Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. 231

Nachweis: Italien , Venedig , Biblioteca Nazionale Marciana , Marc. gr. 231 (coll. 617 )
Datierung:

Sec. XI/XII

Beschreibstoff: Carta orientale (araba), di colore grigiastro. Si notano solo pontuseaux (filoni) piuttosto regolari, ben marcati (dist. tra l’uno e l’altro ca. mm 3), che scorrono orizzontalmente su tutta la superficie del foglio.
Format: 270 × 225 mm
Folienzahl: II, 234 (+ 204bis), Ι

Inhalt

  • (ff. 1216V) 〈Iohannes Philoponus, In Anal. Pr.〉. Libr. I (ff. 1178), inc. mut. ...] ἡ διάνοια καὶ τὰς ἀρχάς; II (ff. 178216V). Subscriptio: Πεπλήρω(ται) σὺν θεῶ τὰ σχόλια [tutto in maiuscolo] τῶν ἀναλυτικῶν προτέρων τὸ δεύτερον +. Ed. Wallies, CAG XIII.2, 1905, p. 2,33–485 (per le trascrizioni dei titoli cfr. ibid., p. XIII).
  • ff. 217232V) [Gregorius Nazianzenus] revera 〈Anon.〉, Compendium philosophiae (Logica) (tit. Συνοπτικὸν σύνταγμα φιλοσοφίας : τοῦ θεολόγου γρηγορίου), des. mut. οἷὀς τε ὢν [... Ed. J.L. Heiberg, Anonymi logica et quadrivium cum scholiis antiquis, København 1929, p. 1–50, l. 23 (mancano solo le ultime parole del trattato, ma il testo presenta una redazione inedita della parte finale, nella quale i capitoli 64-66 e l’inizio del 67 risultano notevolmente rielaborati).
  • (ff. 233r–234v) 〈Michele Psello?〉, Σύνοψις περὶ συλλογισμῶν (tit. σύνοψις τῆς φιλοσοφίας περὶ συλλοφισμῶν), des. mut. ταῦτα ἀσσυλλόγιστα διότι τῆς αὐτῆς πλοκῆς [... [f. XXXXIIIv, l. 1 dell’Aldina del 1536] (le ultime parole del foglio 234v sono illeggibili)

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Carta orientale (araba), di colore grigiastro. Si notano solo pontuseaux (filoni) piuttosto regolari, ben marcati (dist. tra l’uno e l’altro ca. mm 3), che scorrono orizzontalmente su tutta la superficie del foglio.

Format

270 × 225 mm

Folienzahl

II, 234 (+ 204bis), Ι

Foliierung

Nel codice si conserva una foliotazione moderna, a matita, nel mg. sup. esterno di ogni recto, con l’omissione di un foglio (essa completa e riprende una foliotazione precedente, sec. XVIII?, in inchiostro bruno, leggibile in molti fogli). Nel codice fu apposta, spesso al centro del margine esterno, talora nel margine inferiore esterno, una numerazione a stampa, molto irregolare e viziata da numerosi errori. Per l’indicazione dei fogli ci si attiene qui (come nel catalogo di Mioni) alla numerazione apposta a mano.

Lagen

Secondo la segnatura presente nel codice si può ricostruire la struttura originale nel modo seguente: 1 × 7 [8–1, lac. iniziale] (7), 19 × 8 (159), 1 × 6 (165), 6 × 8 (212), 1 × 7 [8–1, corda fra i ff. 216217, senza lacuna testuale] (219), 1 × 8 (227), 1 × 7 [8–1] (234). Un restauro recente ha scomposto e modificato la composizione antica: ora i ff. 4055 sono composti da un binione (4043), 1 × 8 (51), 1 × 2 (55). I ff. 7279 (originariamente 1 × 8), sono ora composti da 1 × 6+1 × 2. Nel f. 216V, alla fine del testo di Filopono, compare la numerazione φ(ύ)λλ(α) σκ´ (la mano sembra diversa da quella del copista), che attesta la caduta di quattro foglio (in realtà 3, poiché uno di essi è saltato nella numerazione). Il primo foglio mancante è quello caduto all’inizio del codice; il secondo pare corrispondere a quello mancante nel fascicolo 213219, mentre il terzo non è individuabile nella fascicolazione (una foglio di guardia caduto?).

Lagensignierung

Segnature dei fascicoli al centro del margine inferiore di ogni primo recto da β´ (f. 8), a κη´ (f. 213). Le segnature non sono leggibili nei fogli seguenti, danneggiati e restaurati con carta moderna. I fascicoli sono ordinariamente segnati da una croce (di mano dello stesso copista), collocata al centro del margine superiore del primo recto. Talora la segnatura è ripetuta anche nel margine superiore esterno (cfr. ff. 56 η´; 128 ιζ´).

