Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. 256

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. 256 (coll. 629)
Datierung:

XIV in. (ca. 1320, cfr. filigrane)

Beschreibstoff: Cart.
Format: 220/240 × 150 mm (Ma le dimensioni dei singoli fogli sono molto irregolari e variano anche all’interno dello stesso fascicolo: cfr. ff. 46, 60–61, 217–18, 225–226, 267.)
Folienzahl: VIII, 276, VIII'

Inhalt

  • (ff. 1276V) 〈Top. col commento di Alessandro di Afrodisia〉. Top. I (ff. 18V); Alexander Aphr., comm. in I (ff. 969), tit. Ἀλεξάνδρου [...] ἀριστοτέλους πραγματείαν; Scholia alia (ff. 69V81V), tit. Σχόλια ἕτερα εἰς τὰ τοπικά (cfr. Par. gr. 1917, vd. CAG II.2, p. XVIII); inc. τὸν σκοπὸν τῆς τῶν τοπικῶν πραγματείας αὐτὸς ὁ Ἀριστοτέλης, le ultime parole nel mg. inf. del f. 81V sono illeggibili; Top. II (ff. 8288V); Alexander Aphr., comm. in II (ff. 89136V); Top. III (ff 137143V); Alexander Aphr., comm. in III (ff. 143V182V); Scolia alia (ff. 182V184V), tit. Ἕτερα σχολία τοῦ γ´ βιβλίου; inc. Περὶ τῶν συγκρίτων προβλημάτων ἐστὶν ὁ λόγος, des. οὐκ ἐστι γένος; Top. IV (ff. 185192V); Alexander Aphr., comm. in IV (ff. 193210V); Alexander Aphr., comm. in V (ff. 210V216V); Top. V (ff. 217229); Top. VI (ff. 229242V); Alexander Aphr., comm. in VI (ff. 243257V); Scholia quaedam in Top. VI (ff. 257V258V), tit. Σχόλια τοῦ ἕκτου (?) τῶν τοπικῶν; Alexander Aphr., comm. in VII, des. mut. ἡμῖν παραδέδωκε τόπους [... = p. 516,26 (ff. 259263); Top. VII (ff. 263268V); Alexander Aphr., comm. in VIII, des. mut. και κυριωτάτη ἡ ἐξ ἀμέσων [... = p. 574,7 (ff. 269276V). Ed. Wallies, CAG II.2, 1891, pp. 1–574.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Cart.

Wasserzeichen

  • ff. 118, 2324, 201216: non si riesce a scorgere alcun disegno rilevabile; carta a vergelle fini, con quattro filoni irregolari che scorrono orizzontalmente.
  • ff. 1922, 193200, 269274: lettera F con croce, molto simile a MT 5209 (1310/1325)
  • ff. 2540, 4445, 5154, 5759, 6471, 7496, 154159, 177/184. Forse anche 217266, 268/275, dove però il disegno è pressoché illeggibile: lettera R identica a MT 5496 (1322–1323).
  • ff. 4143, 4650, 5556, 6063, 267/276: lettera G identica a MT 5216 (1328).
  • ff. 72/73, 97136, 145153, 160176, 178183: lettere RI incluse in un cerchio sormontato da una croce. Disegno non repertoriato (cfr. foto).
  • ff. 137144, 185192: disegno di incerta interpretazione (nave con croce?), perfettamente identico a MT 7257 (1320).
  • IVIIIV; IVIII’V (fogli di guardia) cappello cardinalizio, forse identico a Harlfinger Chapeau 12 (1471), parte centrale non leggibile.

Format

220/240 × 150 mm (Ma le dimensioni dei singoli fogli sono molto irregolari e variano anche all’interno dello stesso fascicolo: cfr. ff. 46, 60–61, 217–18, 225–226, 267.)

Folienzahl

VIII, 276, VIII'

Foliierung

Foliotazione moderna (XVII/XVIII sec. ?), in inchiostro nel margine superiore esterno di ogni recto.

Lagen

7 × 8 (56), 1 × 10 (66), 1 × 12 (78), 1 × 10 (88), 16 × 8 (216), 1 × 10 (226), 5 × 8 (266), 1 × 10 (276).

Lagensignierung

Nel codice si distinguono quattro blocchi, distinti da segnature dei fascicoli diverse:

ff. 188: segnati nel mg. inferiore interno del primo recto di ogni fascicolo da 〈α´〉 a θ´ (81). La serie presenta per errore due fascicoli segnati γ´.

ff. 89136: segnature da 〈α´〉 a ς´, nella stessa posizione.

ff. 137184: segnature da α´ a ζ´, sempre nel margine inferiore interno del primo recto.

ff. 185276: segnature da 〈α´〉 a 〈ι´〉, sempre nella posizione dove sono collocate le segnature delle altre parti del codice.

Una mano recenziore ha segnato in numeri arabi tutti i fascicoli al centro del mg. superiore del primo recto di ogni fascicolo, da 2 a 34 (comprese le guardie, non numerate). Sulla struttura del codice e l’assemblaggio delle varie parti che lo compongono si vd. le riflessioni di Arnesano, Aristotele in Terra d’Otranto, pp. 173–175: i fascicoli contenenti il commento di Alessandro e quelli che trasmettono il testo aristotelico sono chiaramente stati copiati separatamente e riuniti insieme solo quando il codice fu assemblato.

