Commentaria in Aristotelem Graeca et Byzantina

Vorstufe

Beschreibung Marc. gr. IV.47

Gruppe: Codices postbyzantini

Nachweis: Italien, Venedig, Biblioteca Nazionale Marciana, Marc. gr. IV.47 (coll. 1333)
Datierung:

Sec. XVII1/4.

Beschreibstoff: Cart. (in folio).
Format: 300 × 205 mm
Folienzahl: ff. I, 164, I’.

Inhalt

  • (f. 1RV) 〈Theophilos Korydalleus ?, exempla epistolarum〉: a) ὄντως φιλίας ἀληθοῦς τεκμήριον; b) εἰκόνας τὰ γράμματα τῶν τῆς ψυχῆς νοημάτων; c) αὐτός [[μέν]], φίλτατε, χαίρεις μὲν τῆ χρονίῳ σιωπῇ; d) ὄντως οὐ τῆς σιωπῆς σοι τὸν καρπόν; e) ὄντως ταχέως ἡμῶν κατέγνωκας; f) ἄλλοι μὲν ἴσως οἷς οὐ μέλλει τῆς σῆς παιδείας. Segue (f. 1V) una frase sulla dignità della filosofia (inc. τῶν κρειττόνων τῳόντι καὶ ἐπαινετῶν ἡ φιλοσοφία, des. οὐδ´ὅλως τῶν ἐξωτερικῶν φροντίσαντες τοῦ φιλοσοφεῖν ξὺν θεῶ ἀπαρξώμεθα). Ed. delle lettere in Antonioni, Caesaris Cremonini In Aristotelis librum „De divinatione per somnium“ commentarium,’ p. 24–26.
  • (f. 1V) Epistola ad Parthenium episcopum (tit. Παρθενίῳ τῷ ἐπισκόπῳ εὖ πράττειν), inc. ὄντως φίλους μὲν ἱερεοὺς καὶ σπουσαίους παρόντας, des. ἔῤῥωσο. Ed. Antonioni, Caesaris Cremonini In Aristotelis librum „De divinatione per somnium“ commentarium,’ p. 26–27.
  • (f. 2151V) 〈Theophilos Korydalleus ?, In Phys.〉 (tit. ὁποῖον ἐστι τὸ τῆς φιλοσοφιας ἀξίομα), prologus inc. 〈τ〉ῶν ὅσα θηράσιμα πέφυκε τοῖς ἀνθρώποις καλά, des. ἱκέσται τοῦ ποθουμένου. Libr. I (f. 326); II (26V49); III (49V73V); IV (74121V); VIII (ff. 122151V). Il testo è ripreso, con varianti molto significative, nell’edizione veneziana del commento: Εἴσοδος φυσικῆς ἀκροάσεως κατ’ Ἀριστοτέλην, Venetiis 1779. Sulle divergenze fra i due testi vd. Antonioni, Caesaris Cremonini In Aristotelis librum „De divinatione per somnium“ commentarium,’ p. 18–20.
  • (ff. 152160) Cesare Cremonini, In Div. Somn., 〈traduzione di Theophilos Korydalleus〉 (tit. καίσαρος κρεμονίου ὑπόμνημα εἰς τὸ περὶ τῆς καθύπνου μαντικῆς τοῦ ἀριστοτέλους). Ed. Antonioni, Caesaris Cremonini In Aristotelis librum „De divinatione per somnium“ commentarium, p. 41–101. Nel f. 160, frutto dell’accorpamento di due fogli, si scorgono le tracce della scrittura nel foglio oggi invisibile: si tratta di schemi logici di forma triangolare.
  • (ff. 161164) 〈Theophilos Korydalleus ?, De animae partibus et virtutibus〉, (tit. περὶ τοῦ τρία εἶναι τὰ μόρια τῆς ψυχῆς τῆς ἀνθρωπίνης καὶ τέσσαρας τὰς ἐν αὐτῇ ἀρετάς), inc. τὸν περὶ ἀρετῶν λόγον πῶς διέθηκεν ὁ πλάτων, des. οὐκ ἄρα θυμὸς καὶ ἐπιθυμία ταυτον (sic). διαφέρει οὖν τὰ τρία ἀλλήλων κατουσίαν.
  • (f. 164V) 〈Photius, Bibl. 1〉, inc. ἀνεγνώσθη θεοδώρου πρεσβυτέρου, des. γνησίαν εἶναι τοῦ μεγάλου διονυσίου τὸ βίβλον. (il passo è preceduto da un tentativo incompiuto di trascrizione). Segue un ἐπίγραμμα [...] εἰς ἰωαννην (sic) τὸν ἅγιον, inc. ἀρχὸς ἀλεξανδρείας, des. χριστὸν ἄνακτα ἔχων. S. Giovanni Elemosinario), con molte correzioni. Seguono altri versi molto rielaborati (su uno di essi è la rubrica ἰαμβικόν). Cfr. Antonioni, Caesaris Cremonini In Aristotelis librum „De divinatione per somnium“ commentarium, p. 27.
  • Leer

    ff. 46V, 160V.

Physische Beschaffenheit

Beschreibstoff

Cart. (in folio).

