Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. IV.21

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. IV.21 (coll. 1296)
Datierung:

XIV 3/4 (a. 1366), cfr. Marc. gr. IV 22

Beschreibstoff: Carta italiana a vergelle spesse (in folio).
Format: 290 × 210 mm
Folienzahl: II, 193, I'

Inhalt

  • (ff. 1193V) Ps.–Heliodorus, Par. in EN I–V (tit. παράφρασις τῶν ἀριστοτέλους ἠθικῶν νικομαχείων α´. Κεφάλαιον α´, ὅτι ἔστι τί ἔσχατον τέλος πρὸς ὃ πᾶσαι τάττονται αἱ ἀνθρώπιναι πράξεις). Libr. I (ff. 145V); II (ff. 45V72); III (ff. 72113); IV (ff. 113152V); V (ff. 152193V), il libro termina con il lemma rubricato Ἀριστοτέλους ἠθικῶν νικομαχείων ζ´. ὅτι λοιπὸν περὶ τοῦ ὀρθοῦ διορίσασθαι λόγου τίς ἐστιν, col quale comincia la parafrasi al libro VI: Heylbut, p. 112). Ed. Heylbut, CAG XIX.2, pp. 1–112.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Carta italiana a vergelle spesse (in folio).

Wasserzeichen

  • ff. 134, 3637, 3973, 7578, 80168: frutto identico a MT 4360 (1367; cfr. anche 4365, del 1366).
  • ff. 35/38, 74/79, 169176, 185193: tre monti sormontato da croce, quasi identico a MT 6284 (1364)
  • ff. 178183: testa di bue con occhi, molto simile a MT 1250 (1368).
  • ff. 177/184: due cerchi attraversati da un’asta, identica a MT 2160 (1360/80).

Format

290 × 210 mm

Folienzahl

II, 193, I'

Foliierung

Foliotazione moderna (XVIII sec.?) a penna, nel margine superiore esterno di ogni recto.

Lagen

24 × 8 (192), 1 (193). Il f. 193 è il primo del fascicolo κε´, ora collocato al principio del IV 22.

Lagensignierung

Segnature di mano del copista nel centro del margine inferiore del primo foglio recto e dell’ultimo verso di ogni fascicolo, da α´ (1) a κε´ (193, foglio singolo). I numerali sono talora ripetuti identici, in modulo minore, in prossimità del margine interno del primo recto e dell’ultimo verso (cfr. ff. 16V17): ne rimangono solo sporadiche tracce rifilate.

Anzahl der Linien

23 ll.

Liniierung

(f. 59) 290 × 210, spazio scritto 196 × 127. Tipo 20D1 Leroy–Sautel.

Kopist

Il codice fu interamente copiato da un unico scriba anonimo, forse un collaboratore di Giovanni Cantacuzeno (Mondrain, L’ancien empereur, p. 265, n. 22, che però non arriva a identificare il copista in altri codici delle cerchie di Cantacuzeno: «J’ai examiné les volumes à Venise mais n’ai plus suffisamment en mémoire l’écriture, qui me semble appartenir au même groupe, pour l’“identifier” ici»; l’esame di numerosi specimina di codici copiati nelle cerchie di Cantacuzeno non ha dato un esito positivo). Scrittura posata, di modulo ampio, ben leggibile. Iniziali e lemmi rubricati di mano dello stesso copista (cfr. la descrizione del IV 22 per ulteriori dettagli).

Annotazioni marginali e schemi di 〈Giovanni Argiropulo〉 (Mondrain), cfr. ff. 63V67, 72V73, 76V77, 150V, 178.

Annotazioni marginali di una mano anonima (seconda metà del sec. XIV) nei ff. 17V18, 44V, 59V (?), 61V (?), 184V (?).

Einband

Piatti originali, decorati a motivi geometrici (XVI sec.?). Dorso e labbri rifatti in anni recenti. Guardie moderne. Sul contropiatto sono incollati i resti della antica legatura: etichetta gotica dei Ss. Giovanni e Paolo con indicazione del contenuto («Paraphr. in 5. primos libros [ethicorum?]»). Di mano recenziore, in un frammento membranaceo incollato nel mg. inferiore: «Paraphrasis Josephi monachi in quinque libros primos Ethicorum Aristotelis» (l’attribuzione si spiega alla luce della sottoscrizione del Marc. gr. IV 22). Nel mg. sup. del f. 1 si legge: «Liber Conventus S.rum Johannis et Pauli Venetiae»; subito sotto, d’altra mano, «Commentarii in Ethica Nicomachia Aristotelis annorum minus quam 300».

