Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. 604

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. 604 (coll. 910)
Datierung:

Sec. XV 3/4

Beschreibstoff: Cart. (in folio).
Format: 295 × 212 mm
Folienzahl: 〈II〉, IV, 303 (– 186; +2bis; + 275bis), 〈II’〉

Inhalt

  • (ff. 1122) Probl. (tit. ἀριστοτέλους φυσικὰ προβλήματα), con πίναξ (f. 1RV) dei 38 κεφάλαια α´(ὅσα ἰατρικά) – λη´ (ὅσα περὶ χροιάν).
  • (f. 128RV) Excerptum da 〈Probl〉. (860a26–861a19), inc. καὶ ἡ ἁλέα τήκουσα, des. καὶ φθεῖρας πλείους.
  • (ff. 133178V) Orpheus, Argonautica (tit. ὀρφέως ποιητοῦ ἀργοναυτικά). Ed. Vian, Les argonautiques orphiques, p. 74-174.
  • (ff. 180185) 〈Lucianus, Demonax〉; inc. 〈ἔ〉μελλεν ἄρα, des. ἀνὴρ ἐγένετο. Ed. J. Bompaire, Lucien, œuvres I, Paris 1993, p. 128–145.
  • (ff. 190202V) Aratus, Phaenomena vv. 1–299 (tit. ἀράτου φαινόμενα). Il testo è accompagnato da scolî fino al verso 127. Ed. Martin, Aratos, I, p. 1–67.
  • (ff. 210219V) Top. V–VI (tit. ἀριστοτέλους τοπικῶν βιβλίων εον); des mut. 140a10 τὴν ὁμοιότητα [...
  • (ff. 220276, 290303) Homiliarium collectio; solo la prima omelia (f. 230) è attribuita a Giovanni Caleca, le altre sono anonime e il loro ordine è perturbato (tit. πατριάρχου κπ. ἰωάννου τοῦ καλέκα· κυριακὴ τοῦ τελώνου καὶ φαρισαίου). Il contenuto corrisponde in parte a quello dei Marciani gr. I 64 e II 96 (così Mioni, alla descrizione del quale si rimanda per ulteriori dettagli). Cfr. anche A. Ehrhard, Überlieferung und Bestand der Hagiographischen und Homiletischen Literatur der griechischen Kirche von den Anfängen bis zum Ende des 16. Jahrhunderts, III.1, Leipzig 1939, p. 559–563.
  • (ff. 281289V) Augustinus, Fragmentum e libro De Trinitate I, interprete Maximo Planude (tit. τοῦ μακαριωτάτου αὐγουστίνου ἐπισκόπου ἱππῶνος· περὶ τριάδος βιβλία πέντε πρὸς τοῖ δέκα ἅπερ ἐξ τῆς λατίνων διαλέκτον, εἰς τὴν ἑλλάδα μετήνεγκεν ὁ σοφώτατος καὶ τιμιώτατος μοναχὸς κῦρ μάξιμος ὁ πλανούδης); inc. δεῖ εἶναι φημί, des. mut. μὴ κἀκεῖνο διάλλαττον [... Πίναξ dei 13 κεφάλαια del primo libro nel f. 281r. Ed. Papathômopoulos et al., Αὐγουστίνου Περὶ Τριάδος, p. 2 (πίναξ), 33–61,131 (testo).
  • Leer

    ff. 122V127V; 129132V; 179RV; 185V189V; 203209V; 232; 276V280V; 303V.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Cart. (in folio).

Wasserzeichen

  • ff. IIVV: ancora con due anelli, in cerchio con stella. Senza esatti riscontri; cfr. Harlfinger Ancre 21 (1504).
  • ff. 123: testa di bue quasi id. a Piccard on-line Nr. 81285 (1472).
  • ff. 2431, 4855: ferro di cavallo, id. a Harlfinger, Fer à cheval 11 (1473).
  • ff. 3239, 5663: forbici, id. a Harlfinger Ciseaux 67 (1473).
  • ff. 4047: bilancia in cerchio, id. a Harlfinger Balance 31 (1474).
  • ff. 64127: testa di bue con occhi, lettera S fra le corna, diversa dalla precedente, difficile da rilevare e apparentemente senza riscontri nei repertori.
  • ff. 128131: lettera R, id. a Harlfinger Lettre 51 (1473).
  • ff. 132179 (in quarto!): balestra in cerchio, quasi id. a Harlfinger Arbalète 35 (1491).
  • ff. 180193, 196199: tre monti, con stella, id. a Briquet 11755 (1484).
  • ff. 194/195: due frecce incrociate, quasi id. a Briquet 6275 (1483).
  • ff. 200209: anatra senza occhi, id. a Briquet 12321 (1481).
  • ff. 210219: galero, quasi id. a Briquet 3398 (1482).
  • ff. 220257, 290297: lettera (?) in cerchio, senza riscontri.
  • ff. 258273, 274/280, 275/279, 281289: galero, quasi id. a Briquet 3373 (1474–1483).
  • ff. 275278: tre monti, disegno comune, diverso dal precedente, simile a Briquet 11777 (1438–1479).
  • ff. 298303: tre monti in cerchio con croce; cfr. Harlfinger Monts 89 (1464).

