Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. 228

Nachweis: Italien , Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana , Marc. gr. 228 (coll. 406)
Datierung:

ff. 1333: sec. XIV med. (ca. 1330–1340)

ff. 334540: sec. XIV 1/2 (ca. 1320–1330)

Beschreibstoff: Cart.
Format: 220 × 140 mm
Folienzahl: II, 540, II’

Inhalt

  • (ff. 1106V) Simplicius, In Cael. II–IV (tit. Σιμπλικίου φιλοσόφου εἰς τὸ δεύτερον τῆς περὶ οὐρανοῦ πραγματείας τοῦ ἀριστοτέλους τοῦ ἐκ σταγείρας σχόλια). Libr. II (ff. 158V); III (ff. 5991); IV (91106V). Ed. Heiberg, CAG VII, 1893, p. 365–731.
  • (ff. 107188V) Themistius, In An. paraphr. (tit. θεμιστίου φιλοσόφου παράφρασις εἰς τὸ περὶ ψυχῆς τοῦ ἀριστοτέλους. λόγος πρῶτος). Libr. I (ff. 107121V); II (ff. 121V134V); III (ff. 135146V); IV (ff. 146V163V); V (ff. 163V174V); VI (ff. 174V183V); VII (ff. 184188V). Ed. Heinze, CAG V.3, 1899, p. 1–126.
  • (ff. 189297) Proclus Diadochus, In Platonis Timaeum comm. (tit. Πρόκλου λυκίου πλατωνικοῦ διαδόχου εἰς περὶ τίμαιον πλάτωνος βιβλίον πρῶτον). Libr. I (ff. 189258); II (ff. 258297), des mut. τοῦ δημιουργοῦ πρόνοιαν [... Ed. Diehl, Procli Diadochi in Platonis Timaeum commentaria, I, p. 1–373,13.
  • (ff. 304333V) An. (tit. α´ περὶ ψυχῆς τοῦ ἀριστοτέλους). Libr. I (ff. 304321V); II (ff. 321V333V), des. mut. (419a27) ἀλλ´ ὑπὸ μὲν ὀσμῆς καὶ ψόφου τὸ [...
  • Nel margine dei ff. 304306 sono aggiunti quattro excerpta da altri testi: (f. 304RV) 〈Simplicius, In An.〉, inc. τὸ προοίμιον τὸν σκοπόν τε ἅμα τῆς προκειμένης, des. περὶ βελτιόνων εἶναι [Hayduck, CAG XI, 1882, p. 6,19–7,10]; (ff. 304V305) 〈Sophonias, Par. in An.〉, inc. Οὐσίας δὲ ὑποτεθείσης, des. θυμητικόν [Hayduck, CAG XXIII, 1882, p. 5,10–29]; (f. 305V) 〈eiusdem〉, inc. Ἡ τοῦ ὁρισμοῦ λήψις, des. ἕξομέν τι λέγειν [ibid., p. 6,17–29]; (ff. 305V306)〈eiusdem〉, inc. ἀλλὰ καθάπερ τόδε τὸ εὐθύ, des. διαζυγεῖσα σώματος [ibid., p. 7,24–33].
  • (ff. 334453) Hermia Alexandrinus, In Phaedrum Platonis comm. I–II (tit. ἑρμείου φιλοσόφου τῶν εἰς τὸν πλάτωνος φαῖδρον σχολίων τῶν εἰς τρία τὸ πρῶτον). Libr. I (ff. 334485V); II (ff. 386453). Lacuna nel f. 404 tra χρήσιμον καὶ e διότι (p. 113, l. 12 Lucarini–Moreschini, come in tutti i codici). Ed. Lucarini – Moreschini, Hermias, In Platonis Phaedrum scholia, p. 1–180; cfr. anche Couvreur, Hermiae Alexandrini in Platonis Phaedrum scholia, p. 1–172.
  • (ff. 453540V) Proclus Diadochus, In Parmenidem Platonis comm. I–III (tit. πρόκλου πλατωνικοῦ διαδόχου τῶν εἰς τὸν παρμενίδην τοῦ πλάτωνος ἑπτὰ βιβλίων τὸ πρῶτον). Libr. I (ff. 453476); II (ff. 476539V); III (539V540V), des. mut. καὶ κατὰ τὴν ἄλλην πᾶσαν κίνησιν ὅλ[ως ... Ed. Luna – Segonds, CUF, I–III (des. vol. III, p. 5,4) e Steel, Procli in Platonis Parmenidem, p. 1–195. Cfr. per la paginazione di riferimento l’edizione di V. Cousin, Procli Commentarius in Platonis Parmenidem, Paris 1864, p. 617–786,5.
  • Leer

    ff. 294V, 297V303V, 394V395, 457V458.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Cart.