Wasserzeichen

  • Data la complessità della struttura codicologica e l’assenza di molti dei riferimenti alla foliotazione, si indicano qui di seguito solo i fogli nei quali sono effettivamente visibili le marche:
  • ff. 1, 9, 13, 14, 15, 16, 2557, 59, 6465, 71, 72, 73, 122160: Balestra con trifoglio, cfr. Piccard IX, 2247–2253 (1612–1616).
  • ff. 2: bandiera che si trova identica nel Marc. Lat. VI 185 , cfr. Heawood 1372 (1697).
  • ff. 3, 5, 8, 11: Balestra con trifoglio, alla quale si associa la marca B, corrisponde a Piccard IX, 2255 (1612–1626).
  • ff. 4, 6, 7, 10, 12, 58, 5963, 6670: fiore, senza riscontri nei repertori.
  • ff. 75100, 106113, 115120: basilisco con contromarca E–V(?) sormontata da trifoglio, senza riscontri nei repertori.
  • ff. 101105, 114/121 161164: corona, con luna e stella, cfr. Heawood 1129–1133 (1565–1610).

Format

300 × 205 mm

Folienzahl

ff. I, 164, I’.

Foliierung

Foliotazione moderna (XIX/XX sec.) nel margine inferiore esterno di ogni recto, a matita. La numerazione, molto discontinua (sono numerati 3/4 fogli ogni 10), è stata eseguita probabilmente dallo stesso Mioni al momento della catalogazione).

Lagen

1 × 12 + 1 (13), 1 × 44 (57), 1 × 16 (72), 1 × 8 + 2 (82), 1 × 2 (84), 1 × 8 (93), 1 × 6 + 1 (100), 1 × 6 – 1 (105), 2 × 8 (121), 1 × 20 (141), 1 × 10 (151), 1 × 8 + 2 (ma gli ultimi due ff. sono incollati) (160), 1 × 4 (164).

Lagensignierung

Nessuna segnatura è conservata; rimangono richiami nei ff. 57V, 84V, 105V, 113V.

Anzahl der Linien

ll. 32–47.

Liniierung

Spazio scritto molto variabile, 260/270 × 175/180; nessuna rigatura.

Kopist

Il codice è copiato da un’unica mano dell’inizio del sec. XVII (secondo Mingarelli il manoscritto sarebbe stato copiato nel 1607 nel monastero di S. Ciriaca, ma nulla nel codice permette di comprendere donde il catalogatore abbia tratto questa notizia). Secondo Mioni è possibile che il copista sia lo stesso Theophilos Korydalleus, come si potrebbe evincere dalla natura personale della copia e dalle numerose correzioni, aggiunte e varianti riscontrabili in tutto il codice. Antonio Antonioni, che ha pubblicato parte del contenuto del manoscritto, non confuta questa ipotesi ma ritiene possibile che il manoscritto potrebbe essere frutto del lavoro di uno degli allievi di Korydalleus, come si potrebbe evincere dall’ex libris presente sul codice (cfr. infra Provenienz).

Einband

Legatura in cartone; dorso rinforzato in pergamena (sec. XVIII).

Erhaltungszustand

Il codice è in buono stato di conservazione: l’inchiostro è in qualche caso penetrato danneggiando la carta e ossidandola, ma con poco danno per la scrittura.

Geschichte

Datierung

Sec. XVII1/4.

Provenienz

Il codice giunse in Marciana insieme al fondo appartenuto alla famiglia Nani, acquisito da Bernardo Nani (1712–1761) nel corso di viaggi e impegni nei domini veneziani d’oriente (Creta, isole Ionie): la collezione fu donata con un lascito testamentario alla Serenissima da Giacomo Nani (1725–1797) fratello di Bernardo. Cfr.〈https://marciana.venezia.sbn.it/immagini-possessori/704-nani-bernardo〉. Il manoscritto era il nr. 271 della collezione, come si evince dalla collocazione scritta nel contropiatto anteriore e dalla segnatura apposta nel margine inferiore interno del f. 1. Prima di giungere nelle mani di Bernardo Nani, il codice appartenne a un certo Niceforo Pirgili, Ateniese (allievo di Korydalleus: cfr. Antonioni, Caesaris Cremonini In Aristotelis librum „De divinatione per somnium“ commentarium, p. 28–29), che appose una nota di possesso nel centro del margine superiore del f. 2V: εἰς χρῆσιν τοῦ ταπεινοῦ νικηφόρου τοῦ πριγγελέως καὶ τῶν φίλων, εἰς χρῆσιν τῶν μετιόντων λόγους σοφῶν καὶ ρητόρων.

Bibliographie

Kat.

  • J.A. Mingarelli, Graeci codices manu scripti apud Nanios patricios venetos asservati, Bononiae 1784, p. 457.
  • E. Mioni, Bibliothecae Divi Marci Venetiarum codices Graeci manuscripti I.2, Roma 1972, p. 239–240.
  • R.D. Argyropoulos – I. Caras, Inventaire des manuscrits grecs d’Aristote et de ses commentateurs. Supplément, Paris 1980, p. 52 (nr. 447).
  • E. Mioni, Indices, supplementa, addenda, p. 48.

Text.

  • A. Antonioni, Caesaris Cremonini In Aristotelis librum „De divinatione per somnium“ commentarium adjecta versione anonyma Theophilo Corydaleo forse adiudicanda, Miscellanea Marciana 7–9, 1992–94, p. 7–101 (descrizione minuziosa del codice alle pp. 17–27; mette in discussione l’autografia).

Faks.

  • Antonioni, Caesaris Cremonini In Aristotelis librum „De divinatione per somnium“ commentarium, tav. III–IVb.

Quelle

  • Ciro Giacomelli, autopsia, giugno–agosto 2018