Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. 227

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. 227 (coll. 753)
Datierung:

Sec. XIII3/4

Beschreibstoff: Cart. orientale. Pergamenacei i ff. III. La carta è ben collata; lucida e spessa, dall’aspetto non sempre omogeneo all’interno del codice. Di colore tendenzialmente grigiastro. Si rilevano solo vergures irregolari, che scorrono orizzontalmente rispetto alla pagina, piuttosto sottili (20 verg. occupano ca. 18 mm).
Format: 260 × 170 mm.
Folienzahl: 〈II〉 V, 434 (revera 437), 〈III〉.

Inhalt

  • (ff. IIIv) 〈Johannes Chrysostomus〉, Hom. XIII in Ep. I ad Chorinthios (frammento): inc. νικήσας πάλιν καταπέσῃ στεφανοῦνται καὶ πεινῶμεν, des. εἴρηται ἐξ ἀγάπης (PG 61, coll. 108,26–109,35). I due fogli di guardia sono derivati dalla piegatura di un foglio membranaceo del X secolo, tratto da un codice crisostomico: il testo è collocato di traverso, giacché il formato originario era molto superiore a quello del manoscritto aristotelico.
  • (ff. 7378) Phys. I–VIII (tit: Ἀριστοτέλους φυσικῆς ἀκροάσεως α´). Libr. I (ff. 792); II (ff. 93141V); III (ff. 142190); IV (ff. 192283); V (ff. 293327), des. 231a4; VI [ζῆτα] (ff. 328360); VII (ff. 361365V); VIII (ff. 366378). I libri I–VI sono presentati per lemmi (talora in inchiostro rosso), fra i quali è trascritto il commento di Simplicius (cfr. infra). Gli ultimi due libri soltanto (VII–VIII) sono trascritti in modo continuativo. Nel margine dei libri V–VIII sono trascritti gli scoli di 〈Io. Philoponus〉: il primo scolio inizia con Εἰπὼν ὅτι οὔτε κινεῖ, l’ultimo con λόγω φησὶν ἡ τῶ ἀξίωματι. Cfr. H. Vitelli, CAG XVII, 1888, p. 852–887 e 908.
  • (ff. 1431) Simplicius, In Phys. I–VIII (tit. Σιμπλικίου μεγάλ(ου) διδασκάλ(ου) εἰς τὰ (sic) τῆς φυσικῆς ἀκροάσεως). Libr. I (ff. 192); II (ff. 92V141V); III (ff. 141V190V); IV (ff. 191292V); V (ff. 292V327V); VI (ff. 327V361); VII (ff. 382396); VIII (ff. 396431), des. mut. ἔσται ἀρχὴ τῆς ἄλλης κινήσεως [... Ed. H. Diels, CAG IX–X, 1882–1885, p. 1–1254,28). I libri I–VI sono frapposti ai lemmi aristotelici, mentre i libri VII–VIII sono vergati continuativamente in una sezione a parte.
  • (ff. 378V381) Scoli a Phys. VIII, dai commenti di Simplicius e Io. Philoponus. Cfr. H. Vitelli, CAG XVII, 1888, p. 842,30–851; H. Diels, CAG IX, 1882, p. XIII–XIV; Id., CAG X, 1895, p. VIII, XIII–XIV, 1281,12 e sgg.
  • (ff. 431436) Io. Philoponus, In Phys. VIII (tit. Τοῦ φιλοπόνου ἰω(άννου) εἰς τὸ ἐπίλοιπον τῆς φυσικῆς ἀκροάσεως). Inc. φανερὸν δὲ ἐκ τοῦδε, des. γένεσιν καὶ φθοράν. Ed. H. Vitelli, CAG XVII, 1888, p. 888–907.
  • Leer

    ff. 24 (qui è uno schema)–25V, 381V, 436V437V.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Cart. orientale. Pergamenacei i ff. III. La carta è ben collata; lucida e spessa, dall’aspetto non sempre omogeneo all’interno del codice. Di colore tendenzialmente grigiastro. Si rilevano solo vergures irregolari, che scorrono orizzontalmente rispetto alla pagina, piuttosto sottili (20 verg. occupano ca. 18 mm).