Wasserzeichen

  • Carta italiana a vergelle spesse, piegata in quarto.
  • ff. 948: cappello cardinalizio, id. a MT 2380 (1341).
  • ff. 18, 4988, 104105 (bifoglio aggiunto al fasc. ιγ´): spada, comparabile a MT 3291 (1320).
  • ff. 89103, 106: due cerchi attraversati da una croce astile, comparabile a MT 2022 (1328).
  • ff. 107172: forbici, simile a MT 2576 (1311–1316), ma di dimensioni leggermente maggiori.
  • ff. 173188, 204243: frutto, id. a MT 4275 (1338).
  • ff. 189203: due cerchi attraversati da una retta (disegno incompleto), simile a MT 1945 (1352).
  • ff. 244303: chiodo ? (il motivo è spesso illeggibile), comparabile a MT 3066 (1340/2).
  • ff. 304333: torre, id. a MT 7155 (1343).
  • ff. 334381, 445540: balestra, simile a MT 198 (1324).
  • ff. 382444: due spade incrociate, molto simile a MT 3362 (1330).

Format

220 × 140 mm

Folienzahl

II, 540, II’

Foliierung

Foliotazione moderna (XVIII sec.) in inchiostro brunito nel mg. superiore di ogni recto.

Lagen

12 × 8 (96), 1 × 10 [8+2 (i ff. 104105 sono aggiunti)] (106), 4 × 8 (138), 1 × 10 (148), 5 × 8 (188), 1 × 7 [8–1, senza lacune] (195), 12 × 8 (291), 1 × 12 (303), 1 × 6 (309), 11 × 8 (397), 1 × 7 [8–1, senza lacune] (404), 17 × 8 (540).

Lagensignierung

Nel codice sono presenti due principali serie di segnature, che permettono di distinguere altrettante unità codicologiche (ff. 1333 e 334540) riunite insieme in un secondo momento. I 41 fascicoli che compongono i ff. 1333 sono numerati da α´ (1) a μβ´ (333V), al centro del mg. inferiore dell’ultimo verso (manca il fasc. λη´, senza danno per il testo, mentre la segnatura ιε´ si legge anche all’inizio del primo foglio del fascicolo [115]). In questa prima unità, i ff 107188 recavano originariamente una segnatura autonoma, da α´ (107, mg. inf. est.) a ι´ (188V, al centro del mg. inf.), corretta in modo da far proseguire la segnatura precedente. Anche i ff. 304333 erano provvisti di una segnatura autonoma (da α´, 308V, a δ´, 303V). I ff. 334540, contenenti Ermia e Proclo, sono invece numerati da α´ (341V) a κς´ (540V), sempre nel verso dell’ultimo foglio, al centro del margine inferiore. Nel fasc. che comprende i ff. 398404 (θ´), l’ultimo foglio è stato tagliato, con perdita della segnatura: il testo si interrompe a metà del f. 404V (χρήσιμον καὶ) e riprende al f. 405 (διότι οὐ γὰρ), in corrispondenza di una lacuna comune a tutta la tradizione manoscritta.

Anzahl der Linien

ff. 1106: 37/40 ll.; 106V297: 30/33 ll.; 304333V: 22 ll.; 334540V: 26/28 ll.

Liniierung

ff. 1333: spazio scritto molto irregolare: 180 × 122 (ff. 1106); ca. 170/175 × 98/110 (ff. 107188); 171 × 110 (ff. 189243); 175 × 120 (ff. 244297); 148 × 87 (ff. 304333); nessuna rigatura rilevabile

ff. 334540: spazio scritto regolare di ca. 152 × 103; nessuna rigatura rilevabile.