Anzahl der Linien

22/30 ll. (mise en page molto irregolare)

Liniierung

La mise en page è variabile: la mano meno disciplinata è quella dell’Anonimo D, che non impiega alcuna rigatura. A titolo di esempio ecco le dimensioni del f. 220: 232 × 147, spazio scritto 207 × 122, 32 ll. L’anonimo E e la terza mano anonima presente nel codice impiegano una rigatura tipo 10D1n Leroy–Sautel (ma le rettrici sono quasi indistinguibili), con una impaginazione, abbastanza regolare, su 40/41 ll. Ecco le misure del f. 193: 236 × 151, spazio scritto 201 × 111.

Kopist

Il codice è stato accuratamente studiato dal punti di vista paleografico e codicologico da Daniele Arnesano, che ha identificato due dei copisti (l’anonimo D e l’anonimo E) e distinto le tre mani (tutte italo–greche) all’opera nel manoscritto.

A. ff. 118V, l. 25, 18V, l. 35–19, l 28, 193209, 210214V, 215V216V, 243245V, 247v, l. 31, 248254, l. 6, 254, l. 37–257, l. 12, 259263, l. 21, 269276V: 〈anonimo E〉 (Arnesano).

B. ff. 18V, ll. 25–34, 19, l. 28–192V, 217242V, 257V, l. 7–258V, 263, l. 22–268V: 〈anonimo D〉 (Arnesano). La mano presenta evidenti affinità con la precedente, ma il modulo della scrittura è più ridotto, il tratteggio più accurato e leggibile.

C. ff. 209V, 215, 246v, 247V, ll. 31–fine, 254, ll. 6–36, 257, l. 12–257V, l. 6: mano secondaria rispetto alle due precedenti, «la quale esibisce una minuscola caratterizzata da asse leggermente inclinato a destra, tracciato arrotondato e ductus fluido; la regolarità della catena grafica è ritmata da forme barocche, in particolare lettere ingrandite (gamma, epsilon, tau) e legature appariscenti (epsilon–pi, legature di tau con lettera successiva)» (Arnesano).

Sempre secondo la accurata analisi paleografica di Arnesano, all’anonimo D, responsabile dei primi fogli del codice e presente in tutto il manoscritto, si debbono gli scolî e le annotazioni marginali presenti nel codice. Si osservano minutissimi marginalia in latino nei ff. 60r (mg. superiore) e 150, mg. superiore esterno.

Einband

Legatura marciana (sec. XVIII) in cuoio marrone con nei piatti impresso il leone di S. Marco.

Geschichte

Datierung

XIV in. (ca. 1320, cfr. filigrane)

Provenienz

Il codice, di origine italo–greca (salentina), fa parte del munus bessarioneo del 1468 (nr. 405); nel f. VIIvV sono presenti ex libris e collocazione (autrografi) bessarionei: «Ἀλεξάνδρου τοῦ ἀφροδισιέως εἰς τὴν διαλεκτικήν. βησσρί|ωνος καρδηνάλεως τοῦ τῶν τούσκλων. τόπος νθ´ [corretto da ογ´] | Alexander Aphrodisiensis super dialecticam liber b(essarionis) | car(dina)l(is) Tusculani, locus 59 [corretto da 73]». Forse allo stesso Bessarione si può attribuire il titolo «dialectica» apposto al centro del margine superiore del f. 1r.

Bibliographie

Kat.

  • Wartelle, Inv., nr. 2142
  • Mioni, Thes. Ant., I, p. 370.

Kod.

  • G. Cavallo, Manoscritti italo–greci e trasmissione della cultura classica, in Magna Grecia bizantina e tradizione classica. Atti del decimosettimo Convegno di studi sulla Magna Grecia (Taranto, 9–14 ottobre 1977), Napoli 1978, pp. 193–233: 229.
  • G. Cavallo, La cultura italo–greca nella produzione libraria, in G. Pugliese Carratelli, I Bizantini in Italia, Milano 1982, 495–608: 604.
  • G. Cavallo, Libri greci e resistenza etnica in Terra d’Otranto, in Id. (a c. di), Libri e lettori nel mondo bizantino. Guida storica e critica, Roma–Bari 1982, pp. 155–178: p. 225, n. 43.
  • D. Arnesano, Il repertorio dei codici greci salentini di Oronzo Mazzotta. Aggiornamenti e integrazioni, in M. Spedicato (a cura di), Tracce di storia. Studi in onore di mons. Oronzo Mazzotta, Galatina 2005, pp. 25–80: 62.
  • D. Arnesano, Aristotele in Terra d'Otranto. I manoscritti fra XIII e XIV secolo, «Segno e Testo» 4 (2006), pp. 149–190: 171–176, 183.
  • D. Arnesano, La minuscola “barocca”. Scritture e libri in Terra d’Otranto nei secoli XIII e XIV, Galatina 2008, pp. 118–119 (descr sintetica nr. 165, con bibliografia), vd. anche ad indicem.
  • D. Arnesano, Ermogene e la cerchia erudita. Manoscritti di contenuto retorico in Terra d’Otranto, in N. Bianchi (a cura di), La tradizione dei testi greci in Italia meridionale. Filagato da Cerami philosophos e didaskalos. Copisti, lettori, eruditi in Puglia tra XII e XVI secolo, Bari 2011, pp. 95–111: 100, n. 55.

Text.

  • Il codice è sfuggito alla recensio di Wallies ma, come osservato già da Mioni, esso presenta una certa prossimità testuale col Par. gr. 1917, col quale condivide numerose lacune e una serie di scolî anonimi, ancora in parte inediti (cfr. sopra la descrizione del contenuto).
  • S. Kotzabassi, Byzantinische Kommentatoren der aristotelischen Topik: Johannes Italos & Leon Magentinos, Θεσσαλονίκη 1999, pp. 6, n. 16 e 25 (si afferma erroneamente che il codice non conterrebbe Top.).

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, giugno–luglio 2017