Format

295 × 212 mm

Folienzahl

〈II〉, IV, 303 (– 186; +2bis; + 275bis), 〈II’〉

Foliierung

Foliotazione moderna (XVIII sec.?), in inchiostro brunito, nel mg. superiore esterno di ogni recto. Il nr. 286 è stato saltato nella numerazione.

Lagen

1 × 4 (IVV), 16 × 8 (127), 1 × 4 (131), 6 × 8 (179), 6 × 10 (239), 1 × 8 (247), 1 × 10 (257), 5 × 8 (297), 1 × 6 (303).

Lagensignierung

ff. 1131: fascicoli segnati dal copista nel margine inferiore esterno di ogni primo recto, da α´ (1) a ις´ (120).

ff. 132179: fascicoli segnati dal copista nel margine inferiore esterno del primo recto da β´ (140) a δ´ (156). All’inizio dei rimanenti fascicoli rimane solo una crucola apposta al centro del margine superiore del primo recto.

ff. 180219: nessuna segnatura dei fascicoli.

ff. 229303: segnature al centro del margine inferiore dell’ultimo verso da αον (239V) a γον (257V). Negli altri fascicoli solo richiami orizzontali. I ff. 281303 sono computati autonomamente; rimane solo il numerale α´ al centro del margine inferiore del f. 289V.

Anzahl der Linien

ff. 1131: ll. 30. ff. 132179: ll. 15. ff. 180219: ll. 30. ff. 220303: ll. 29.

Liniierung

ff. 1131: spazio scritto 198 × 122 (f. 80); rigatura a secco impressa con strumento meccanico, tipo non rilevabile.

ff. 132179: spazio scritto 185 × 93 (f. 154); rigatura non rilevabile.

ff. 180195 e 210219: spazio scritto 209 × 121 (f. 198); rigatura a secco della sola giustificazione.

ff. 196202 (e ff. bianchi): spazio scritto 210 × 98 (f. 201); rigatura a secco tipo 20D1 Leroy-Sautel.

ff. 220303: su due colonne; spazio scritto nella colonna 214 × 60, intercolunnio 20 mm (f. 257); rigatura a secco tipo 40E2 Leroy-Sautel.

Kopist

A. ff. 1122: Giorgio Gregoropoulo, in inchiostro nero. Sottoscrizione rubricata nel f. 122: θεοῦ τὸ δῶρον καὶ γεωργίου πόνος τοῦ γρηγοροπούλου.

B. f. 128RV: mano anonima, da Mioni non distinta dalla precedente, che ricorda vagamente quella di Giovanni Francesco Boccardo, in inchiostro grigio scuro (RGK I 160; II 212e)

C. ff. 133178V: 〈Demetrio Mosco〉, in inchiostro grigio scuro (Harlfinger).

D. ff. 180185, 190199V, 210219V: 〈Giorgio Alexandrou〉, in inchiostro grigio scuro (Harlfinger)

E. ff. 200202V: mano sicuramente occidentale, in inchiostro grigio scuro, piuttosto impacciata e dal tratteggio assai rigido, non molto dissimile dalla mano greca di Raffaele Regio.

F. ff. 220224, 230276, 281303: 〈Demetrio Sguropulo〉, in inchiostro brunito (dubitanter Harlfinger).

Illumination

I copisti A, C ed F hanno decorato i fogli di loro competenza con titoli e capilettera rubricati. Il copista D appose titoli e lemmi marginali rubricati solo nelle sezioni aratea e aristotelica del codice, lasciando lo spazio per titoli e capilettera da rubricare nelle altre. Le altre parti del codice sono spoglie e prive di decorazione.

Ergänzungen zum Textbestand

b. Marginalia latini nei ff. 180185 (Luciano), attribuibili a 〈Raffaele Regio〉, proprietario del codice.

Einband

Legatura marciana (sec. XVIII) in cuoio marrone con nei piatti impresso il leone di S. Marco. Taglio laterale iscritto (secondo l’uso della biblioteca di Matteo Macigni, cfr. infra): Προβλή(ματα) Ἀρ(ιστοτέλους) Ὀρφέ(ως) Ἀργο(ναυτικά) | καὶ ἄλλα. Nel f. I breve tavola latina del contenuto: „Aristotelis problemata | Orphei argonautica | Aristotelis topice (sic) libri | Arati phaenomena | Joannis omilie | Augustini de trinitate initium“.

