Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. IV 7

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. IV.07 (coll. 1328)
Datierung:

Sec. XV4/4.

Beschreibstoff: Cart. (in folio).
Format: 286 × 215 mm.
Folienzahl: IV, 219 (+209bis), 〈V’〉.

Inhalt

  • (ff. 1219) Alex. Aphrod. In An. Pr. I (tit. ἀλεξάνδρου ἀφροδισιέως ὑπόμνημα εἰς τὸ πρῶτον τῶν προτέρων ἀριστοτέλους ἀναλυτικῶν). Ed. M. Wallies, CAG II.1, 1883, p. 1–418.
  • Leer

    ff. 201V202, 219V.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Cart. (in folio).

Wasserzeichen

  • In tutto il codice, fogli di guardia compresi, si osserva una bilancia in cerchio, sormontata da croce maltese: in tutto identica al motivo registrato presso Piccard (nr. 117363: Innsbruck 1486).

Format

286 × 215 mm.

Folienzahl

IV, 219 (+209bis), 〈V’〉.

Foliierung

Foliotazione moderna (XVIII sec.?), in inchiostro brunito, nel mg. superiore esterno di ogni recto.

Lagen

22 × 10 (219 + 1).

Lagensignierung

I fascicoli sono numerati da α´ a κβ´ nel margine inferiore esterno di ogni primo recto e ultimo verso (prima segnatura nel f. 10V, α´; ultima segnatura κβ´ nel f. 210)

Anzahl der Linien

ll. 28.

Liniierung

Spazio scritto 194 × 132 (f. 99); rigatura a secco delle sole rettrici, spesso impercettibile, probabilmente ottenuta con uno strumento meccanico.

Kopist

Il codice è stato trascritto in inchiostro brunito da un solo calligrafo, identificabile con il presbitero uniate 〈Giovanni Plusiadeno〉.

Illumination

Titolo, lemmi e capilettera rubricati; cornici decorative intrecciate in prossimità delle partizioni testuali più rilevanti.

Ergänzungen zum Textbestand

Il codice presenta in margine un’indicazione di paginazione (riferita sicuramente a un’edizione a stampa), sia in forma di barre a inchiostro che alla punta secca (cfr. ff. 120, 136). Visto il destino di molti codici del convento domenicano dei Ss. Giovanni e Paolo, sembra molto probabile che anche questo manoscritto sia, in un qualche modo, servito all’allestimento dell’edizione del testo che esso contiene (l’edizione aldina fu pubblicata da Gian Francesco d’Asola nel 1520, con epistola dedicatoria al dotto Nicola Passeri Genova, docente presso lo Studio di Padova: cfr. A. Cataldi Palau, Gian Francesco d’Asola e la tipografia aldina. La vita, le edizioni, la biblioteca dell’Asolano, Genova 1998, p. 619 nr. *54 e p. 99, dove si spiega come per questa edizione l’editore si sia servito di più codici, mettendone a frutto le varianti, che sono riportate in un elenco suppletivo). Nel Marc. gr. IV 7 si osservano chiaramente i segni del passaggio diretto in tipografia: macchie d’inchiostro e impronte digitali (cfr. ff. 202V205 etc.). Nessuno ha sinora segnalato tale fatto e il manoscritto richiederebbe un esame filologico più accurato.

Einband

Legatura sicuramente cretese, in cuoio marrone, decorata con bande concentriche di ferri prevalentemente rettangolari, proveniente dallo stesso atelier cui si deve quella di altri manoscritti poi passati nella biblioteca dell’umanista Francesco Maturanzio (cfr. Pugliese, Bindings, p. 226, con analisi dei ferri). I tagli sono decorati con nastri e cerchi di colore rosso e bruno, secondo una pratica comune a Creta (cfr. R. Stefec, Zur Schnittdekoration kretischer Handschriften, Miscellanea Bibliothecae Apostolicae Vaticanae, XIX, 2012, p. 501–533: p. 506 e sg. Typ 1). Nel piatto anteriore rimane un’etichetta manoscritta (comune a tutti i codici provenienti dal monastero dei Ss. Giovanni e Paolo che ancora preservano la legatura originale) che recita: „[...] in libr. prior(um)“. Nel margine superiore f. IVv è annotato: „Alexandri Aphrodisei in Analytica Aristotelis annorum plus quam 200“; Una nota analoga si legge nel verso dell’ultima guardia posteriore (margine superiore): „Alexandri Afrodiseii (sic) [[commentarium super logicam aristotelis]] | super priorum anal.“.

Erhaltungszustand

Il codice è in ottime condizioni di conservazione; il dorso della legatura è fissurato, ma solido nel complesso.

Geschichte

Datierung

Sec. XV4/4.

Provenienz

Il codice pervenne in Marciana nel 1789 insieme al resto della biblioteca del convento dei Ss. Giovanni e Paolo, il cui nucleo originale fu messo insieme dal generale Gioacchino Turriano nella seconda metà del sec. XV.

Il manoscritto è regolarmente censito negli inventari antichi a partire dalla lista A (post 1500): cfr. D.F. Jackson, The Greek Library of Saints John and Paul (San Zanipolo) at Venice, Tempe 2011, p. 13 (lista A, nr. 93 = Richter 58; Vilmi 7 [?]; Tomasini 48).

Bibliographie

Kat.

  • D.M. Berardelli, Codicum omnium Graecorum, Arabicorum, aliarum linguarum orientalium, qui manuscripti in Bibliotheca Ss. Johannis et Pauli Venetiarum Ordinis Praedicatorum, asservantur, catalogus, Nuova raccolta d’opuscoli scientifici e filologici XX, Venetiis 1779, p. 161–240: 178.
  • E. Mioni, Bibliothecae Divi Marci Venetiarum codices Graeci manuscripti I.2, Roma 1972, p. 202.
  • R.D. Argyropoulos – I. Caras, Inventaire des manuscrits grecs d’Aristote et de ses commentateurs. Supplément, Paris 1980, p. 49 (nr. 423).

Kod.

  • S. Pugliese, Byzantine Bindings in the Marciana National Library, Το βιβλίο στο Βυζάντιο: Βυζαντινή και μεταβυζαντινή βιβλιοδεσία. Πρακτικά Διεθνούς Συνεδρίου, Αθήνα 13 – 26 Οκτωβρίου 2005, βιβλιοαμφιάστης 3, Athêna 2008, p. 219–251: 222 n. 11, 226.

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, maggio–giugno 2018.