Kopist

A. ff. 119, l. 15, 20106V, 123148V, 165194, 195196V, 197V212V, 213V243V: (la mano „c“ distinta da Mioni è, a mio avviso, identica alla mano A). Mano corsiva, ductus rapido, scrittura ordinariamente inclinata verso destra, in inchiostro grigio chiaro. I primi fogli recano un’impaginazione molto compatta. Molto simile alla mano G.

B. f. 19, l. 16–19V, mano simile a H.

C. ff. 107122V: mano barocca, coeva alla precedente, molto simile alla mano H. Il modulo della scrittura aumenta notevolmente nei ff. 116119.

D. ff. 149164V: mano angolosa, geometrica, di piccolo modulo, inchiostro grigio verde.

E. 194V, 197, 213: mano barocca, sicuramente distinta da D e C, molto simile a H.

F. ff. 244294, 295297: mano disordinata, di modulo ridottissimo, in inchiostro nero, acido (molti fogli sono danneggiati e leggibili solo con un certo sforzo). L’aspetto della scrittura è mutevole, ma sembra verisimile che l’intera sezione sia dovuta a un’unica mano (il f. 294V è bianco).

G. ff. 304305V, 308RV, 310311, 312V, 313V, 314V315, 316V, 317V, 318V, 320V321V, l. 3, 323V, 324V326V, 328, 329RV, 331333V: mano simile (molto probabilmente identica) ad A, sempre in inchiostro grigio.

H. ff. 306307V, 309RV, 311V312, 313, 314, 315V316, 317, 318, 319320, 321V, l. 4–323, 324, 327RV, 328V, 330RV: mano barocca, simile a C, che lavora in strettissima alternanza con la precedente, dalla quale deve essere tuttavia certamente distinta.

I. ff. 334540: mano regolare, geometrica, correttamente ricondotta al Metochitesstil già da Elpidio Mioni (che però estendeva questa valutazione all’intro codice). Inchiostro grigio scuro/nero.

Nessuna decorazione, qualche titolo è vergato in inchiostro rosso (cfr. e.g. ff. 188V, 146V, 304).

a. Gli excerpta vergati nei margini dei ff. 304306 (cfr. descr. del contenuto) si devono tutti (fuorché il primo, dovuto alla mano G) a una mano diversa da tutte le precedenti, in inchiostro rosso/brunito.

b. Annotazione di 〈Bessarione〉 nel f. 12 (margine inferiore), al quale si debbono pure alcune rade note di lettura (cfr., e.g., ff. 429V, 450V) in inchiostro brunito.

Einband

Tipica legatura marciana (sec. XVIII) in vitello marrone, con nei piatti impresso il leone di S. Marco (dorso danneggiato).

Erhaltungszustand

La carta è danneggiata in più punti e offuscata dall’umidità (particolarmente nei fogli liminali), senza danni evidenti per il testo.

Geschichte

Datierung

ff. 1333: sec. XIV med. (ca. 1330–1340)

ff. 334540: sec. XIV 1/2 (ca. 1320–1330)

Provenienz

Il codice pervenne in Marciana col munus bessarioneo del 1468 (nr. 379); note di possesso nel mg. inferiore del f. 1r, con indice del contenuto (molto danneggiato): „Σιμπλικίου εἰς τὸ β´ καὶ γ´ καὶ δ´ τῶν περὶ οὐρανοῦ. Θεμιστίου εἰς τὸ περὶ ψυχῆς. Πρόκλου εἰς τὸν τίμαιον | ἀτελές. Περὶ ψυχῆς ἀριστοτέλους [...] Ἑρμίου εἰς τὸν φαῖδρον. Πρόκλου εἰς Παρμενίδην [...] βιβλία ἔξ ἑπ[...] κτῆμα Βησσαρίωνος καρδηνάλεως τοῦ τῶν τούσκλων. | Simplicius themistius proclus et hermias | super aliqua Aristotelis et platonis“. Nel mg. sup. del f. 1r si legge quindi la collocazione „Locus 69. | τόπος ξθ´“).