Wasserzeichen

  • ff. IIIVV: Cercles id. Harlfinger Cercle 31, a. 1399.

Format

260 × 170 mm.

Folienzahl

〈II〉 V, 434 (revera 437), 〈III〉.

Foliierung

Nel codice si osservano due foliotazione in numeri arabi: la prima (sec. XVII?) era collocata nel margine superiore esterno di ogni foglio, mentre l’altra, (che è però una paginazione) apparentemente più recente, è tracciata nel margine inferiore esterno del recto e del verso di molti fogli. Per errore sono stati saltati i ff. 313315, donde lo scarto di tre fogli rispetto alla consistenza reale del manoscritto.

Lagen

44 × 8 (355), 1 × 10 (365), 9 × 8 (437).

Lagensignierung

I fascicoli erano tutti numerati al centro del margine inferiore esterno del primo recto e nel margine inferiore esterno dell’ultimo verso da α’ a νδ’ (talora in inchiostro rosso), ma i numerali sono in gran parte scomparsi e se ne intravedono per lo più solo le tracce rifilate (cfr. e.g. 40V = ε´, 429V = νγ´, 437V = νδ´). Nei fascicoli μα´–μς´ e να´–νγ´ sono presenti anche richiami orizzontali.

Anzahl der Linien

Numero di linee molto variabile in funzione della mise en page; ca. ll. 42/51.

Liniierung

ff. 1436: Spazio scritto 195/200 × 130/140 (molto variabile in ragione del rapporto fra il testo e il commento che lo circonda), rigatura a secco, appena percettibile, tipo U02/1 Leroy-Sautel. ff. III: Dimensioni (originali): 328 × 233 Spazio scritto (originale): (253 × 168); rigatura a secco tipo 00A1 Leroy-Sautel.

Kopist

A. ff. 1381V, 306V436: questi fogli sono trascritti da un copista di nome Giorgio (l’identificazione è resa possibile in grazia delle invocazioni vergate dallo stesso scriba nel margine superiore di alcuni fogli, cfr. ff. 10, 17, 19, 40, etc: χ(ριστ)ὲ βοήθει τῶ σῶ δούλω γεωργίω). Nel f. 378 è quindi la sottoscrizione con le iniziali Γε Κυ, che Dieter Harlfinger (Einige Aspekte, p. 277–278, 286 n. 71) ha per primo proposto di ricondurre a Giorgio/Gregorio di Cipro (Γεώργιος Κύπριος), patriarca di Costantinopoli negli anni 1283–1289. Sulla base di questa ricostruzione è stato possibile in seguito identificare la scrittura del Patriarca in altri manoscritti.

B. ff. 382406: una seconda mano, contemporanea a quella di Gregorio, ma da essa distinta, ha completato la trascrizione di alcuni fascicoli, in collaborazione con lo stesso Gregorio (sono di Gregorio i marginalia e le aggiunte nel margine superiore dei ff. 292V293). Essa è „simile a quella del Barocci 131“ (vd. Pérez Martín, El Patriarca, p. 21–22; cfr. anche E. Bianchi, Fettaugen-Mode e Beta-gamma Stil: nuove ricerche e una diversa ipotesi interpretativa, Diss. Roma 2011, p. 102).

C. Le guardie membranacee I–II sono copiate da un’unica mano in inchiostro brunito (scrittura minuscola pura, inquadrabile nel c.d. tipo ‘Anastasio’, cfr. la messa a punto di M. D’Agostino, La minuscola tipo Anastasio. Dalla scrittura alla decorazione, Bari 1997), riferibile alla fine del sec. IX o all’inizio del X. Un annotatore seriore ha ripassato in inchiostro nero tutti gli spiriti, di forma angolare, e gli accenti originali, ancora visibili sotto l’inchiostro più scuro.

Illumination

Titoli e iniziali rubricati in inchiostro rosso vivo. Il testo dei lemmi aristotelici è scritto in inchiostro ceruleo, talora verdastro, e rosso.

