Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. IV.33

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. IV.33 (coll. 1190)
Datierung:

1486 (fine del sec. XV ff. 272279).

Beschreibstoff: Cart. (in quarto).
Format: 275 × 198 mm
Folienzahl: ff. IV, 279, IV’.

Inhalt

  • Alex. Aphrod., In Top. (tit. ἀλεξάνδρου ἀφροδισιέως εἰς τὴν τοπικὴν ὑπόμνημα). Libr. I (ff. 141); II (ff. 41128V); 〈III〉 (ff. 128V170); IV (ff. 170207); V (ff. 207219); VI (ff. 219V240V); VII (241247V); VIII (ff. 248278). Subscr. f. 278: τέλος σὺν θεῷ τῶν εἰς τὰ ἀριστοτέλους τοπικὰ τοῦ ἀλεξάνδρου ὑπομνημάτων. Ed. M. Wallies, CAG II.2, 1891, p. 1–591. I ff. 267268 l. 1 (καθ’ αὐτὸν μὲν γὰρ ἐξεταχόμενος ὁ λόγος – ὅ ἐστιν ἐναντίον τῆ θέσει) e 269V278 sono stati integrati da una seconda mano (quella di 〈Zaccaria Calliergi〉) a partire da una seconda fonte. Il primo copista del IV 33 terminò la sua copia nel f. 268V, con le parole ἡμαρτημένως ἔχοντι λόγῳ, δεύτερον ἡ ἐπιτίμησις [... (= p. 568, 10).
  • Leer

    ff. 278V279V.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Cart. (in quarto).

Wasserzeichen

  • ff. IIVV, IIV’V: ancora in cerchio sormontata da stella, cfr. Briquet 849 (1505–1508).
  • ff. 1271: balestra inclusa in un cerchio, molto simile a Harlfinger Arbalète 31 (1484).
  • ff. 272279: tre monti con croce, comparabile a Briquet 11904 (1450), ma questa integrazione risale sicuramente agli ultimi anni del XV secolo o ai primi decenni del XVI.

Format

275 × 198 mm

Folienzahl

ff. IV, 279, IV’.

Foliierung

Foliotazione moderna (XIX sec.), a matita, nel mg. superiore esterno di ogni recto.

Lagen

33 × 8 (264), 1 × 8 – 1 (271), 1 × 8 (279).

Lagensignierung

I fascicoli sono segnati in cifre arabe (ma sul solo recto) e greche da α´ (1) a λδ´ (265) al centro del margine di ogni primo recto e ultimo verso dalla mano dello stesso copista. Calliergi segna solo in greco l’ultimo fascicolo (f. 272), in inchiostro rosso, al centro del recto.

Anzahl der Linien

ll. 30

Liniierung

Spazio scritto 115 × 183 (f. 182); rigatura a secco tipo 20D1 Leroy–Sautel, eseguita con strumento meccanico.

Kopist

A. ff. 1266V, 268269: Giovanni Rhosos. Sottoscrizione rubricata nel f. 269r: μετεγράφη τὸ παρὸν βιβλίον | διὰ χειρὸς ἐμοῦ ἰωάννου | ἱερέως ῥώσου τοῦ | κρητός· | ἔτει ἀπὸ τῆς χριστοῦ γεννήσεως χιλιοστῶ | τετρακοσιοστῶ ὀγδοηκοστῶ ἕκτω· | μηνὸς μαίου εἰκοστὴ· (sic) | ἐν τῆ περιφήμω | πόλει τῶν | βενετι|ῶν.

B. ff. 267268, l. 1; 269V278: 〈Zaccaria Calliergi〉 (Mioni).

Il codice vergato da Rhosos, lacunoso in ragione dello stato del suo antigrafo, fu completato da 〈Zaccaria Calliergi〉, che trasse il testo mancante da un altro modello e che corresse minuziosamente l’intero manoscritto, integrandone numerose lacune e correggendone molti errori (i suoi interventi si possono facilmente riscontrare su quasi ogni foglio). Nonostante la cura filologica cui Calliergi sottopose la copia di Rhosos, è evidente che egli stesso si trovò innanzi a un modello lacunoso: nel f. 277V, infatti, egli lasciò ampi spazi fenestrati.

Illumination

Titoli e capilettera rubricati, vergati nella consueta maiuscola ornata di Rhosos, con cornici decorative.