Dai registri di prestito cinquecenteschi sappiamo che il codice fu dato in prestito a Giorgio Tryphon di Monembasia fra il 28 ottobre 1546 e il 25 febbraio 1547 (cfr. H. Omont, Deux registres de prêts de manuscrits de la Bibliothèque de Saint-Marc à Venise (1545–1559), Bibliothèque de l’École des chartes 48, 1887, p. 651–686: 662; C. Castellani, Il prestito dei codici manoscritti della Biblioteca di San Marco in Venezia ne’ suoi primi tempi e le conseguenti perdite de’ codici stessi. Ricerche e notizie, Atti del Reale Istituto Veneto di Scienze, Lettere ed Arti, s. VII, 8, 1896–1897, p. 311–377: 336). Il codice deve forse essere identificato con un manoscritto prestato nel 1473 a Niccolò Leonico Tomeo, indicato erroneamente col titolo „Simplicio in libro de anima“ (cfr. Labowsky, Manuscripts from Bessarion’s Library, p. 126; la questione è complicata da una possibile confusione nella ricevuta di prestito). In assenza di marginalia attribuibili a Tomeo, l’identificazione ha un valore solo ipotetico.

Bibliographie

Kat.

  • Manoscritti e stampe venete dell’Aristotelismo e Averroismo, Venezia 1958, p. 14 (nr. 18).
  • E. Mioni, Aristotelis codices Graeci qui in bibliothecis Venetis adservantur, Padova 1958, p. 46–47, 136
  • Wartelle nr. 2129.
  • Mioni, Thes. Ant. I, p. 341–343

Text.

  • Heiberg, CAG VII, 1893, p. VII (siglum F; „Pendet enim ex archetypo codicis A (Mutinensis III E 8), sed audacter interpolatus est“).
  • Heinze, CAG V.3, 1899, p. X (siglum X; non collazionato completamente).
  • P. Siwek, Le De anima d’Aristote dans les manuscrits grecs, Città del Vaticano 1965, p. 38–39 (siglum Oc; Il codice, appartenente alla famiglia κ, sembra stemmaticamente legato a Jc (Ambr. E 118 sup.), del quale forse è un apografo diretto: „rien ne s’oppose à l’hypothèse qui ferait dépendre Oc de Jc“).
  • Proclus

    • E. Diehl, Procli Diadochi in Platonis Timaeum commentaria I, Lipsiae 1903, p. XXII (non utilizzato per la costituzione del testo).
    • C. Steel, Procli in Platonis Parmenidem commentaria I, Libros I–III continens, Oxonii 2006, p. XIV (siglum X; Il codice è un apografo di A (Par. gr. 1810) prima che esso fosse danneggiato dall’acqua).
    • C. Luna – A.-Ph. Segonds (Hg.), Proclus, Commentaire sur le Parménide de Platon I.1, Introduction générale, Paris 2007 p. CLXXXVI–CLXXXIX (descr. dettagliata con bibliografia; in queste pagine sono offerti numerosi ragguagli storico-testuali ai quali è impossibile qui rendere giustizia; Il codice è un apografo diretto di A (Par. gr. 1810) prima che esso fosse danneggiato; per il libri I–II del commentario procliano il Marciano ha un apografo diretto nel Basil. F.I.8, della terzo quarto del XVI secolo (cfr. ibid. p. CCXV)).

    Hermias

    • P. Couvreur, Hermiae Alexandrini in Platonis Phaedrum scholia, Paris 1901, p. VII (siglum V).
    • C.M. Lucarini, De hermiae Commentariorum in Phaedrum codicibus quaestiones, Hermes 140, 2012, p. 71–88: 73 e passim (siglum V; il codice discende direttamente dal Par. gr. 1810).
    • C.M. Lucarini – C. Moreschini (Hg.), Hermias Alexandrinus, In Platonis Phaedrum scholia, Berlin–New York 2013, p. XXIII (descr. sintetica, con bibliografia).

Weitere Sekundärliteratur

  • L. Labowsky, Manuscripts from Bessarion’s Library found in Milan. Bessarion Studies I, Mediaeval and Renaissance Studies 5, 1961, p. 108–131: 123–127.
  • E. Mioni, Vita del Cardinale Bessarione, Miscellanea Marciana 6, 1991, p. 13–219: 142, 143.

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, settembre 2017