Ergänzungen zum Textbestand

a. Il codice presenta un cospicuo numero di marginalia latini (fine del sec. XIV, inizi del XV), particolarmente evidenti nei primi fogli, ma diffusi in ogni parte del codice, vergati in una grafia minuta, da due diverse mani (mano 1 cfr. ff. 10V11, di modulo maggiore; mano 2 cfr. ff. 4RV e 7, nel mg. inf.), in inchiostro brunito (si tratta di schemi, ricapitolazioni e frammenti della traduzione latina della Fisica di Giacomo Veneto, rivista da Guglielmo di Moerbeke). A una di queste mani si deve l’indicazione, in inchiostro rosso, dei varî libri del testo, trascritto al centro del margine superiore nel recto di molti fogli (cfr. f. 349), in numeri romani. Cfr. Lorusso, Locating, p. 234–235.

b. Oltre alle annotazioni latine, si riscontrano numerosi marginali di 〈Bessarione〉.

Einband

Legatura marciana (sec. XVIII) in cuoio marrone con nei piatti impresso il leone di S. Marco.

Erhaltungszustand

Il codice è complessivamente in buone condizioni, ma la carta è porosa, in qualche punto (e particolarmente nei fogli liminali) consunta, con danno per la scrittura.

Geschichte

Datierung

Sec. XIII3/4

Provenienz

Il codice non è registrato nel munus bessarioneo del 1468 e pervenne in Marciana solo due anni dopo la morte del Cardinale, avvenuta nel 1472. Nel f. VvV, dove è incollato l’ex libris settecentesco della biblioteca, si trova la nota di possesso di Bessarione: „τόπος ξβ´ [anteriormente μβ´] Simplicius super physicam [segue rasura] | Simplicius in octo libros physicorum. meus b. Car.L Tuscu[lani]. | Locus 62 [anteriormente 42] | σιμπλίκιος εἰς τὰ ὀκτὼ βιβλ(ία) τῆς φυσικῆς ἀκροάσεως. | ἐμοῦ βησσαρίωνος, καρδηνάλεως τοῦ τῶν τούσκλων“. Nel margine superiore del f. 1 si legge ancora „Simplicius super totam phisicam meus b. Car.L Legati Bon(oniensi) et episcopi tusculani“. Quest’ultimo ex libris risale agli anni della legazione bolognese (1450–1455), ed è evidentemente in questo periodo della sua vita che Bessarione entrò in possesso del manoscritto.

Reproduktionen und Digitalisate

Bibliographie

Kat.

  • E. Mioni, Manoscritti e stampe venete dell’Aristotelismo e Averroismo, Venezia 1958, p. 15 (nr. 19).
  • Wartelle, Inv., nr. 2128.
  • E. Mioni, Aristotelis codices Graeci qui in Bibliothecis Venetis adservantur, Patavii 1958, p. 135–136.
  • E. Mioni, Thes. Ant., I, p. 340–341.

Kod.

  • D. Harlfinger, Autographa aus der Palaiologenzeit, W. Seibt (Hg.), Geschichte und Kultur der Palaiologenzeit. Referate des Internationalen Symposions zu Ehren von Herbert Hunger (Wien, 30. November bis 3. Dezember 1994), Wien 1996, p. 43–50: 45.
  • I. Pérez Martín, A propos des manuscrits copiés par Georges de Chypre (Grégoire II) Patriarche de Costantinople (1283–1289), Scriptorium 46, p. 73–84, passim.
  • I. Pérez Martín, El Patriarca Gregorio de Chipre (ca. 1240–1290) y la transmisión de los textos clásicos en Bizancio, Madrid 1996, p. 17, 21–22, 32.
  • D. Bianconi, Le pietre e il ponte ovvero identificazione di mani e storia della cultura, Bizantinistica 8, 2006 [2007], p. 135–181: 138.
  • M. Menchelli, Un nuovo codice di Gregorio di Cipro. Il codice di Venezia, BNM gr. 194 con il Commento al Timeo e le letture platoniche del Patriarca tra Sinesio e Proclo, Scriptorium 64, 2010, p. 227–250: 228, 229 (n. 8), 232, 235 (n. 31), 247.
  • S. Marcon, Restauri bessarionei nei manoscritti marciani, A. Rigo (Hg.), Vie per Bisanzio. VIII Congresso Nazionale dell'Associazione Italiana di Studi Bizantini. Venezia, 25–28 novembre 2009, Bari 2013, p. 549–570: 559.
  • M. Menchelli, Giorgio Oinaiotes lettore di Platone. Osservazioni sulla raccolta epistolare del Laur. San Marco 356 e su alcuni manoscritti dei dialoghi platonici di XIIIe XIV secolo, Rigo (Hg.), Vie per Bisanzio, p. 831–853: 850.
  • V. Lorusso, Locating Greek Manuscripts through Paratexts: Examples from the Library of Cardinal Bessarion and other Manuscript Collections, Tracing Manuscripts in Time and Space through Paratexts, Studies in Manuscript Cultures 7, Berlin 2016, p. 223–268: 233–235.

