Umanesimo, Napoli 1994, p. 241–245: 242.
  • V. Liakou-Kropp, Georgios Tribizias. Ein griechischer Schreiber kretischer Herkunft im 15. Jh. Dissertation zur Erlangung der Würde des Doktors der Philosophie des Fachbereichs Philosophie und Geschichtswissenschaften der Universität Hamburg, Hamburg, 31. 10. 2002, p. 265–267 (descrizione dettagliata; „Periode 2b: 1468–1472“).
  • V. Liakou-Kropp, Ο Κρης κωδικογράφος Γεώργιος Τριβιζίας και η εξέλιξη της γραφής του, B. Atsalos (Hg.), Actes du VIe Colloque International de Paléographie Grecque (Drama, 21–27 septembre 2003), Αθήνα 2008, p. 337–346: 343–344.
  • S. Martinelli Tempesta, Nuovi codici copiati da Giorgio Trivizia, Studi medievali e umanistici 8–9, 2010–2011, p. 406–436: 429 (collaborazione fra Alexandrou e Trivizias).
  • D. Jackson, The Greek Library of Saints John and Paul (San Zanipolo) at Venice, Tempe (Arizona) 2011, p. 84 (relazione fra i codices pulcherrimi di Bessarione e quelli fatti produrre da Giacchino Torriano, priore del Convento dei Ss. Giovanni e Paolo).

Text.

  • I.L. Heiberg, CAG 7, 1894, p. VII („ex K [= Marc. gr. 221] descriptus addito proemio ad interpretationem latinam translato, sicut legitur in ed. Aldina“).
  • M. Hayduck, CAG 11, 1882, p. V (siglum B; collazione parziale. „Cum codice L [= Neap. III D 10] maxime consentit“).

Faks.

  • Liakou-Kropp, Georgios Tribizias, Taf. 43.

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, ottobre–novembre 2018