Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. IV.11

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. IV.11 (coll. 1219)
Datierung:

Sec. XV–XVI.

Beschreibstoff: Cart. (in quarto).
Format: 208 × 142 mm.
Folienzahl: II, 120, I’.

Inhalt

  • (ff. 1120V) 〈Ps.-Alex. Aphrod., in Soph. El.〉, inc. mut. ...] μᾶλλον πρὸ ἔργου, des. mut. οὐ λέγεται πολλαχῶς. Ed. M. Wallies, CAG II.3, 1898, p. 14,12–166,24.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Cart. (in quarto).

Wasserzeichen

  • ff. 1120: uccello (cigno o anatra) con zampe e occhi, molto simile a Briquet 12145/6 (1473–1523).

Format

208 × 142 mm.

Folienzahl

II, 120, I’.

Foliierung

Foliotazione moderna (XX sec.?), a matita, nel mg. superiore esterno di ogni recto.

Lagen

12 × 10 (120).

Lagensignierung

I fascicoli sono segnati nel margine inferiore esterno di ogni primo recto in lettere latine, delle quali si scorgono solo minime tracce nei ff. 81, 91 (si scorge solo un asta verticale, la lettera è indecifrabile). La prima segnatura leggibile è „m“ (f. 101).

Anzahl der Linien

ll. 27.

Liniierung

Spazio scritto 148 × 92 (f. 70). Rigatura quasi impercettibile, tipo 20D1 Leroy-Sautel, eseguita con strumento meccanico (27 rr.).

Kopist

Il codice si deve a una sola mano, per ora anonima, in inchiostro verdastro-brunito, di notevole regolarità e dall’aspetto stretto e slanciato. L’esecuzione presenta una certa rigidità, ma l’effetto è nel complesso alquanto calligrafico. A questo copista (= Anon. 14 Harlfinger) si deve anche la trascrizione del Par. gr. 2769 (Omero; cfr. la descrizione di M. Cariou [Cariou 2013)]. La stessa mano è stata identificata da Agamemnon Tselikas anche nel Par. suppl. gr. 1095 (sempre Omero).

a. Il codice fu annotato da un lettore cinquecentesco, che appose sporadici segni di lettura concentrati nei primi fogli (segni di paragrafo ondulati, che mettono in evidenza i tratti di testo più interessanti: cfr. ff. 1, 14 (con una manicula)).

Einband

Legatura in pergamena e cartone grigio (sec. XVIII/XIX). Nel dorso di legge l’iscrizione: „ALEX. | APRHODIS. | IN ARIST. | SOPH. ELEN“.

Erhaltungszustand

Il codice è in buono stato di conservazione: una macchia di umidità segna il f. 1 nel recto e nel verso, ma senza danno alcuno per la scrittura. Il f. 1 è stato integrato con carta moderna nell’angolo inferiore esterno.

Geschichte

Datierung

Sec. XV–XVI.

Provenienz

Il manoscritto proviene dalla biblioteca dei Canonici regolari della Congregazione lateranense del Santissimo Salvatore di Candiana (PD): giunse in Marciana nel 1784, in seguito alla soppressione (cfr. Monastero di San Leonardo in Monte Donico). Nel margine inferiore interno del f. 1 è indicato il numero 291, forse un’antica segnatura.

Bibliographie

Kat.

  • E. Mioni, Bibliothecae Divi Marci Venetiarum codices Graeci manuscripti I.2, Roma 1972, p. 204–205.
  • R.D. Argyropoulos – I. Caras, Inventaire des manuscrits grecs d’Aristote et de ses commentateurs. Supplément, Paris 1980, p. 49 (nr. 426).

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, maggio–giugno 2018.