Text.

  • H. Vitelli, CAG XVI, 1887, p. XII–XIII (siglum F).
  • H. Diels, CAG IX, 1882, p. VII, XIII-XIV (siglum F; „Deterioris exemplaris propago F aetate codicibus DE suppar est, pretii tamen multo minoris. neglegentius enim ex archetypo descriptum erat illius exemplar neque solum lacunis refertum sed etiam interpolationibus vel ex ingenio petits vel ex scriptoribus a Simplicio citatis ut ex Aristotele [...] aut Platone“).
  • H. Diels, CAG X, 1895, p. VIII.
  • A.H. Coxon, The Manuscript Tradition of Simplicius’ Commentary on Aristotle’s Physics I-IV, The Classical Quarterly 18, 1968, p. 70–75.
  • S. Bernardinello, Bessarione riassume la Fisica di Aristotele, Studi in onore di Carlo Diano, Bologna 1974, p. 25–41: 26.
  • D. Sider, The Fragments of Anaxagoras, Meisenheim am Glan 1981 (Beiträge zur klassichen Philologie, 118), p. 33–39.
  • N.-L. Cordero, Les sources vénitiennes de l’édition aldine du Livre I du Commentaire de Simplicius sur la «Physique» d’Aristote, Scriptorium 39, 1985, p. 70–88: 73–74.
  • D. Harlfinger, Einige Aspekte der Handschriftlichen Überlieferung des Physikkommentars des Simplikios, I. Hadot (Hg.), Simplicius, Sa vie, son œuvre, sa survie. Actes du colloque international de Paris (28 sept.–1er oct. 1985), Berlin–New York 1987, p. 267–286: passim.
  • L. Tarán, The Text of Simplicius’ Commentary on Aristotle’s Physics, Hadot (Hg.), Simplicius, p. 246–266: passim.
  • G. Prato, Contributi dei mss. Marc. Gr. 214 e 227 al testo della Fisica di Aristotele, Atti dell’Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti 132, 1973–1974, p. 105–123.
  • P. Hoffmann, Autres données relatives à un mystérieux collaborateur d'Alde Manuce: l’Anonymus Harvardianus, Mélanges de l’Ecole française de Rome. Moyen-Age, Temps modernes 98, 1986, p. 673–708: 705 n. 49.
  • G. De Gregorio, L’Erodoto di Palla Strozzi (cod. Vat. Urb. gr. 88), Bollettino dei Classici 23, 2002, p. 31–130: 77 n. 127.
  • P. Golitsis, P. Hoffmann, Simplicius et le "lieu". À propos d'une nouvelle édition du Corollarium de loco, Revue des études grecques 127, 2014, p. 119–175: passim.
  • L. Tarán, The text of Simplicius’s Commentary on Aristotle’s Physics and the question of supralinear omicron in Greek manuscripts, Revue d'histoire des textes 9, 2014, p. 351–358
  • P. Golitsis, The manuscript tradition of Alexander of Aphrodisias’ commentary on Aristotle’s Metaphysics: towards a new critical edition, Revue d’histoire des textes 11, 2016, p. 55–94: 72.
  • A. Rescigno, Nuovi frammenti del Commento di Filopono ai libri V–VIII della Fisica, Studia graeco-arabica 7, 2017, 75–104: 76.

Faks.

  • Harlfinger, Einige Aspekte, Taff. 4–5.
  • Lorusso, Locating, p. 234.
  • Golitsis, Hoffmann, Simplicius, Pl. 1.

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, maggio–giugno 2018.