Einband

Legatura alla greca, originale, forse confezionata a Venezia ma in pieno stile cretese, decorata con ferri a motivi geometrici, in cuoio marrone-rossastro. Rimangono ancora i tenoni originali sul labbro del piatto anteriore; tracce dell’ancoraggio delle bindelle nel piatto posteriore. I tagli sono colorati di azzurro/verde e su tutti e tre spicca un motivo a cerchi (in forma di catena) tracciati in inchiostro rosso. Nel taglio inferiore rimane leggibile (di colore bianco) la collocazione naniana 254, ripetuta nel contropiatto anteriore. Nel contropiatto posteriore si legge, in italiano, una nota che si può tentare di interpretare come segue: „1512 adi 14 dece(m)brii martedì de note | a l’ora 4. vegnando mercari“. Nel contropiatto anteriore è collocata una breve descrizione latina del codice, di mano di 〈Cirillo Martini〉 (alla quale attinse sicuramente Mingarelli): „Alexandri Aphrodisiaei in VIII. Libros Topicorum | Aristotelis commentarius. | Codex Graec. chartaceus Ms. in f°. Saec. XV | ab Joanne Rosso Cretensi, Calligrapho illo | celebri, anno MCCCCLVI, mense Maio, | die XX. in famosa Urbe Venetiarum, ut in fine | VIII. Libri legitur“. A questa sommaria descrizione segue una nota, della prima metà del Settecento, sull’identità del copista e la qualità della carta: „Nota. Veramente non dice Rosso ma Roso con una s. sola. Questo Roso era l’amanuense del Card. Bessarione. La carta è bellissima et è di lino con forse qualche portione di bombace. Il stato di Ven(ezia) fu il primo a prendere l’uso dalla Grecia, et ad istituire delle cartiere nel Padovano“. La produzione „nel padovano“ si riferisce alla fiorente industria cartiera di Battaglia, già presente in epoca carrarese, che fu rilevata e monopolizzata dai dominatori veneziani: cfr. almeno D. Urbani, Segni di cartiere antiche, Venezia 1870, p. 7, 37–40; V. Lazzarini, L’industria della carta nel Padovano durante la dominazione carrarese, Atti e Memorie dell’Accademia di Scienze lettere ed arti in Padova, n.s., 15, 1898–1899, p. 133–147, ristampato in Id., Scritti di paleografia e diplomatica, Padova 19692, p. 39–51.

Erhaltungszustand

Il codice è complessivamente in ottime condizioni di conservazione. La carta è in qualche punto toccata da macchie brunite, ma senza alcun danno per il testo.

Geschichte

Datierung

1486 (fine del sec. XV ff. 272279).

Provenienz

Il codice giunse in Marciana insieme al fondo appartenuto alla famiglia Nani, acquisito da Bernardo Nani (1712–1761) nel corso di viaggi e impegni nei domini veneziani d’oriente (Creta, isole Ionie). La collezione fu donata con un lascito testamentario alla Serenissima da Giacomo Nani (1725–1797) fratello di Bernardo. Cfr. Nani, Bernardo. Il manoscritto era il nr. 254 della collezione, come si evince dalla collocazione scritta nel contropiatto anteriore. Prima di giungere nelle mani di Bernardo Nani, il codice appartenne al metochion cretese di S. Caterina del Sinai, come informa una nota apposta nel margine inferiore del f. 1: „τῆς ἁγίας αἰκατερίνης | τῶν σιναιτῶν“ (sec. XVII?).

Bibliographie

Kat.

  • J.A. Mingarelli, Graeci codices manu scripti apud Nanios patricios venetos asservati, Bononiae 1784, p. 447.
  • E. Mioni, Bibliothecae Divi Marci Venetiarum codices Graeci manuscripti I.2, Roma 1972, p. 224.
  • R.D. Argyropoulos – I. Caras, Inventaire des manuscrits grecs d’Aristote et de ses commentateurs. Supplément, Paris 1980, p. 51 (nr. 443).
  • E. Mioni, Indices, supplementa, addenda, p. 47 (attribuzione a Calliergi).

Kod.

  • V. Chatzopoulou, L’étude de la production manuscrite d’un copiste de la Renaissance au service de l’histoire des textes: le cas du Crétois Zacharie Calliergis, Revue d'histoire des textes 7, 2012, p. 1–36: 34.
  • S. Pugliese, Byzantine Bindings in the Marciana National Library, Το βιβλίο στο Βυζάντιο: Βυζαντινή και μεταβυζαντινή βιβλιοδεσία. Πρακτικά Διεθνούς Συνεδρίου, Αθήνα 13 – 26 Οκτωβρίου 2005, βιβλιοαμφιάστης 3, Athêna 2008, p. 219–251: 250 (legatura ‘alla greca’?).

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, giugno, agosto–settembre 2018