Geschichte

Datierung

Sec. XV 3/4

Entstehung

Il codice si compone di quattro diverse unità codicologiche, pressoché coeve, distinguibili facilmente sulla base delle segnature dei fascicoli. Esse furono riunite insieme all’inizio del secolo XVI, quando il codice fu proprietà di Regio.

Provenienz

Il manoscritto, come avverte una nota di possesso apposta nel margine superiore del f. I, appartenne a Raffaele Regio („Raphaelis Regii et amicorum“). Sul personaggio, di origine bergamasca, insegnante di greco e retorica a Padova e Venezia, morto nel 1520, cfr. almeno P. Eleuteri, P. Canart, Scrittura greca dell’Umanesimo italiano, Milano 1991, p. 164–166 (nr. LXVII).

Il codice appartenne in seguito all’umanista padovano Matteo Macigni (cfr. I.Ph.Tomasini, Bibliothecae Patavinae Manuscriptae publicae et privatae [...], Utini 1639, p. 144 („Aristotelis Problemata. Orphei Argonautica. Arati Phaenomena, Ioan. Constantinopol. Homiliae. Topica Arist.“), che lasciò la collezione in eredità al lontano parente Nicolò Trevisan (sempre residente a Padova, dove morì nel 1632), che a sua volta lasciò la biblioteca al nipote Ettore Trevisan (morto sempre a Padova nel 1650). La biblioteca di famiglia fu in seguito dispersa dagli eredi di Ettore: gran parte di essa finì a Wolfenbüttel, acquistata da Marquard Gude; sulla questione vd. in breve F. Zen Benedetti, Il testamento di Nicolò Trevisan (1604), Quaderni per la storia dell’Università di Padova 37, 2004, p. 191–200.

Il codice pervenne in Marciana attraverso il lascito di Giovanni Battista Recanati (1687–1734) nel 1734/75 (cf. „Lascito Recanati“ [BNM]).

Bibliographie

Kat.

  • E. Mioni, Manoscritti e stampe venete dell’aristotelismo e averroismo, Venezia 1958, p. 21 nr. 33.
  • E. Mioni, Aristotelis codices Graeci qui in bibliothecis Venetis adservantur, Patavii 1958, p. 142–143.
  • Wartelle, Inventaire, nr. 2156.
  • Mioni, Thes. Ant., II, p. 529–531.

Kod.

  • Harlfinger, Textgeschichte Lin., p. 408, 412, 415, 416 (id. dei copisti).
  • E. Mioni, Bessarione scriba e alcuni suoi collaboratori, Miscellanea marciana di studi bessarionei, Padova 1976, p. 263–318: 307 (attr. a Sguropulo, al quale vengono però erroneamente ricondotti i Problemata).
  • D. und I. Harflinger, Wasserzeichen aus griechischen Handschriften, II, Berlin 1980, p. 33 (Fer à cheval 11).
  • T. Martínez Manzano, De Corfú a Venecia: el itinerario primero del Dioscórides de Salamanca, Medioevo greco 12, 2012, p. 133–154: 137 n. 20.

Text.

  • C.A. Ruelle, H. Knoellinger, I. Klek, Aristotelis qui feruntur problemata physica, Lipsiae 1922, p. VII.
  • P. Louis, Aristote, Problèmes, I, Paris 1991, p. XXXVIII.
  • Aratus

    • J. Martin, Aratos, Phénomènes, I, Paris 1998, p. CXLII–CXLIII. (copia dell’Ambr. H 42 sup.).

    Argonautica Orphica

    • F. Vian, Les argonautiques orphiques, Paris 1987, p. 50 (codex recentior – discendente alla lontana di M = Matritensis 4562, copiato da Costantino Lascaris nel 1464 – appartenente alle „éditions“ prodotte nello scriptorium di Giorgio e Demetrio Mosco alla fine del sec. XV e all’inizio del XVI).

    Augustinus (Planudes)

    • M. Papathômopoulos, I. Tsabari, G. Rigotti, Αὐγουστίνου Περὶ Τριάδος βιβλία πεντακαίδεκα ἃπερ ἐκ τῆς Λατίνων διαλέκτου εἰς τὴν Ἑλλάδα μετήνεγκε Μάξιμος ὁ Πλανούδης. Εἰσαγωγή, Ἑλλενικὸ καὶ Λατινικὸ Κείμενο, Γλωσσάριο. Editio Princeps, I-II, Ἀθῆναι 1995, p. LXXXII (siglum I e p. CIII stemma: apografo diretto di M (= Mutinensis II E 1 = gr. 134)).

Faks.

  • M. Zorzi (Hg.), Collezioni veneziane di codici greci dalle raccolte della Biblioteca nazionale Marciana, Venezia 1993 (Venetiae quasi alterum Byzantium, 2), p. 56 nr. 34.

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, ottobre–novembre 2018