Anzahl der Linien

36 ll.

Liniierung

(f. 115) 270 × 225, spazio scritto 195 × 134; rigatura a secco, tipo 20C1 Leroy-Sautel (rettrici non sempre distinguibili).

Kopist

L’intero codice appare vergato da una sola mano, piuttosto regolare, che impiega una minuscola corsiveggiante e a tratti angolosa, databile alla seconda metà del sec. XI (con prudenza si può estendere la cronologia del manoscritto agli inizi del sec. XII); inchiostro scuro, a tratti brunito. Rari titoli in inchiostro rosso vinaccia (cfr. ff. 15V, 57, 66, 125 e 178, iniziale rubricata nel f. 178). Capilettera decorati con motivi zoomorfi e antropomorfi (cfr. ff. 196V, 198V, 199V).

a. Ampi scolî marginali e annotazioni (particolarmente evidenti nei ff. 13RV, 189V190, 193, 193V, 197V, 198V, 200V201, 204–204bisr, 205V, 209V) di una seconda mano, coeva a quella del copista principale o appena più recente.

b. Schemi e note in inchiostro nero di una mano della seconda metà del sec. XIII nei ff. 43, 52V, 63V64, 127V, 176 (scrittura d’erudito).

c. Il codice presenta, a stento riconoscibili, i segni per la calibrazione della pagina stampata, tracciati a mina (o a punta secca) nel margine di quasi tutti i fogli contenenti il commento di Filopono (ed. princeps del 1536). È possibile che il manoscritto sia servito, se non direttamente per l’allestimento dell’edizione, come esemplare di correzione (cfr. bibliografia). Impronte digitali in inchiostro grasso nei ff. 129V130, 130, 132.

Ergänzungen zum Textbestand

Una mano recenziore (sec. XV?) ha risarcito la parte iniziale di alcuni fogli illeggibili (cfr. ff. 47V, 56, 57) integrandoli con striscioline di carta.

Einband

Tipica legatura marciana in vitello marrone chiaro (sec. XVIII), con nei piatti impresso il leone di S. Marco.

Erhaltungszustand

Il codice è gravemente danneggiato, la carta è di cattiva qualità e spesso corrosa o ossidata al punto da risultare illeggibile, particolarmente nella parte finale del codice. Il manoscritto è stato pesantemente restaurato nel XX secolo con l’aggiunta di frammenti di carta moderna di colore giallastro (l’ultimo fascicolo è rinforzato da una rete sottilissima).

Geschichte

Datierung

Sec. XI/XII

Provenienz

Il codice pervenne in Marciana col munus bessarioneo del 1468 (nr. 406); nulla è noto circa la sua più antica origine e delle vie attraverso le quali esso approdò nella biblioteca del cardinale. Nel margine superiore del f. 1 rimane la nota di possesso di Bessarione (che non sembra però autografa; la mano è la stessa che ha vergato il titolo nel Marc. gr. 224) in latino: „Joannis grammatici expositio in priora analitica | Aristotelis. Liber Bessarionis Car-|dinalis Tusculani“. Manca la segnatura bibliotecaria, con la consueta indicazione del locus/τόπος.

Bibliographie

Kat.

  • Manoscritti e stampe venete dell’Aristotelismo e Averroismo, Venezia 1958, p. 24 (nr. 43; „Il Trincavelli si è servito di questo codice, quand’era ancora integro, per l’editio princeps del Filopono [Venetiis, 1536]“).
  • Wartelle nr. 2132.
  • Mioni, Thes. Ant. I, p. 345.

Text.

  • Wallies, CAG XIII.2, 1905, p. XXIII–XXIV („qui antea codicem inspexit, A. Torstrik eum libro altero et ineunte [...] et exeunte ita cum t concinere testatur, ut Trincavellum hoc codicem usum esse suspicari liceat“. M. Sicherl, Die griechischen Erstausgaben des Vettore Trincavelli, Paderborn–München–Wien–Zürich 1993, p. 58 e sgg. non cita questo codice e ritiene che la autentica Druckvorlage sia in realtà il Marc. gr. 235, che mostra i segni dell’uso tipografico).

Weitere Sekundärliteratur

  • E. Mioni, Vita del Cardinale Bessarione, Miscellanea Marciana 6, 1991, p. 13–219: 185.

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, settembre 2017