Erhaltungszustand

Ottimo stato di conservazione.

Geschichte

Datierung

XIV 3/4 (a. 1366), cfr. Marc. gr. IV 22

Provenienz

L’attuale IV 21 è il primo tomo di una anepigrafa parafrasi dell’Etica Nicomachea di Aristotele (per l’attribuzione e una accurata discussione di tutta la precedente bibliografia cfr. Trizio, Eliodoro di Prusa). Il secondo tomo è l’attuale Marc. gr. IV 22, che fu vergato dal medesimo scriba e che presenta identiche caratteristiche codicologiche. Il codice pervenne in Marciana nel 1789 insieme al resto della biblioteca del convento dei Ss. Giovanni e Paolo, messa insieme dal generale Gioacchino Turriano nella seconda metà del sec. XV. Il manoscritto è regolarmente censito negli inventari antichi della biblioteca del Convento (lista B Marcon): cfr. D.F. Jackson, The Greek Library of Saints John and Paul (San Zanipolo) at Venice, Tempe 2011, p. 13 (lista B, nr. 44 = Richter 53 = Gesner I;397r–v = Tomasini 53). Prima di giungere nella biblioteca del convento veneziano, il Marc. IV 21 e il IV 22, sua seconda metà, furono certamente nelle mani dell’erudito bizantino Giovanni Argiropulo, che li annotò entrambi (Mondrain).

Bibliographie

Kat.

  • D.M. Berardelli, Codicum omnium Graecorum, Arabicorum, aliarum linguarum orientalium, qui manuscripti in Bibliotheca Ss. Johannis et Pauli Venetiarum Ordinis Praedicatorum, asservantur, catalogus, in «Nuova raccolta d’opuscoli scientifici e filologici», t. XX, Venetiis 1779, pp. 161–240: 190.
  • E. Mioni, Bibliothecae Divi Marci Venetiarum codices Graeci manuscripti, I.2, Roma 1972, pp. 209–210.
  • R.D. Argyropoulos – I. Caras, Inventaire des manuscrits grecs d’Aristote et de ses commentateurs. Supplément, Paris 1980, p. 51 (nr. 436).

Kod.

  • F. Euaggelatou–Notara, Χορηγοί, κτήτορες, δωρητές σε σημειώματα κωδίκων. Παλαιολόγειοι χρόνοι, Athêna 2000, p. 244 (trascrizione della nota del Marc. gr. IV 22).
  • B. Mondrain, L’ancien empereur Jean VI Cantacuzène et ses copistes, in A. Rigo (a c. di), Gregorio Palamas e oltre. Studi e documenti sulle controversie teologiche del XIV secolo bizantino, Firenze 2004, pp. 249–295 e pl. V–XII: 265, n. 22. Il codice è databile alla metà del XIV secolo e presenta caratteristiche codicologiche comparabili a quelle presenti in altri manoscritti usciti dallo «scriptorium» di Cantacuzeno, come il numero di 23 righe per pagina. Identificazione dei marginalia di Argiropulo.
  • E. Mioni, Bibliothecae Divi Marci Venetiarum codices Graeci manuscripti, Indices omnium codicum Graecorum. Praefatio, supplementa, addenda, Roma [1986], p. 46.

Text.

  • H. Heylbut, CAG XIX.2, 1889, p. VI. Il codice, è rapidamente menzionato nella praefatio di Heylbut che non sembra averlo collazionato.
  • D.M. Nicol, A Paraphrase of the Nicomachean Ethics attributed to the Emperor John VI Cantacuzene, «Byzantinoslavica» 29 (1968), pp. 1–16: 4–5.
  • M. Trizio, Eliodoro di Prusa e i commentatori greco–bizantini di Aristotele, in A. Rigo (a c. di), Vie per Bisanzio. VIII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Studi Bizantini. Venezia, 25–28 novembre 2009, Bari 2013, pp. 803–830: 806–807. Come rilevato da Trizio, Eliodoro di Prusa, il codice è il più antico esemplare della parafrasi attribuita a Eliodoro di Prusa (ma l’attribuzione è erronea e non è escluso che l’anonimo autore sia in realtà Giovanni Cantacuzeno). Il copista è anonimo, ma è possibile che egli operasse al soldo di Cantacuzeno stesso, come si può evincere dalla nota presente nel IV 22.

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, giugno–luglio 2017